Una premessa: non le pensiamo come Beppe Grillo, che dice che in Italia il razzismo non c’è. In Italia il razzismo c’è. Ed è stato alimentato dalla grande speculazione che una certa sinistra e certe organizzazioni cattoliche hanno organizzato sull’accoglienza ai migranti. Detto questo, non abbiamo capito dove vogliono andare a parare gli organizzatori della manifestazione di Milano, non certo estranea al PD
Con molta probabilità, la nostra riflessione sulla manifestazione contro il razzismo non piacerà ai radical chic della ‘presunta’ sinistra italiana di scuola PD, e nemmeno alle organizzazioni cattoliche ‘impegnate’ nell’accoglienza ai migranti che piace tanto a Papa Francesco, il Pontefice in ‘bilico’ tra ecologismo e globalizzazione. Pazienza. Ce ne faremo una ragione.
Cominciamo col dire che non condividiamo il post di Beppe Grillo, là dove ci dice che in Italia non c’è razzismo. C’è, e qui ha ragione il leader del Movimento 5 Stelle, egoismo sociale. Che, però, è dettato dal fatto che l’Unione Europea dell’euro – che in Europa ha creato oltre 10 milioni di poveri – ha regalato all’Italia povertà, disoccupazione e un debito di oltre 2 miliardi e 300 milioni di euro pubblico in buona parte truffaldino.
Il razzismo in Italia c’è, misto all’insofferenza provocata dalla speculazione sull’assistenza ai migranti (vedere Mafia Capitale, ma non solo) che abbiamo avuto negli ultimi anni.
Checché ne pensino il Ministro degli Interni Matteo Salvini e i leghisti, tenere al caldo – di fatto prigionieri in una nave – centinaia di persone in attesa che i Paesi europei decidano di ripartire le ‘quote’ di migranti è un modo di fare razzista e inumano.
Affermare, come afferma sempre Salvini, “Prima gli italiani”, è sbagliato e va contro gli insegnamenti cristiani. Per non parlare del fatto che già i tedeschi, in un passato non molto lontano, dicevamo “Prima i tedeschi”, magari migliorando la razza con l’eugenetica…
Fatta chiarezza sul razzismo in Italia – che c’è e va combattuto – resta da capire il senso della manifestazione contro il razzismo di Milano.
Abbiamo letto una decina di articoli qua e là e, con tutto il rispetto, non abbiamo capito, al di là degli slogan contro il razzismo e contro i razzisti, dove il PD che ha patrocinato questa manifestazione voglia andare a parare (soltanto un cieco non vede la concomitanza delle primarie del Partito Democratico con la manifestazione di Milano).
Né ci ha convinto la presenza, alla manifestazione, dei rappresentanti delle ONG titolari delle note navi.
Se alla manifestazione erano presenti i protagonisti delle navi targate ONG, ciò forse significa che questa manifestazione punta a riaprire il gioco degli sbarchi in Italia?
E se si deve riaprire il gioco degli sbarchi in Italia, ciò significa che chi mette in mare i migranti – magari partendo da un Paese ‘a caso’: la Libia – deve riaprire, a propria volta, i giochi?
Per dirla brutalmente: i partecipanti alla manifestazione di ieri chiedono che ricomincino i ‘salvataggi’ in mare da parte delle navi targate ONG per poi portarli in Italia?
Se è così, noi diciamo subito che la pensiamo come il procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Catania, Carmelo Zuccaro, quando afferma:
“Le ONG fanno parte di un sistema profondamente sbagliato, che affida la porta d’accesso all’Europa a trafficanti che sono criminali senza scrupolo. Questo è l’aspetto sbagliato delle cose che non risponde né a senso di umanità né di solidarietà. E non parlo di inchieste in corso, non lo farei con i giornalisti, ma di un fenomeno generale” (qui articolo e Video).
Non sappiamo se i protagonisti della manifestazione di Milano contro il razzismo pensano di tornare al vecchio sistema. Se è così, ebbene, questo significherebbe un’altra barca di voti alla Lega di Salvini.
Detto questo, non si capisce perché i migranti dovrebbero arrivare in Europa con le navi pagando il ‘pizzo’ (5 mila euro a migrante: così si dice) a trafficanti e criminali senza scrupoli.
Se ci sono le condizioni per farli arrivare in Europa, perché non ricorrere a ponti aerei, facendo intervenire le organizzazioni internazionali umanitarie?
Se ci sono le condizioni, però. Perché, da quello che si capisce, non sono tanti i Paesi europei che, oggi, vogliono accogliere i migranti.
E se i Paesi europei non li vogliono che facciamo? Li teniamo tutti in Italia, pagando 35 euro per ogni migrante alle ‘cooperative’? Continuiamo ad alimentare il solito giro di affari per regalare altri voti alla Lega di Salvini?
Foto tratta da ilpost.it
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