Ad organizzare la manifestazione prevista per dopodomani a Palermo sono il Movimento dei disoccupati organizzati Alba Cub e l’Unione Sindacale di Base (USB). Ma c’è chi sussurra che potrebbe essere finalmente arrivata l’ora di una proteste politica sganciata dalle solite facce che hanno distrutto la sinistra di Palermo
In Sicilia è partita la corsa verso i ‘Gilet Gialli’. La rivolta che ha preso piede in Francia sta contagiando anche la nostra Isola dove, in realtà, un movimento simile a quello francese c’è già stato: la rivolta dei Forconi nel gennaio del 2012. Non a caso uno dei leader dei Forconi siciliani, Mariano Ferro, è già in movimento e, nei prossimi giorni, incontrerà una delegazione di ‘Gilet Gialli’ per concertare strategie comuni.
Ma a muoversi è anche la sinistra siciliana fino ad oggi ‘sotterranea’. Sembra inquadrarsi in questo filone la manifestazione prevista a Palermo tra due giorni (appuntamento sabato 22 dicembre in Piazza Massimo, alle 17,00.
A organizzare la protesta sono il Movimento dei disoccupati organizzati Alba Cub e l’Unione Sindacale di Base (USB). Manifestazione annunciata da alcuni striscioni apparsi qua e là in città con la scritta “Palermo svegliati”.
“La Sicilia vive uno stato di emergenza che merita una risposta immediata – dicono gli organizzatori – e visto che alla classe politica sembra non interessare è arrivato il momento di farsi sentire nelle strade e nelle piazze. Solo un fronte sociale che pretende lavoro, dignità e reddito può oggi invertire questo misero destino cui chi ci governa sembra volerci consegnare”.
Resta da capire che cosa si muove dietro questo movimento. Di sicuro non c’è il PD e non ci sono nemmeno CGIL, CISL e UIL. vero è che, da quando non c’è più il Governo nazionale del PD, queste organizzazioni sindacali sono sono svegliate (in questi giorni annunciano ‘addirittura’ una mobilitazione…).
Ma è chiaro che CGIL, CISL e UIL, ormai, non godono di molta credibilità, soprattutto presso i disoccupati.
E’ da escludere che ci possa essere Rifondazione comunista di Palermo, visto che questa forza politica appoggia la Giunta comunale renziana di Leoluca Orlando.
E allora? Molto più verosimile è la possibilità che, dietro questa protesta, potrebbero esserci gli esponenti di Potere al popolo, il movimento di sinistra che, tra mille difficoltà, sta provando a costruire una prospettiva di sinistra sulle ceneri lasciate dal PD.
Va detto che in Sicilia un movimento alla sinistra del PD era nato spontaneamente nella primavera del 2016. In vista delle elezioni regionali siciliane che si sarebbero celebrate nel novembre dello stesso anno, tanti giovani siciliani si erano ritrovati a discutere su come organizzare qualcosa di diverso dai disastri sociali ed economici prodotti dall’allora Governo regionale a guida PD.
Poi, però, sono arrivati i soliti noti: Rifondazione comunista, Sinistra Italiana e poi, ancora, Ottavio Navarra e Claudio Fava. la spontaneità del movimento si è andata spegnendo ed è maturata la candidatura di Claudio Fava che, alla fine, con la lista ‘Cento Passi’, ha raggranellato circa 100 mila voti alle elezioni regionali.
Mossa comunque sbagliata, perché ha fatto ‘deragliare’ il nascente movimento spontaneo dentro l’alveo della vecchia sinistra e tutto poi è finito dentro la fallimentare esperienza di Liberi e Uguali.
Oggi sembra che si riprovi a dare vita a qualcosa di diverso. Ma se è vero che Potere al popolo potrebbe riprovarci, ebbene, chi sta cercando di portare avanti questo movimento in Sicilia dovrà guardarsi dai soggetti, sempre meno credibili, che hanno comunque monopolizzato quel poco di sinistra che rimane a Palermo: Leoluca Orlando, Rifondazione comunista e il vecchio sindacalismo poltronista e consociativo…
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