MILANO (ITALPRESS) – “È un’esperienza umana incredibile quella che ho fatto oggi”. Così che Salvatore Borsellino, fratello del magistrato ucciso dalla mafia nel ’92 in via D’Amelio, ha descritto l’incontro avuto a Milano con Marcello D’Agata, ex boss ed esponente di primo piano di Cosa Nostra catanese legato al clan di Nitto Santapaola, tutt’ora detenuto nel carcere di Opera dove ha iniziato un percorso di redenzione.
L’incontro si è svolto sotto forma di dialogo presso il Centro territoriale sociale di Corso Garibaldi ed è stato organizzato dall’associazione “dEntrofUoriars”, che si occupa del reinserimento dei detenuti e dall’associazione Peppino Impastato e Adriana Castelli. “Per me è stata un’esperienza umana incredibile vedere una persona che, come lui, addirittura dice che la pena se la meritava e che non ha collaborato con la giustizia proprio per scontarla fino alla fine. Non lo credevo – ha aggiunto Borsellino – ed è un caso rarissimo, sembra quasi irreale, che il carcere potesse ottenere questi effetti. Evidentemente ha avuto fortuna. È capitato in un carcere dove ha avuto la possibilità di fare questo percorso”.
Durante l’incontro Borsellino ha ricordato come da piccoli lui e il fratello Paolo giocassero a pallone nel quartiere della Kalsa di Palermo con bambini che avevano preso strade nettamente diverse: chi è riuscito a farsi una vita normale e chi invece è stato poi reclutato dalla criminalità organizzata a causa della povertà e dell’ignoranza.
“Oggi a Palermo, quartieri come Brancaccio e lo Zen, sono ancora molto poveri ed è nella povertà e nel bisogno che la criminalità va a pescare i suoi adepti. Purtroppo tanti bambini oggi prendono ancora quella strada. È per questo che ho voluto citare la Casa di Paolo, che è una casa di accoglienza, dove noi accogliamo alcuni di quei bambini e gli diamo la possibilità di sognare”.
Borsellino ha poi concluso puntualizzando che certe situazioni non si vivono soltanto al Sud: “È anche nei quartieri delle periferie delle grandi città come Milano che la criminalità organizzata va a cercare. Non è una questione di natura, perché non si nasce delinquenti. Purtroppo lo si diventa se la vita ci fa percorrere quelle strade e Marcello D’Agata ne è una dimostrazione”.
IL VIDEO
-Foto xu9/Italpress-
(ITALPRESS).
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