Si chiude così una storia lunga ventuno anni, fatta di sconfitte, ripensamenti e trionfi. Lionel Messi saluta l’Argentina a 39 anni, dopo 208 presenze, primato assoluto con l’Albiceleste, con un totale di 126 gol e 70 assist messi a segno. Numeri che raccontano solo una parte dell’eredità del classe 1987 di Rosario. L’esordio in nazionale, il 17 agosto 2005 contro l’Ungheria, dura meno di un minuto: entrato dalla panchina, venne espulso. Campione del mondo Under 20 e nel 2008 oro olimpico a Pechino, la consacrazione con la nazionale maggiore si fa attendere. Le finali perse in Coppa America nel 2007, nel 2015 e nel 2016, insieme a quella mondiale del 2014 contro la Germania, alimentarono critiche e paragoni con Diego Maradona. Dopo l’ennesima sconfitta contro il Cile, nel 2016, annunciò persino il ritiro dall’Albiceleste, salvo poi tornare – per sua fortuna – sui suoi passi. La svolta arriva con Lionel Scaloni. La Coppa America del 2021, conquistata contro il Brasile al Maracanà, spezza il tabù e apre un ciclo storico: prima la Finalissima del 2022 contro l’Italia e, poi, il Mondiale in Qatar, vinto contro la Franca ai calci di rigore. Nel 2024 arriva il bis a livello continentale. Due Coppe America, un Mondiale e una Finalissima, oltre ai successi giovanili, permettono di mettere da parte le due finali perse nel 2014 e 2026, rispettivamente contro Germania e Spagna. Recordman di gol con 21 reti ai Mondiali, Messi lascia un’Albiceleste chiamata ora a camminare senza il capitano che l’ha riportata sul tetto del mondo.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).
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