L’indagine della DIGOS scaligera è partita nell’autunno del 2025 dal monitoraggio dei canali d’estrazione suprematista. Sui social l’internauta, distintosi per la forte radicalizzazione ideologica e la propensione alla violenza, definiva “eroi” i terroristi bianchi e inneggiava al gruppo Atomwaffen Division. Il giovane ricopriva inoltre il ruolo di “Vice Capo” e referente operativo del gruppo social “F.F.I. Fronte Fascista Italiano”, occupandosi della selezione dei nuovi membri.
Risaliti all’identità del 17enne, i poliziotti hanno perquisito la sua abitazione rinvenendo vessilli neonazisti, armi bianche – tra cui katane, machete, coltelli e balestre -, repliche di armi da fuoco e manoscritti con simboli estremisti. L’analisi dei telefoni cellulari ha poi permesso di recuperare manuali per la fabbricazione di ordigni artigianali, guide per attentati con veicoli pesanti, elenchi di veleni, istruzioni per l’eliminazione di bersagli umani e il video integrale della strage di Christchurch del 2019.
Dalle conversazioni analizzate sono emersi anche chiari propositi di un imminente passaggio all’azione nei confronti di ebrei, immigrati, omosessuali, magistrati e politici. Ieri l’Autorità Giudiziaria ha convalidato l’arresto in flagranza e il minore è stato trasferito presso la C.P.A. di Treviso.
– Foto: Ufficio stampa Polizia di Stato –
(ITALPRESS).
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