Morte della giovane Simona Cinà, l’avvocato Ingroia: “Amarezza per come sono state condotte le indagini, ci sono lacune evidenti”

14 Settembre 2026

PALERMO (ITALPRESS) – “Abbiamo ritenuto di dovere convocare questa conferenza per accompagnare l’atto di opposizione all’archiviazione che la Procura di Termini Imerese ha depositato a fine luglio: abbiamo l’esigenza di rappresentare l’amarezza dei familiari di Simona Cinà riguardo al modo in cui le indagini sono state svolte dal pm di Termini, dalla polizia giudiziaria e dai consulenti tecnici nominati dal pm”. Lo sottolinea l’avvocato Antonio Ingroia in una conferenza stampa, convocata nel suo studio a Palermo, per annunciare insieme ai familiari di Simona Cinà la volontà di opporsi all’archiviazione sulla morte della ragazza. La giovane pallavolista è morta in una piscina di Bagheria, nel Palermitano, nella notte tra l’1 e il 2 agosto del 2025 mentre era in corso una festa di laurea.

“Ci sono evidenti lacune investigative, soprattutto nelle ore successive al decesso, e gli accertamenti medico-legali sono insufficienti – continua Ingroia -. Il punto dolente è il mancato approfondimento di tutti quei profili dai quali avrebbero potuto evidenziarsi responsabilità penali colpose di vari soggetti; la sensazione è che la ricostruzione della Procura, che conduce a una morte accidentale in una dinamica mai accertata, sia contraddittoria e condizionata fin dall’inizio da un’ipotesi investigativa precostituita, che esclude la partecipazione di terzi all’evento. Non è qualcosa che la famiglia dice per sete di vendetta, ma perché è convinta che ci sono responsabilità terze che si sarebbero potute accertare meglio in sede di indagine: è stata scartata completamente l’ipotesi che Simona sia caduta in piscina per una spinta a mo’ di scherzo, cosa che secondo gli atti era già successa a un’altra ragazza nel corso della serata con rischio di annegare. Le ipotesi in campo a nostro parere sono quella di omicidio colposo nei confronti di noti, a cominciare dagli organizzatori della festa: lo stesso pm parla di condizioni particolari che avrebbero giustificato il fatto che nessuno si sia accorto di nulla e il tutto sia avvenuto accidentalmente. Medici legali e pm hanno completamente ignorato il trauma cranico di Simona: questo non è stato datato, né si è stabilito se potesse essere una concausa della morte. Che una vicenda così si chiuda con una richiesta di archiviazione è inammissibile, come anche che non siano state date cause certe sulla morte di una ragazza che era arrivata sana e felice a questa festa, dopo la quale tutti gli amici sono improvvisamente spariti”.

I GENITORI “RICHIESTA ARCHIVIAZIONE AGGHIACCIANTE”

“La richiesta di archiviazione è semplicemente agghiacciante: per noi è assurdo che sia successo tutto questo, siamo tanto amareggiati e vogliamo sapere la verità. Abbiamo riscontrato una palese reticenza nel fare le indagini”. Così Luciano Cinà, padre di Simona. “Questa morte si poteva evitare con i giusti controlli: se ci fosse stato un bagnino a salvare mia figlia quand’era caduta in piscina, a quest’ora sarebbe stata ancora a casa con me”, aggiunge Giuseppina Corleone, madre di Simona.

– Foto xd8/Italpress –
(ITALPRESS).

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