Crollo della palazzina a Messina, identificati i resti di Santino Magazzù. Resta ancora un disperso

10 Settembre 2026

MESSINA (ITALPRESS) – Appartengono a Santino Magazzù, ferroviere in pensione e marito di Rosa Leone, alcuni dei resti ossei recuperati tra le macerie della palazzina di via La Pira, a Pistunina, crollata lo scorso 30 luglio. L’identificazione è arrivata dagli accertamenti del Reparto investigazioni scientifiche dei Carabinieri di Messina, attraverso la comparazione del Dna dei reperti con i campioni prelevati ai familiari. Gli esami hanno consentito di attribuire a Magazzù alcuni dei frammenti recuperati nell’area del crollo. Altri resti sono stati ricondotti alle sorelle Sara e Rosa Leone, i cui corpi erano già stati recuperati nei giorni successivi alla tragedia.

Nessuna traccia, invece, è stata trovata riconducibile a Lairu Warna-Kulasuriya, il cittadino cingalese che lavorava come collaboratore domestico per la famiglia Leone e che resta l’unico disperso. I familiari e i rispettivi legali sono stati informati questa mattina dell’esito degli accertamenti.

Sabato i corpi saranno restituiti alle famiglie per l’ultimo saluto. Da lunedì riprenderanno invece le operazioni nell’area del parcheggio rosso di San Filippo, dove sarà effettuata una selezione dei materiali. Sul fronte giudiziario prosegue l’analisi dei dati estratti dai telefoni dei tre indagati, gli imprenditori Pasquale D’Alì e Alessandro Panarello e l’ingegnere Pietro Leone, accusati di omicidio colposo plurimo, disastro colposo e rimozione dolosa di cautele contro gli infortuni sul lavoro. La Procura prosegue inoltre gli accertamenti tecnici sulle cause del crollo attraverso il lavoro degli ingegneri Andrea Prota, Antimo Fiorillo e Rodolfo Urbani.

– foto xr6/Italpress –

(ITALPRESS).

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