L’indagine, coordinata dalla Procura di Busto Arsizio e dalla Procura per i Minorenni di Milano, e che ha portato all’emissione delle misure cautelari in carcere per tutte le indagate, ha permesso di svelare un consolidato modus operandi: le autrici dei numerosi reati, sfruttando l’affollamento negli ascensori e occultando i movimenti con borse o giacche, distraevano le vittime per sottrarre con estrema rapidità portafogli, denaro e oggetti di valore.
La ricostruzione dei singoli episodi e l’individuazione delle autrici hanno richiesto un minuzioso lavoro di analisi e riscontro svolto dagli agenti della Polizia di Frontiera. La fulminea esecuzione dei furti, spesso consumati in pochi secondi senza che le vittime ne avessero immediata percezione, ha reso, infatti, particolarmente difficile collegare condotte avvenute in momenti e luoghi diversi.
Fondamentale è risultato l’esame capillare delle immagini di videosorveglianza, il confronto dei fotogrammi con i fotosegnalamenti e i servizi di appostamento e pedinamento.
All’esecuzione delle misure cautelari hanno preso parte, oltre alla Polizia di Frontiera di Malpensa, anche altri Uffici di polizia presenti sul territorio nazionale.
– foto ufficio stampa Polizia di Stato –
(ITALPRESS).
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