Le indagini, condotte dai Carabinieri di Palmi e Gioia Tauro, hanno ricostruito l’intera filiera del narcotraffico organizzato dalla cosca Alvaro di Sinopoli: dall’importazione di cocaina dal Sudamerica al porto di Gioia Tauro — con la complicità di alcuni portuali — fino alla distribuzione nelle piazze di spaccio.
Una prima fase dell’inchiesta ha preso le mosse dall’analisi di chat criptate della piattaforma “SKY ECC”, rivelando come la rete fosse gestita tra il 2020 e il 2021 da due detenuti, compagni di cella, tramite i propri congiunti all’esterno. Successivi accertamenti, svolti tra il 2023 e il 2024, hanno confermato la piena operatività del gruppo, guidato dal figlio di uno dei boss arrestati. La droga veniva spedita principalmente verso Catania e Palermo tramite corrieri a bordo di vetture fornite da autonoleggiatori compiacenti.
Nel corso delle indagini sono stati sequestrati oltre 300 chili di cocaina complessivi e sventati episodi di violenza, tra cui il tentato sequestro di un acquirente moroso e l’intimidazione a colpi d’arma da fuoco contro un esercizio commerciale per eliminare la concorrenza locale. Il blitz ha visto l’impiego dei comandi provinciali di dodici province e dello Squadrone Eliportato “Cacciatori” di Calabria.
– Foto di repertorio Ipa Agency –
(ITALPRESS).
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