Le imprese campane esprimono forme significative di impegno sociale, contribuendo in modo articolato al rafforzamento del sistema di welfare territoriale, pubblico e privato. La partecipazione al progetto è ampia e continuativa: 405 imprese hanno partecipato all’ultima edizione e 1.736 dall’avvio del progetto nel 2016. Molte aziende hanno garantito una partecipazione costante nel tempo, contribuendo alla crescita qualitativa del progetto e alla diffusione delle migliori pratiche di welfare aziendale sul territorio.
Sono campane anche alcune delle esperienze più avanzate a livello nazionale: 5 imprese sono state classificate come Welfare Champion, il livello più elevato previsto dal Welfare Index PMI, e rappresentano esempi concreti di come il welfare possa diventare una leva strategica integrata nel modello di business. A queste si affiancano numerose realtà classificate come Welfare Leader, a testimonianza di un tessuto imprenditoriale sempre più consapevole del valore sociale ed economico del welfare aziendale.
Il sistema economico della Campania è caratterizzato da una forte diffusione imprenditoriale: 504 mila imprese attive, pari al 9,5% del totale nazionale, con un’elevata concentrazione nell’area metropolitana di Napoli. Allo stesso tempo, il contesto presenta alcune criticità strutturali: la produttività inferiore alla media nazionale e il tasso di occupazione al 46,7%, significativamente più basso rispetto alla media italiana. Ecco perchè, in questo scenario, il welfare aziendale assume un ruolo ancora più rilevante come motore di inclusione e sviluppo.
Le imprese che raggiungono un livello elevato (alto o molto alto) di welfare aziendale sono il 31,5% del totale mentre il 78,0% ha raggiunto almeno un livello medio. Negli ultimi dieci anni: le imprese con welfare evoluto sono cresciute dall’8,0% al 31,5% e quelle con livello iniziale sono scese dal 43,9% al 22,0%, una dinamica che dimostra come il welfare aziendale sia diventato sempre più diffuso e strutturato, anche in un contesto complesso.
Le imprese con politiche di welfare più evolute registrano risultati significativamente migliori: produttività più elevata, fino a 545 mila euro di fatturato per addetto, marginalità superiore, fino a 52 mila euro di MOL per addetto, maggiore crescita occupazionale, +21,2% addetti nel quadriennio. Il welfare si conferma non solo uno strumento sociale, ma una leva concreta di competitività e sviluppo.
Inoltre, le imprese campane mostrano una forte evoluzione culturale: il 92,1% segnala maggiore attenzione a salute e sicurezza; l’84,7% ritiene necessario rafforzare il ruolo sociale dell’impresa e il 69,6% punta a contribuire alla crescita sostenibile del territorio. Questo conferma che il welfare aziendale diventa un vero e proprio strumento per migliorare il benessere dei lavoratori, sostenere le famiglie e rafforzare il legame con comunità e territorio. In Campania, il welfare aziendale assume una funzione particolarmente strategica nel rispondere a bisogni sociali rilevanti, come la difficoltà di accesso ai servizi, i divari occupazionali, soprattutto giovanili e femminili e le esigenze legate alla sanità e alla conciliazione vita-lavoro. In questo contesto, le imprese, grazie alla loro prossimità alle persone, possono contribuire a ridurre le disuguaglianze, integrare i servizi pubblici e promuovere nuovi modelli di welfare di comunità.
-foto f08/Italpress –
(ITALPRESS).
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