L’operazione, condotta con il supporto dei Comandi provinciali di Palermo e Napoli, è il risultato di complesse indagini economico-finanziarie, intercettazioni e dichiarazioni di collaboratori di giustizia sulle famiglie mafiose dell’Acquasanta e dell’Arenella, inserite nel mandamento di Resuttana. In totale gli indagati sono 45, accusati a vario titolo di associazione mafiosa, favoreggiamento, bancarotta fraudolenta, riciclaggio, autoriciclaggio, intestazione fittizia di beni e scommesse abusive. Le indagini hanno ricostruito i nuovi vertici dei clan dopo recenti arresti. All’Arenella, il capofamiglia gestiva il territorio risolvendo controversie tra commercianti e rilevando società intestate a prestanome incensurati per ripulire i capitali. All’Acquasanta, invece, il boss guidava il clan sfruttando i permessi del regime di semilibertà, usando una rete di complici per inviare ordini agli affiliati.
Le Fiamme Gialle hanno anche scoperto un sistema illegale di scommesse sportive online. Attraverso punti gioco clandestini e giocate solo in contanti, il clan riciclava il denaro sporco ed evadeva il Fisco.
– Foto, Guardia di Finanza –
(ITALPRESS).
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