Nextchem alla Venice Climate Week, al centro la transizione del settore marittimo

4 giugno 2026
VENEZIA (ITALPRESS) – Nel percorso della transizione energetica, il mare torna al centro del dibattito industriale e geopolitico, non solo come spazio fisico ma come laboratorio di innovazione. In questo contesto si inserisce l’approccio di Nextchem, società del gruppo MAIRE, che contribuisce alla trasformazione del settore marittimo con una strategia fondata su integrazione tecnologica e visione industriale concreta.
Come evidenziato da Fabio Fritelli, Managing Director di Nextchem, divisione tecnologica di MAIRE, presente alla Climate Week di Venezia, la transizione non si realizza attraverso soluzioni uniche, ma lungo un percorso progressivo fatto di scelte tecnologiche, complementarità e capacità di scalare soluzioni già disponibili. “Qui a Venezia siamo pronti per proporre alcune delle soluzioni tecnologiche che sviluppiamo all’interno del nostro gruppo che crediamo possano contribuire al problema dell’inquinamento atmosferico collegato allo shipping, o al problema della dispersione delle microplastiche negli oceani”, ha detto Fritelli.
Per il comparto marittimo, Nextchem adotta un approccio “multi-soluzione” che combina lo sviluppo e l’integrazione di vettori energetici alternativi, tra cui metanolo, ammoniaca e idrogeno, che possono vantare un basso contenuto di carbonio attraverso la cattura della co2, fino alle soluzioni completamente verdi grazie alle fonti rinnovabili o all’utilizzo di scarti agricoli non ad uso alimentare.
L’obiettivo è tradurre gli obiettivi climatici in soluzioni industriali scalabili, facendo leva su tecnologie già mature e su un modello che integra ingegneria, chimica e sostenibilità. Un approccio che riflette una visione più ampia: la decarbonizzazione del settore marittimo come sfida sistemica, che richiede il coordinamento tra industria, istituzioni e regolatori per diventare concretamente operativa.
In questo scenario si colloca dunque la partecipazione di Nextchem alla Climate Week, dove il gruppo contribuisce al confronto internazionale sui modelli di transizione del settore. L’iniziativa evidenzia come le tecnologie per una mobilità marittima più sostenibile siano oggi disponibili, ma richiedano condizioni abilitanti – in particolare infrastrutture e disponibilità di carburanti alternativi – per una diffusione su larga scala.
“La ricetta è quella di muoversi gradualmente, verso combustibili a minor impatto ambientale, con un minor contenuto di emissioni di CO2 – ha spiegato Fritelli -. Tra questi il metanolo, di cui si parla come opzione più realistica nel medio termine. E’ un vettore energetico esistente da sempre, prodotto in maniera tradizionale tramite petrolio o gas. E quello che noi stiamo cercando di fare è renderlo più sostenibile gradualmente, quindi passare dal metanolo grigio al metanolo blu, che è quello che cattura la CO2, dal metanolo blu al biometanolo che è quello che invece usa scarti agricoli non alimentari per la propulsione dei motori equipaggiati per funzionare col metanolo”.
Serve un ventaglio di soluzioni per arrivare alla decarbonizzazione, osserva Fritelli. “Alcune vanno bene per alcune geografie, alcune vanno bene per altre. Alcune sono più adatte ad alcune economie, altre meno. Per esempio la Corea e il Giappone al metanolo sembrerebbero preferire l’ammoniaca; altre geografie sono ricche di gas liquido, che è alternativa di nuovo al metanolo piuttosto che al bunker fuel. Quindi ogni geografia sceglierà quale vettore energetico è più efficiente in un determinato contesto e in una determinata economia”.

– foto f29/Italpress –
(ITALPRESS).

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