L’indagine ha svelato una fitta rete criminale capace di muovere ingenti quantitativi di stupefacenti – come dimostra il sequestro di 80 chili di hashish avvenuto nel palermitano a dicembre 2024 – e di rifornirsi di armi da guerra, tra cui fucili d’assalto Kalashnikov. Grazie alla collaborazione internazionale con la magistratura croata (USKOK) e al coordinamento di Eurojust, a Zagabria è stato arrestato anche un cittadino croato, accusato di essere il fornitore delle armi bloccate al confine di Gorizia nell’aprile 2024.
Al vertice del gruppo c’era un capo che, nonostante fosse già detenuto, continuava a gestire gli affari dal carcere attraverso telefoni cellulari introdotti illegalmente. Dal penitenziario ordinava estorsioni ai danni di imprenditori locali e spedizioni punitive. Tra gli episodi accertati, il violento pestaggio di un detenuto, ridotto in fin di vita per costringerlo a chiedere il trasferimento di cella e fare spazio al boss, così da facilitargli l’uso dei telefoni.
L’organizzazione aveva diversificato le proprie attività anche nel lucroso business dell’immigrazione clandestina. Sfruttando il meccanismo del “Click Day”, il gruppo aveva inserito sul portale del Ministero dell’Interno oltre mille domande fittizie di lavoro e ricongiungimento familiare per stranieri, creando contratti e posizioni lavorative del tutto inesistenti.
– Foto: da video Polizia di Stato –
(ITALPRESS).
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