Come aveva promesso Giovanni Stroppa, alla fine il dominio ha portato il Venezia alla “A”. Possesso palla (quasi sempre oltre il 65 per cento), attenzione in difesa, costruzione dal basso e potenza di fuoco sono le variabili che hanno portato i calciatori davanti alla porta almeno sette volte a partita. E poi, la regia del direttore Filippo Antonelli che ha consentito di lavorare al meglio a Stroppa, ormai esperto in promozioni, il quale aveva dichiarato in tempi non sospetti di voler “una squadra dominante”. Sono queste le chiavi del successo di un Venezia che ha raggiunto ancora una volta la promozione in Serie A. Un campionato difficile, che aveva molte pretendenti al trono, ma che, a parte qualche intoppo iniziale, ha messo subito le cose in chiaro. Il Venezia, a detta di tutti gli allenatori passati per il Penzo, è stata la squadra da battere. Anche perchè, una volta raggiunta la vetta, non l’ha più mollata. Dal ritiro di Falcade a oggi i lagunari hanno saputo creare un gruppo coeso, fatto di undici titolarissimi, ma con altrettanto valide “seconde linee”, a cui, in ottica prospettica, si è aggiunto qualche innesto di grande spessore, come Matteo Dagasso, riconosciuto in Italia come una delle giovani promesse del calcio nostrano.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).
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