Presentato il progetto “Palermo città della Legalità”, coinvolgerà 18 istituti del capoluogo

8 aprile 2026

PALERMO (ITALPRESS) – Un insieme di appuntamenti che rafforzano il contatto tra istituzioni e scuole, con il rispetto reciproco e l’idea di una cittadinanza responsabile come stelle polari: questo il senso di “Palermo città della Legalità”, progetto che vede il Comune e altri attori impegnati in una serie di attività formative che coinvolgono 18 istituti del capoluogo in diversi quartieri.

Alla presentazione dell’iniziativa, avvenuta a Palazzo Palagonia, hanno preso parte tra gli altri il sindaco Roberto Lagalla, l’assessore comunale alla Legalità Brigida Alaimo e Tina Montinaro, presidente della Fondazione Antonio Montinaro. Il progetto è finanziato dal Fondo nazionale per la legalità e la tutela degli amministratori locali vittime di atti intimidatori e punta a rendere i giovani soggetti attivi di una società consapevole, offrendo loro gli strumenti per affrontare con un approccio critico l’idea di bene comune e le insidie della quotidianità, provenienti sia dal mondo social che da quello reale. Gli incontri sono in tutto dieci e avranno una durata di due ore ciascuno, con laboratori di educazione civica e testimonianze dirette di cittadini e amministratori che hanno reagito a forme di intimidazione: il primo è in programma lunedì 13 aprile all’istituto Lombardo-Radice, l’ultimo martedì 5 maggio con un doppio appuntamento al Montegrappa-Sanzio (ore 9) e al Giovanni XXIII-Piazzi (ore 12). Il progetto prevede infine un concorso che coinvolgerà gli studenti nella realizzazione di video, podcast, campagne social e racconti brevi incentrati sulla partecipazione attiva: per ogni categoria verrà assegnato un premio.

“Credo che occorra sempre di più cucire e integrare la rigenerazione urbana e gli interventi infrastrutturali con la promozione e l’avanzamento della cultura civica – sottolinea LagallaDentro l’immagine della cultura civica ci stanno l’alfabetizzazione e la sensibilizzazione ai valori civili, istituzionali e costituzionali. Questo percorso, che è multisoggettuale dal punto di vista organizzativo e si rivolge direttamente alle scuole, è integrato ed integrabile con tutto quello che si sta facendo nei quartieri, soprattutto quelli difficili si sta facendo guardando al target giovanile e cercando di rimuovere e prevenire le condizioni per la degenerazione dei comportamenti. Mentre le infrastrutture diciamo hanno tempi più o meno prevedibili, anche se in Italia comunque lunghi, è ovvio che la maturazione dei comportamenti e la sensibilizzazione civica raggiungono con maggiore difficoltà i destinatari e sono fortemente dipendenti anche dal livello di competenza e conoscenza culturale raggiunte dai singoli soggetti: mettere insieme scuola, legalità e testimonianze e far sì che tutto questo possa diventare un alimento in condizione di corroborare menti e gli animi è un tentativo che va fatto e affermato con forza”.

L’importanza di avere nei giovani i destinatari di questo progetto, spiega Alaimo, è legata al fatto che “su di loro abbiamo il dovere di operare e lavorare quotidianamente: se è vero che la legalità va assolutamente combattuta dalle istituzioni e dalle autorità, tramite manovre assolutamente forti e autorevoli, è pur vero che bisogna agire anche su sensibilità e cultura, soprattutto nel mondo giovanile. I maggiori problemi sono quelli legati alla diversità di linguaggio: mi sono resa conto che parlare a un pubblico giovanile è una cosa che faccio con molto piacere nel mio ruolo istituzionale, ma bisogna trovare una chiave di lettura e di comunicazione diversa rispetto alla lezione frontale. Bisogna portare ai giovani le esperienze sia di chi rappresenta le istituzioni sia di chi ha combattuto in questa città: oltre agli eroi ci sono quotidianamente persone semplici, cittadini comuni che lottano per affermare un principio di normalità, che è assolutamente collegato al principio di legalità che noi vogliamo trasmettere”. 

Portare una simile iniziativa in quartieri più complessi, aggiunge l’assessore, “è un segnale di civiltà, un atto dovuto da parte nostra: nella mia esperienza con i ragazzi ho riscontrato che la legalità, principio assolutamente semplice, spesso non è compresa perché in alcuni contesti non esiste. Io cito sempre come esempio un racconto, fatto proprio da operatori di polizia in alcune zone della nostra città, che mi ha assolutamente scosso: quando un poliziotto ti racconta che un bambino gioca facendo lo spacciatore, quindi emulando esempi che fanno assolutamente parte della loro quotidianità, lì una riflessione va fatta e vanno offerti altri esempi, che devono essere invece la strada illuminante per seguire un percorso di normalità che porta alla legalità”.

Palermo città della Legalità ribadisce l’impegno della Fondazione Antonio Montinaro al fianco dei giovani, con l’obiettivo di promuovere quei valori che contraddistinguevano il poliziotto della scorta di Giovanni Falcone, che insieme a lui ha perso la vita nella strage di Capaci. “Sono molto soddisfatta perché hanno partecipato tante associazioni e il Comune, con l’assessore Alaimo, ha creduto in noi – afferma Tina MontinaroCi auguriamo che certe cose vadano avanti, perché i giovani hanno bisogno di riferimenti sul territorio. Il nostro progetto era orientarsi in rete, perché pensiamo che i ragazzi debbano capire come usare i social: sappiamo benissimo che da lì poi arriva di tutto, quindi i nostri ragazzi devono essere preparati e capire cosa accade. Mi auguro che ciò vada a ripetersi tutti gli altri anni, così lavoreremo sul territorio: per me farlo a Palermo è molto più importante rispetto al resto d’Italia perché amo la città, vivo qui e mio marito ha dato tanto a Palermo, quindi vorrei un cambiamento importante da parte dei nostri giovani”.

– Foto xd8/Italpress –

(ITALPRESS).

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