Con la separazione delle carriere “temiamo che il giudice sia condizionabile”, sottolinea Parodi. “Che ci possa essere in prospettiva un progressivo mutamento genetico del pubblico ministero e quindi che il pm possa essere condizionabile e condizionato dall’esecutivo e dai poteri forti è purtroppo un rischio che molti avvertiamo. Un rischio concreto che probabilmente non si verificherebbe immediatamente dopo la riforma ma che sarebbe avviato in maniera irreversibile secondo noi, e sarebbe l’aspetto più negativo per i cittadini comuni”.
“E’ tutto fuorchè una difesa di casta. Noi non difendiamo nessun privilegio. C’è una narrativa che si è formata sulla magistratura che è condizionante sul dibattito. Non difendiamo alcun privilegio, nessuna situazione di particolare vantaggio. Non siamo eroi, siamo cittadini che lavorano seriamente e credono nella giustizia, vogliamo essere riconosciuti per come siamo, non per come veniamo descritti”, ha sottolineato Parodi.
– Foto ufficio stampa ANM –
(ITALPRESS).
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