Le mazzette ad alcuni parlamentari europei: parla l’eurodeputato siciliano Ignazio Corrao. E sull’affare dei migranti precisa…

12 dicembre 2022

“Fino ad ora si tratta di fatti specifici di corruzione”

Due domande sul grande affare dei migranti 

“Fino ad ora si tratta di fatti specifici di corruzione”

Lo scandalo che sta travolgendo il Parlamento europeo e, fino a questo momento, i ‘presunti’ socialisti. Ne parliamo con Ignazio Corrao, europarlamentare eletto nel collegio Sicilia-Sardegna. Cominciamo con una domanda diretta: il pentolone scoperchiato dalla Magistratura belga è un sistema? Per dirla in breve, è l’inizio di una Tangentopoli ‘europeista’? “Non lo so – risponde Corrao -. Spero di no. Sarebbe terribile. Fino ad ora, da quello che si vede, si tratta di casi specifici che riguardano il Qatar e, forse, il Marocco”.

Però, a quanto pare, di soldi ne girano parecchi. Si parla, addirittura, di sacchi di denaro…

“Per quello che osserviamo fino a questo momento, si tratta di corruzione. L’inchiesta si ferma lì”.

Lei che idea si è fatta di questa storia?

“Io posso parlare della mia esperienza di parlamentare europeo. Mi è capitato, come capita a tutti gli europarlamentari, di occuparmi di fatti importanti, anche sotto il profilo finanziario. Ebbene, posso dire che mai e poi mai sono stato avvicinato da qualcuno”.

Questo significa che chi offre denaro ai parlamentari europei va sul sicuro”.

“Esattamente. Non sono certo i parlamentari che vanno a cercare queste persone. E’ l’esatto contrario. Questo almeno è quello che posso affermare nella mia esperienza di parlamentare europeo”.

Insomma questi signori che distribuiscono sacchi di denaro non si muovono a caso: vanno sul sicuro. Sanno da chi debbono andare…

“Mettiamola così: diciamo che ci sono due volontà che si incontrano”.

DUE DOMANDE SUL GRANDE AFFARE DEI MIGRANTI

Approfittiamo della cortesia dell’onorevole Corrao per porre qualche domanda sui migranti che arrivano dal Nord Africa attraversando il Mediterraneo.  Onorevole: ha letto le dichiarazioni del regista Michelangelo Servegnini? E’ il registra che è stato censurato al festival dei diritti umani di Napoli. Dice che la stragrande maggioranza delle persone che, in un modo o nell’altro, arriva in Libia vorrebbe tornare nei Paesi d’origine, altro che Europa! E’ così?

“Sì è così. La maggior parte di loro sa che, arrivando in Italia, andrà a fare la fame. Così vorrebbero tornare nei loro Paesi”.

Servegnini dice che vengono fatti arrivare in Libia con raggiri. Il regista aggiunge che solo uno su diciotto persone che arrivano in Libia si imbarca per l’Europa, mentre gli altri rimangono in Libia dove vengono trattati come schiavi. E’ così?”.

“Sì, è così”.

 

 

 

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