- Per quel poco che capiamo di politica, non crediamo che la Lega sia interessata al candidato Sindaco di Palermo
- Palermo al voto per le elezioni comunali con le ‘legge dello schifo’: più schifo fa la politica, più gli elettori si allontanano dalle urne, più la vecchia politica ha possibilità di continuare a vincere
- La “Palermo pronta ad occuparsi dei profughi ucraini” in realtà non si è mai occupata, in questi anni, dei propri “profughi” (leggere i senza casa della città)
- Per cortesia, trovate una poltrona a Gianfranco Miccichè…
- Il centrosinistra di Palermo? Come il Partito Democratico americano, ovvero espressione di élite dedite a grandi affari, che in città sono grandi appalti
Per quel poco che capiamo di politica, non crediamo che la Lega sia interessata al candidato Sindaco di Palermo
A quanto pare stamattina il leader della Lega, Matteo Salvini, sarà a Palermo. A fare che cosa? Non riusciamo a capirlo. L’unica cosa che abbiamo capito è che a tre mesi circa dalle elezioni comunali con le quali si dovrebbero eleggere il nuovo sindaco e il nuovo Consiglio comunale è in corso una campagna elettorale-surreale, dove si parla tanto di poltrone e di progetti campati in aria, ma non si parla dello stato di degrado in cui affonda la città. Per tutti i partiti della vecchia politica cittadina i palermitani – che dovrebbero essere i protagonisti del voto – sono considerati come una sorta di impedimento. La vecchia politica di Palermo, in questo momento, applica una regola che fino ad oggi ha riscosso molto successo: più schifo fa la città, più i palermitani si allontanano dalla politica e più la vecchia politica controlla il voto dei cittadini che vanno a votare, che sono sempre di meno. Tra l’altro, a Palermo, dieci anni fa lo spoglio delle schede è durato oltre due mesi, cinque anni fa è durato un mese tra verbali spariti, voti ‘ricostruiti’ e ‘regolarità’ varie; e siccome nessuno parla della gestione dei seggi elettorali, dei presidenti di seggio e della legalità delle elezioni, molti cittadini pensano che sia del tutto inutile andare a votare alle elezioni comunali di Palermo.
Palermo al voto per le elezioni comunali con le ‘legge dello schifo’: più schifo fa la politica, più gli elettori si allontanano dalle urne, più la vecchia politica ha possibilità di continuare a vincere
Del resto, il degrado della città segnalato ogni giorno in tante aree di Palermo dall’Associazione Comitato Civici passa quasi inosservato. Il caos sul ponte Corleone – unica via di collegamento fino ad oggi tra Palermo e la parte orientale dell’Isola – viene ormai dato come un fatto normale. Le buche che si aprono nelle strade di Palermo dopo le piogge, anche brevi, sono un fatto normale. Gli oltre mille morti che aspettano la sepoltura non si sa più da quanto tempo sono un fatto normale. L’immondizia che si accumula nelle strade e nei marciapiedi per settimane sono un fatto normale, come normale è che i cittadini esasperati si illudono di liberarsi dell’immondizia appiccando il fuoco, non capendo che ai problemi si aggiungono altri problemi, ovvero i veleni – a cominciare dalle diossine – che si propagano nell’aria creando problemi di salute a tutti. Ma di tutto questo non gliene frega niente a nessuno. Il grande spazio che si distende davanti al Tribunale – che potrebbe diventare un bellissimo giardino immerso nella città, come raccontiamo in un articolo è diventato l’ennesimo luogo di degrado dove i ragazzini – a quanto pare con genitori consenzienti e nell’assoluta assenza delle ‘autorità’ – rischiano di rompersi l’osso del collo praticando lo skateboard in condizioni di pericolo.
La “Palermo pronta ad occuparsi dei profughi ucraini” in realtà non si è mai occupata, in questi anni, dei propri “profughi” (leggere i senza casa della città)
E la campagna elettorale? Come già sottolineato, surreale. L’attuale amministrazione comunale, sempre pronta alla retorica, si è detta pronta ad accogliere i profughi dall’Ucraina. Per carità, la solidarietà umana al primo posto. Con tutti quelli che hanno bisogno, però. Eh già, perché Palermo ha già i propri ‘profughi’: sono le migliaia di persone senza casa che, da anni, aspettano che il Comune metta loro a disposizione gli immobili sfitti o abbandonati dallo stesso Comune, o i ben confiscati alla mafia, che nel capoluogo della Sicilia non mancano. Ma fino ad ora il Comune non ha fatto nulla. Oggi pomeriggio – come raccontiamo in un articolo dove si parla anche dei senza casa di Catania – è prevista una manifestazione. Sono i senza casa seguiti solo da un gruppo di cittadini di buona volontà, con in testa Tony Pellicane e Nino Rocca. Perché questa manifestazione? Perché nell’assenza del Comune, queste persone sono riuscite a trovare dove vivere occupando locali abbandonati, lì una scuola, da un altra parte un edificio. Solo che, da qualche mese – anzi da più di qualche mese – la Palermo “pronta ad ospitare i profughi ucraini” ha fatto sapere che una parte di loro deve lasciare i locali che hanno occupato e sistemato a proprie spese perché tali locali sarebbero “fatiscenti”. Simpatica la pubblica amministrazione a Palermo, no? Delle strade e dei marciapiedi pieni di munnuzza e merda che cadono a pezzi non gliene frega niente a nessuno, però si preoccupa dei locali occupati dai senza casa “fatiscenti”. Dove dovrebbero andare a finire le famiglie da ‘sgomberare’ come se fossero oggetti? Dicono che il Comune per qualche mese mette i soldi per pagare gli affitti. E chi è il proprietario di appartamenti disposto ad affittare la casa ai senza tetto? Ovviamente nessuno. In pratica, se verranno ‘sgomberati’, i senza tetto di Palermo si dovranno industriare dormendo dove capita e cercando un altro edificio abbandonato da sistemare da dove, tra qualche anno, verranno mandato via. E così all’infinito. Però “Palermo è pronta ad ospitare i profughi ucraini” prodotti dalla guerra voluta dalle multinazionali.
Per cortesia, trovate una poltrona a Gianfranco Miccichè…
Si parla di questi argomenti in campagna elettorale? Figuriamoci. Per ora ci sono almeno tre candidati sindaci. Francesca Donato, europarlamentare eletta nella Lega e oggi indipendente. Il leader di Italia Viva, il parlamentare nazionale Davide Faraone. Il parlamentare regionale Totò Lentini che presenterà la sua lista al Consiglio comunale e proverà, da candidato Sindaco, a ‘tirare’ voti per la propria lista. Un candidato quotato sembrerebbe Roberto Lagalla: ma il fatto che non si sia dimesso da assessore regionale alla Formazione professionale e Pubblica istruzione la dice lunga sulla sua possibile candidatura. Dovrebbe essere appoggiato dall’UDC e da Gianfranco Miccichè, il ‘capo’ di un pezzo di Forza Italia in Sicilia che cerca disperatamente l’inciucio con il PD per restare a galla un’altra legislatura da presidente dell’Assemblea regionale siciliana. L’appoggio di Miccichè a Lagalla – considerato che lo stesso Miccichè sta provando in tutti i modi a spaccare il centrodestra siciliano – è la garanzia che la candidatura dello stesso Lagalla, almeno per ora, è ‘a mare’. Anche perché non tutti gli ex democristiani lo appoggeranno. La verità è che, sulla carta, il centrodestra siciliano dovrebbe vincere le elezioni regionali e le elezioni comunali di Palermo e di Catania, ma stenta a trovare la ‘quadra’. Con molta probabilità Salvini – che lo ricordiamo ancora sarà oggi a Palermo – proverà a capire se ci sono i margini per la candidatura alla presidenza della Regione per il coordinatore siciliano della Lega, Nino Minardo. Ma farà un buco nell’acqua perché il presidente uscente, Nello Musumeci, non accetterà mai di farsi da parte per un seggio sicuro al Senato con il regalo di Alessandrò Aricò – fedelissimo di Musumeci – sindaco di Palermo. La nostra sensazione è che, come nella migliore tradizione, saranno i vertici nazionali del centrodestra a dare i nomi dei candidati di questo schieramento politico alla Regione e alle elezioni comunali di Palermo e Catania. La nostra impressione è che, alla fine, metteranno da parte Gianfranco Miccichè che fino ad oggi ha fatto solo ‘casino’. Quest’ultimo, messo da parte, cercherà di mettere in campo qualche forzatura per fare perdere il centrodestra come ha fatto nel Novembre del 2012. Ma abbiamo la sensazione che, questa volta, i suoi alleati di sempre nelle operazioni di trasformismo politico – il PD siciliano e Raffaele Lombardo – non lo seguiranno. In un modo o nell’altro in questa parte politica dovrebbe trovare posto Totò Cuffaro con la sua Nuova Democrazia Cristiana che, a nostro modesto avviso, se le elezioni per il Consiglio comunale di Palermo saranno regolari, potrebbe essere la sorpresa, perché i suoi candidati sono già in piena campagna elettorale.
Il centrosinistra di Palermo? Come il Partito Democratico americano, ovvero espressione di élite dedite a grandi affari, che in città sono grandi appalti
Nel centrosinistra di Palermo non c’è meno confusione. Questo schieramento politico, come si usa dire in Sicilia, “avi ‘u mortu rintra“. In pratica, è lo schieramento politico responsabile dello sfascio totale della città. In piccolo, il centrosinistra del capoluogo siciliano è come il Partito Democratico americano, ovvero espressione di élite dedite a grandi affari, che a Palermo sono grandi appalti. Come per i Dem americani, agli attuali esponenti del centrosinistra di Palermo dei ceti popolari, dei senza casa, degli ultimi non gliene può fregare di meno. Certo, ogni tanto spunta qualche soggetto che racconta di lavorare nelle aree disagiate della città – di solito è lo ZEN che si presta bene per questi esperimenti di antropologia politica-elettorale – e bla bla bla. Ma basta guardarli in faccia per capire che si tratta delle solite figure ‘stoccami in quattro’ che cercano di accreditarsi tra i ceti popolari che, da parte loro, nemmeno li calcolano. In queste ore è spuntata la candidatura di Franco Miceli, già nel vecchio Pci, già consigliere comunale, già ex assessore di Leoluca Orlando alla fine degli anni ’90. Ma soprattutto a Palermo, Franco Miceli, architetto, per formazione culturale, stile e storia politica, è sempre stato avversario di Antonello Cracolici. Non sarebbe male, la candidatura di Franco Miceli. Ma per essere credibile dovrebbe ammettere che il Tram, a Palermo, nel tempo dei bus elettrici, è un grandissimo errore. Ma Miceli – più per forza d’inerzia che per convinzioni personali – ha comunque bisogno della sinistra ‘americanizzata’ di Palermo che, in questi anni, non ha mai rinnegato gli appalti ferroviari. Non abbiamo ancora capito cosa bolle nella pentola della sinistra a sinistra del PD: pensavamo a Potere al Popolo, ma da qualche tempo è spuntata Sinistra Popolare: vedremo. Non vediamo, invece, il PD di Palermo – ovviamente a parte la candidatura di Franco Miceli – così come non vediamo i grillini. Questi ultimi sembra non siano in sintonia con la candidatura di Franco Miceli, ma il vero problema del Movimento 5 Stelle, oggi – e questo non è solo uno scenario di Palermo ma d tutta l’Italia – è che sono gli elettori a non essere più in sintona con un Movimento di cambia-bandiera, oggi addirittura schierati con il Governo di Mario Draghi. La nostra sensazione è che siano in caduta libera. Qualcuno obietta che a Palermo c’è tanto Reddito di cittadinanza, ma noi crediamo che per ‘coltivare’ questo genere di elettorato ci voglia ‘un’arte’ particolare…
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