I tre, condannati in via definitiva per concorso esterno in associazione mafiosa, autoriciclaggio, trasferimento fraudolento di valori ed estorsione, hanno riportato pene comprese tra 8 anni e 10 mesi e 3 anni di reclusione. Gli accertamenti patrimoniali hanno fatto emergere un patrimonio sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati e la disponibilità di società e consorzi schermati anche attraverso prestanome. La confisca riguarda immobili e terreni, quote societarie, patrimoni aziendali, un impianto per la produzione di calcestruzzo, automezzi, macchine operatrici e rapporti bancari, tra Catanzaro e provincia, Cirò Marina e Firenze.
– Foto: da video ufficio stampa Guardia di Finanza –
(ITALPRESS).
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