Terremoto e raid americani, notte da incubo per l’iran

19 luglio 2026
di Gianfranco D’Anna

ROMA (ITALPRESS) – Bombardamenti e terremoto. Non c’è scampo per il regime iraniano, che oltre ai massicci bombardamenti dell’ottava notte consecutiva di raid americani, ha subito all’alba un violento terremoto di magnitudo 5.0 nella strategica regione petrolifera del Khuzestan.

La provincia nella quale si è registrato il violento sisma è una delle più importanti dell’Iran perchè oltre ai maggiori giacimenti petroliferi del Paese, comprende importanti raffinerie e terminal di greggio tra cui quelli di Abadan e Bandar Shahpur , poi ribattezzata Bandar Imam Khomeini, ed è attraversata dagli oleodotti che collegano i campi petroliferi ai porti sul Golfo Persico. Secondo le prime valutazioni satellitari i danni sarebbero ingenti. L’epicentro del terremoto è stato localizzato a 12 chilometri di profondità nella zona di Saland.

La Mezzaluna Rossa iraniana ha inviato squadre di soccorso. Contemporaneamente al sisma, proprio all’imboccatura dello Stretto di Hormuz le forze aeronavali degli Stati Uniti hanno bombardato di l’isola di Qeshm.

Il Comando Centrale Usa ha reso noto che gli ultimi raid si sono concentrati sui reparti delle guardie della rivoluzione islamica che hanno lanciato missili balistici e droni contro la base americana in Giordania, provocando la morte di due militari, le prime vittime dall’inizio della nuova fase del conflitto. Ripresa della guerra che registra una continua escalation, come evidenzia il rischieramento da parte dell’Usair Force di caccia F-16 e F-35 in Medio Oriente.

Si tratta di aerei dotati della tecnologia più avanzata dell’arsenale militare statunitense. Gli F-16 sono caccia multifunzionali di grande esperienza e versatilità, mentre gli F-35 costituiscono la piattaforma di quinta generazione più moderna, dotata di capacità stealth e sistemi di aeronautici superiori, in grado di colpire con precisione gli impianti radar che consentono ai pasdaran di guidare i missili balistici e i droni che vengono lanciati contro i Paesi del Golfo e le basi americane.

(ITALPRESS).

Foto: Ipa Agency

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