L’incremento riflette il fabbisogno delle Amministrazioni pubbliche (13,4 miliardi), la crescita delle disponibilità liquide del Tesoro (9,5 miliardi, a 51,9), nonchè l’effetto degli scarti e dei premi all’emissione e al rimborso, della rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione e della variazione dei tassi di cambio (3,6 miliardi). Lo rende noto la Banca d’Italia.
“Con riferimento alla ripartizione per sottosettori, la variazione del debito è riconducibile integralmente a quella delle Amministrazioni centrali – spiega la banca centrale -. La vita media residua è rimasta stabile a 7,9 anni”.
La quota del debito detenuta dalla Banca d’Italia ha continuato a diminuire, collocandosi al 17,2 per cento (dal 17,3 del mese precedente), mentre ad aprile (ultimo mese per cui questo dato è disponibile) quella detenuta dai non residenti era aumentata al 35,7 per cento e quella detenuta dagli altri residenti (principalmente famiglie e imprese non finanziarie) al 14,6 per cento (dal 35,2 per cento e dal 14,5 per cento, rispettivamente).
A maggio le entrate tributarie contabilizzate nel bilancio dello Stato sono state pari a 44,7 miliardi, in aumento del 2,6 per cento (1,1 miliardi) rispetto al corrispondente mese del 2025. Nei primi cinque mesi del 2026 le entrate tributarie sono state pari a 217,7 miliardi, in aumento del 2 per cento (4,2 miliardi) rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
– Foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
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