Dalla prima alla seconda prova, il filo conduttore è stato chiaro: partire dalla realtà per arrivare alla teoria. “E’ l’impostazione che ho indicato per la rivoluzione della matematica e che sarà al centro anche delle nuove Indicazioni Nazionali – prosegue il ministro -. La matematica deve essere rigorosa, ma anche capace di aprire alla comprensione della realtà. Non si tratta soltanto di applicare formule: occorre interpretare, argomentare, compiere scelte”.
Secondo il ministro “il nostro compito è accompagnare le nuove generazioni verso il futuro. Questa maturità va decisamente in questa direzione: una scuola stimolante e nel contempo esigente, concreta, moderna, che forma persone libere e responsabili”.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).
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