Alla Lumsa di Palermo un convegno sulla cooperazione euro-africana e sul ruolo del Marocco

17 giugno 2026

PALERMO (ITALPRESS) – Un appuntamento non solo per fare un punto sui risultati raggiunti nella costruzione di un legame tra i due continenti, ma anche per ribadire l’importanza delle aree mediterranea e atlantica nel consolidamento di tale legame e studiare nuove strategie di cooperazione: questo il proposito di ‘Africa Atlantica: spazio di futuro e vettore di cooperazione euro-africana’, organizzato dal Consolato generale del Regno del Marocco a Palermo in collaborazione con l’Università Lumsa e con il Lumsa University Africa Center. L’incontro si è tenuto nella sede palermitana dell’ateneo, in via Parlatore: presenti tra gli altri l’ambasciatore e direttore del Lumsa University Africa Center Pietro Sebastiani, la console generale del Marocco Maryem Nassif, il professore ordinario di Economia e Gestione delle imprese presso la Lumsa Giovanni Battista Dagnino, l’ambasciatore del Regno del Marocco a Roma Youssef Balla (in collegamento video), l’assessore regionale alle Attività produttive Edy Tamajo e l’assessore regionale ai Beni culturali Francesco Scarpinato.

L’iniziativa si colloca in una fase storica in cui il partenariato euromediterraneo assume un valore sempre più strategico. Tanti gli assi lungo i quali si stanno ridefinendo i rapporti tra i due continenti: dialogo politico, integrazione economica, stabilità regionale, commercio, investimenti, transizione energetica, migrazione, sicurezza e sviluppo sostenibile. L’appuntamento si innesta inoltre come momento di confronto tra più mondi: quello accademico, quello diplomatico e quello istituzionale, con l’obiettivo di approfondire le dinamiche emergenti dell’Africa atlantica e individuare nuove forme di cooperazione.
Sotto quest’ultimo aspetto un ruolo centrale è giocato tanto dal Marocco quanto dall’Italia, paesi che possono vantare una posizione geografica strategica nella costruzione di un legame sempre più saldo tra Africa ed Europa. Il Marocco ha consolidato una visione basata su cooperazione, solidarietà attiva e iniziative di co-sviluppo (tra cui l’apertura dello spazio atlantico ai Paesi del Sahel); dal canto suo l’Italia, attraverso il piano Mattei, ha messo a terra un modello di collaborazione paritaria tra i due continenti, basandosi su progetti concreti e condivisi. In questo senso il ruolo dell’Africa atlantica può essere decisivo per favorire sviluppo e cooperazione.

“Questo incontro fa seguito a un’altra manifestazione organizzata qui a Palermo lo scorso dicembre – racconta Sebastiani, – Il titolo di quell’incontro era ‘Lavorare in Africa non è un’impresa’, a sottolineare quanto sia importante il lavoro di piccole e medie imprese nell’allargare gli orizzonti verso questo grande continente: non dovremmo parlare di Africa, ma di più Afriche. Dal punto di vista economico dobbiamo imparare a cogliere tutti quei fermenti e opportunità in parallelo sia con la grande crescita della popolazione africana, che nei prossimi 20-30 anni continuerà ad aumentare, sia con la necessità di rispondere alla grande sete di educazione del continente. Noi abbiamo molto chiaro un asse su cui lavorare, che riguarda proprio educazione, formazione, competenze, lavoro e crescita: l’obiettivo di tutti noi è appunto la crescita, che rappresenta non la soluzione di tutti i problemi ma l’attenuazione di molti di essi quali sofferenza alimentare, ambiente, sicurezza, stabilità dei paesi e stabilità internazionale”.

L’appuntamento odierno, spiega Dagnino, coincide con “la prima volta che organizziamo alla Lumsa un incontro con il consolato del Marocco per parlare dell’Africa e in particolare dell’area mediterranea e atlantica: questo costituisce un’apertura sul presente, ma anche sul futuro. Il Marocco ha già piattaforme logistiche ed energetiche importanti che stanno diventando fondamentali per lo sviluppo di un pezzo di Africa di notevole rilievo, parliamo quasi del 50% del Pil del continente: all’Africa non serve un aiuto dall’Europa in termini di elemosina o carità, questo deve essere soprattutto un momento di interscambio e costruzione di un futuro insieme. Dobbiamo sfatare questo mito di un’Africa che ha bisogno e di un’Unione europea che cala gli aiuti dall’alto e collaborare per raggiungere traguardi comuni: serve una cooperazione nuova, basata su un’asimmetria dal punto di vista degli intendimenti e degli obiettivi e un’asimmetria dal punto di vista delle competenze”.

Il Marocco, sottolinea Nassif, “ha una posizione strategica nell’Atlantico in quanto vettore di cooperazione: esso ha un ruolo strategico di cooperazione attiva, è l’affaccio verso l’Africa e soprattutto verso i paesi del Sahel come avviene ad esempio con il porto di Dakhla, che offre un affaccio verso i paesi africani. Il Marocco ha una posizione centrale e strategica: fa da ponte tra i paesi del Mediterraneo e quelli dell’Africa, la sua natura strategica ne fa un partner importante di cooperazione”. Le fa eco l’intervento di Balla, secondo il quale “quest’iniziativa si inserisce pienamente negli sforzi diplomatici del Marocco per valorizzare la cooperazione tra continenti in favore del futuro dell’Africa: l’obiettivo è far conoscere l’impegno concreto e sincero del Marocco come autentico motore di sviluppo del continente africano, con un ruolo sempre più centrale nel Mediterraneo”. Quando si parla di Africa, afferma Tamajo, “pensiamo spesso alle difficoltà, invece bisogna guardare a questo continente in termini di crescita, sviluppo, collaborazione. Lì nei prossimi anni si giocheranno sfide importanti sul piano sia economico che energetico: la Sicilia può e deve assumere un ruolo da protagonista, in qualità di ponte tra Europa, Mediterraneo e Africa; al di là della posizione strategica bisogna cercare relazioni importanti, favorire scambi, costruire occasioni concrete di sviluppo. Il mio assessorato ha lavorato per organizzare missioni commerciali che permettessero di aggredire nuovi mercati, ma anche per rendere la Sicilia più competitiva e attrattiva dal punto di vista commerciale: il futuro della nostra terra dipende dalla capacità di fare impresa, soprattutto dei giovani”.

Per Scarpinato “il dialogo tra Europa e Africa è al centro delle agende politiche ormai da anni: la Sicilia nella sua storia è stata attraversata da tantissimi popoli, che hanno contribuito a costruirne un’identità. Il tema che trattiamo oggi, la cooperazione tra Europa e Africa, ribadisce la centralità della Sicilia in un contesto non solo mediterraneo ma globale: non è un legame basato solo tra economia e infrastrutture, ma sulla valorizzazione del patrimonio culturale. Appuntamenti come questo stimolano la comunicazione tra paesi e aiutano la Sicilia a relazionarsi su processi e percorsi da costruire: al dialogo si aggiunge l’ascolto sulle problematiche e la ricerca di soluzioni insieme”.

– foto xd8/Italpress –

(ITALPRESS).

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