“L’orticaria cronica spontanea è caratterizzata dalla comparsa, per oltre 6 settimane, di pomfi pruriginosi, angioedema – gonfiore profondo – o entrambi, senza cause esterne note. Il più delle volte ha un’origine autoimmune e può durare in media 3-4 anni, in alcuni casi anche decenni, con periodi di remissione seguiti da ricadute improvvise. – spiega il professore Eustachio Nettis, direttore della Clinica Allergologica Universitaria – Centro di Riferimento Regionale – del Policlinico di Bari e membro del Consiglio Direttivo della SIAAIC (Società Italiana di Allergologia, Asma e Immunologia Clinica) – Per le sue caratteristiche, la malattia ha un impatto psico-fisico rilevante, anche a causa della sua imprevedibilità”.
I risultati dell’indagine si aggiungono a quanto rilevato dal precedente studio osservazionale retrospettivo 3 effettuato su database sanitari, che ha preso in esame circa 5,5 milioni di assistiti/anno tra il 2016 e il 2021, individuando e analizzando 1.707 pazienti con nuova diagnosi di CSU e età media di 36 anni. Secondo l’indagine nel primo anno dalla diagnosi, quasi il 17% dei pazienti aveva avuto in media 1,6 ricoveri ospedalieri, circa 8 su 10 pazienti avevano effettuato in media 2,4 accessi al pronto soccorso e 3 visite specialistiche nel corso dell’anno, a dimostrazione del peso della malattia in termini di ricorso a servizi sanitari, con un costo diretto medio annuo di circa 1.900 euro per paziente a carico del SSN.
“Dalla qualità del sonno alla vita lavorativa, fino alle relazioni sociali, il peso dell’orticaria cronica spontanea è spesso invisibile e largamente sottovalutato – commenta Elena Radaelli, Presidente di ARCO, Associazione per la Ricerca e Cura dell’Orticaria -. La pubblicazione su una prestigiosa rivista scientifica internazionale dello studio italiano, al quale abbiamo contribuito come Associazione, rappresenta un importante riconoscimento e, soprattutto, offre una misura concreta dell’impatto che la CSU ha non solo sulla vita delle persone che ne sono affette, ma anche sulla società nel suo complesso. Auspico che questi dati contribuiscano ad accrescere la consapevolezza su una patologia ancora troppo spesso sottovalutata e a promuovere una maggiore attenzione verso i bisogni dei pazienti, che ancora oggi, in molti casi, incontrano difficoltà nel trovare risposte tempestive e adeguate”. A contribuire all’impatto socioeconomico della CSU sono anche i costi a carico dei pazienti, che secondo lo studio ammontano a una spesa media di circa 500 euro, tra visite ed esami, farmaci e altri costi associati al percorso di cura. Un onere economico che si aggiunge a quello assorbito dal Servizio Sanitario Nazionale.
L’indagine ha visto la partecipazione di esperti economisti, tra cui la Dott.ssa Chiara Bini, autrice principale della pubblicazione scientifica e ricercatrice presso il CEIS-EEHTA, Facoltà di Economia, Università di Roma Tor Vergata, che commenta: “Di fronte a una malattia debilitante e spesso sottovalutata come l’orticaria cronica spontanea diventa prioritario analizzare la spesa che grava direttamente sui pazienti e su tutta la comunità, per comprendere a fondo il reale impatto sociale ed economico che ci troviamo davanti. Questo studio ha rilevato quanto la CSU sia una sfida sociale che merita attenzione e impegno, a beneficio dei pazienti e di tutta la società”.
Con questo studio, Novartis ha contribuito ad analizzare la realtà italiana dell’orticaria cronica spontanea nell’ambito del suo impatto sociale ed economico – spiega Roberta Rondena, Country Value & Access Head di Novartis Italia – Questi dati rappresentano una base di evidenze fondamentale per comprendere il reale carico della malattia e per orientare le decisioni e gli interventi ai fini di un accesso alle cure più appropriato, tempestivo ed equo. L’auspicio è che possano favorire un percorso condiviso tra tutti gli stakeholder, volto a ridurre il peso della malattia e migliorare concretamente la qualità di vita delle persone.
Informazioni sull’orticaria cronica spontanea L’orticaria cronica spontanea è una malattia cutanea cronica che colpisce circa 40 milioni di persone nel mondo, con una frequenza quasi doppia nelle donne rispetto agli uomini, e si manifesta più spesso tra i 20 e i 40 anni. E’ caratterizzata dalla comparsa improvvisa di pomfi pruriginosi e/o gonfiore dei tessuti profondi, che possono interessare viso, gola, mani e piedi e insorgere in assenza di un allergene o di un fattore scatenante esterno identificabile. I sintomi durano sei settimane o più e causano un impatto fisico ed emotivo rilevante. La maggior parte dei pazienti soffre di privazione del sonno, con elevati tassi di disturbi mentali quali ansia o depressione, oltre a una riduzione della produttività lavorativa.
– Fonte foto www.Pexels.com –
(ITALPRESS).
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