PALERMO (ITALPRESS) – “Io commissario Forza Italia in Sicilia? Non faccio gare o candidature per il commissariamento o per altro. Sono vicepresidente della Camera indicato da Forza Italia e quindi, qualora e quando il partito o Tajani, ritengano che io possa essere utile ne parleremo e vedremo cosa fare, cercando, soprattutto in Sicilia, una forma che deve essere, come ho sempre detto, unitaria, che esalti confronto tra i deputati, i consiglieri, i sindaci, che possano rivitalizzare, cioè che un partito all’interno del quale si parli e ci sia dialogo. Quindi non è una candidatura ma, quando e se, ne parlerò con Antonio”. Così Giorgio Mulè, vicepresidente della Camera, a margine della presentazione del libro “Palermo di chitarra e coltello” di Giuseppe Sottile, all’Oratorio Santa Cita a Palermo.
“SCHIFANI BIS E RIMPASTO? TEMI INDIGESTI A FURIA DI SENTIRNE PARLARE”
“Io non sono interessato ad uno Schifani bis, ter o quater. A me ciò che importa è che Forza Italia, e questo centrodestra, abbiano credibilità e presa sul territorio per poter governare e avere consensi. Il referendum ci ha detto che non siamo stati in grado di coalizzare e di coagulare questi consensi. Perché? Bisogna partire da questo e riflettere, così come bisogna riflettere assolutamente anche su quello che riguarda la tenuta di Forza Italia o su quello che dobbiamo fare, visto che tra un anno si va politiche”, aggiunge. Su Schifani e il rimpasto: “Sono logiche lontane dalle mie – aggiunge Mulè -. Io i rimpasti non li digerisco, per me esiste soltanto un governo saldo: un rimpasto, il conte ugolino, quello che mangia i figli e altro, è solo quel teatrino della politica che allontana le persone. E questo è nemico della stessa politica. Si parla di rimpasto da troppi mesi, quindi abbiamo una indigestione a furia di parlare di rimpasti. Questo non va bene, perché dai l’idea di qualcosa che è molto attaccato al potere e alla poltrone, pur facendo cose egregie. Il messaggio che passa è che si litiga per un posto da assessore e questo non va bene. Non va bene soprattutto perché se ne parla da mesi. Quanto tempo ha impiegato Giorgia Meloni per sostituire ministri e sottosegretari? Un giorno”.
– Foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
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