La proposta di riforma della Politica Agricola Comune (PAC) continua a sollevare forti critiche nel mondo agricolo.
“Lo abbiamo detto in tutti i modi: questa proposta non ci piace”, aggiunge Giansanti. “La PAC, nata sessant’anni fa, è stata uno dei pilastri fondanti dell’integrazione europea. Oggi, però, il suo ruolo e la sua efficacia vengono messi in discussione. Gli agricoltori temono che la nuova impostazione finisca per indebolire il settore, anzichè rilanciarlo”.
“Non stiamo protestando solo per difendere il reddito degli agricoltori – spiega – ma per salvaguardare il futuro stesso dell’agricoltura. Servono strumenti che ci permettano di produrre di più, utilizzando in modo sostenibile le risorse naturali, e di offrire cibo di qualità ai consumatori al prezzo più accessibile possibile. Questo è il vero spirito della Politica Agricola Comune”.
In questa prospettiva, le associazioni di settore stanno già pianificando una manifestazione a Bruxelles nel mese di dicembre. L’obiettivo è far sentire la propria voce alle istituzioni europee.
“Sarà un messaggio chiaro anche ai governi nazionali e al Consiglio – sottolinea Giansanti – perchè i primi ministri devono sapere che gli agricoltori europei vogliono una proposta diversa. E’ necessario inviare alla Commissione un segnale forte di cambiamento”.
-foto Italpress-
(ITALPRESS).
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