L’impulso è partito dal tavolo di lavoro tecnico richiesto dall’associazione LEA (Libera Espressione Autentica), rappresentata dalla Presidente Sista Carandini, in collaborazione con Psicodizione Onlus, fondata da Chiara Comastri. La proposta è stata promossa dal Consigliere Regionale Rodolfo Lena.
Il Presidente del Consiglio Regionale del Lazio, Antonello Aurigemma, ha ringraziato gli attori coinvolti, sottolineando l’ampia convergenza: “Questo è un primo e importante passo avanti per dare risposte concrete. La balbuzie non è un ostacolo insormontabile, ma un valore aggiunto nella capacità di superare le difficoltà; le istituzioni sono al vostro fianco”. L’obiettivo primario della legge è definire un “piano di presa in carico a 360 gradi” che superi la frammentazione burocratica e garantisca un coordinamento dell’assistenza e l’inclusione a livello di Regione, Comune e Ministeri.
E’ cruciale agire entro la “finestra critica” di un anno e due mesi dai primi segnali. L’urgenza è istituire protocolli multidisciplinari con professionisti specializzati in balbuzie quali logopedista, psicologo, neuropsichiatria infantile e neurologo pediatrico, sviluppando al contempo percorsi specifici di formazione.
In ambito scolastico, l’inclusione esplicita della parola “balbuzie” nella normativa sui Bisogni Educativi Speciali (BES) è un “momento storico”. Questa operazione culturale assicurerà tutele e Piani Didattici Personalizzati (PDP) agli studenti.
Tante le proposte di protocolli standardizzati negli ambiti della sanità, del lavoro e della scuola unite alle testimonianze di persone che hanno vissuto la balbuzie e hanno condiviso i loro vissuti per sostenere la sensibilizzazione e la presa di consapevolezza su questo disturbo.
L’importanza della comunicazione autentica è emersa dalle testimonianze di spicco. Paolo Bonolis, rievocando la sua esperienza, ha descritto la balbuzie come un “ingorgo di pensieri” e ha offerto una riflessione profonda: “In un mondo che ci chiede la perfezione – di essere sempre belli, sani, forti, giovani e di successo – rischiamo di dimenticare ciò che conta davvero. Mi è capitato spesso di parlare con ragazzi e di dire loro: Guarda che non è importante come lo dici: è importante che cosa dici. Conosciamo tutti persone che parlano in modo impeccabile e scorrevole, ma non hanno nulla da dire, oppure dicono cose vuote, superficiali, a volte persino folli. E poi aggiungo sempre una piccola riflessione, forse semplice ma per me significativa: in un mondo ossessionato dalla velocità, dove dobbiamo fare tutto in fretta, prendere tempo per ascoltare qualcuno che ha bisogno di qualche secondo in più per esprimersi non è una perdita di tempo. E’ una benedizione. Per lui, e anche per noi”.
Anche lo scrittore Federico Moccia e il critico cinematografico Marco Giusti hanno inoltre evidenziato come un ambiente accogliente, che eviti interruzioni e pressioni, sia fondamentale per la piena espressione.
L’importante lavoro di informazione e sensibilizzazione portato avanti da LEA e Psicodizione Onlus ha condotto a questo impegno istituzionale, che è stato definito una potente “operazione culturale” per contrastare l’isolamento e la discriminazione, e garantire a tutti il diritto alla dignità e alla comunicazione autentica, affinchè “le parole rappresentino ciò che davvero vogliamo dire”.
-foto mec/Italpress-
(ITALPRESS).
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