la dottoressa. Questo approccio permette di utilizzare “un isotopo a breve emivita per la stadiazione di tutto il corpo e poi la stessa molecola viene marcata con un isotopo ad alta energia e somministrata al paziente colpendo le stesse zone che abbiamo visualizzato dall’immagine PET”. Inoltre, evidenzia l’aiuto primario, “la nostra Unità operativa è autorizzata a effettuare studi di fase 1 grazie anche alla radio farmacia in loco”. Questo permette all’Unità di studiare “nuovi radiofarmaci che sono in via di sviluppo e sono sicura che nel prossimo futuro riusciremo ad avere anche un’applicazione terapeutica di queste molecole”, conclude Antunovic.
-foto IRCCS Ospedale San Raffaele –
(ITALPRESS).
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