Durante il panel, viene analizzato il percorso normativo che ha portato all’attuale assetto regolatorio, completato nel 2024 con il Decreto del MASE e le Regole Operative del GSE. Particolare attenzione è stata riservata al modello della cosiddetta “CER ombrello”, che consente di aggregare più configurazioni sotto un unico soggetto giuridico, semplificando la governance e favorendo la scalabilità. “Questo modello permette di superare molti limiti operativi – ha spiegato Sabrina Sacchetti – rendendo più semplice la nascita di comunità energetiche anche in piccoli Comuni o aree meno strutturate”.
Uno degli aspetti chiave emersi è stato il ruolo centrale del settore pubblico nella promozione delle CER: nel 58% dei casi, sono stati infatti gli enti pubblici a fare da motore iniziale, mentre i soggetti privati e gli operatori specializzati hanno garantito il supporto tecnico e gestionale. E’ stato inoltre ribadito come un corretto dimensionamento tra impianti e fabbisogni energetici sia fondamentale per assicurare la sostenibilità economica nel lungo periodo.
L’intervento ha poi approfondito i principali strumenti abilitanti che stanno rendendo sempre più concreto lo sviluppo delle CER: tra questi, i Power Purchase Agreement (PPA) on site, gli incentivi del PNRR per i Comuni sotto i 50.000 abitanti e, in prospettiva, il possibile cumulo con il nuovo Conto Termico 3.0. “Oggi abbiamo a disposizione un insieme di leve che rende le CER non solo sostenibili, ma anche economicamente competitive – ha evidenziato Sacchetti -. Il ritorno sull’investimento è stimato tra i 7 e gli 8 anni, con un IRR che può superare il 9%”.
E’ stato inoltre sottolineato come porti e interporti rappresentino contesti ideali per sviluppi su larga scala, grazie alla loro struttura e agli alti livelli di autoconsumo, anche in deroga al limite standard di 1 MW per configurazione. In chiusura, l’intervento ha ribadito la natura trasformativa delle CER, che non vanno intese solo come strumenti tecnici, ma come nuove forme di governance energetica partecipata, in grado di generare benefici ambientali, economici e sociali. “Le CER sono un’occasione unica per attivare sinergie concrete tra cittadini, pubbliche amministrazioni e imprese”, ha concluso Petrillo. “Parliamo di una nuova cultura dell’energia, basata sulla collaborazione e sulla condivisione”.
– foto ufficio stampa EY –
(ITALPRESS).
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