In Sicilia non ci sono i soldi per potenziare i Pronto Soccorso ma li hanno trovati per i termovalorizzatori. Ammuccamu!/ MATTINALE 897

21 aprile 2023
  • Il balletto della vecchia politica per i termovalorizzatori 
  • Elly ha dovuto gettare la maschera 
  • Renato commissario appaltizio 
  • I termovalorizzatori in  salsa sicula sono la priorità, i Pronto Soccorso possono aspettare 

Il balletto della vecchia politica per i termovalorizzatori 

In queste ore, da Roma alla Sicilia, assistiamo al balletto della vecchia politica sui termovalorizzatori. Sappiamo tutti cosa sono i termovalorizzatori: impianti, con una tecnologia vecchia di oltre venti anni che bruciano i rifiuti per produrre energia. Erano in auge tra la fine degli anni ’90 e i primi anni del 2000, quando erano – questo va detto per onestà di cronaca – un grande affare. Alcuni Paesi li mantengono attivi tutt’ora, anche se con tecnologie all’avanguardia per ridurre al minimo le emissioni di sostanze inquinanti nell’atmosfera. Nei primi anni 2000 ingegneri e botanici erano arrivati alla conclusione che i termovalorizzatori dovessero essere ubicati nel cuore di aree boscate, circondati da alberi e, in generale, da piante in grado di ‘catturare’ le emissioni di sostanze che inquinano l’aria. Di questi argomenti ecologici non c’è alcuna traccia nel dibattito sui termovalorizzatori che debbono essere realizzati a Roma e in Sicilia. In Italia, oggi, un termovalorizzatore è, prima di ogni altra cosa, una ‘mammella’ di denaro pubblico da mungere per non meno di sette-otto anni. Lo sanno benissimo i politici della vecchia politica italiana che si battono per realizzarli, perché sanno che mettendo in piedi i cantieri per un termovalorizzatore ci sarà ‘biada’ per tutti, in questa legislatura e nella prossima legislatura… Ovviamente nel leggere queste parole diranno che siamo dei qualunquisti, che è una vergogna scrivere queste cose, che certi blog o giornali andrebbero chiusi, perché sono vergogne e bla bla bla.

 

Elly ha dovuto gettare la maschera 

Con la storia del termovalorizzatore di Roma la nuova segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, ha dovuto gettare la maschera ed accodarsi al suo partito. Il PD governa Roma e, come tutti i partiti della vecchia politica, è ovviamente favorevole alla realizzazione del termovalorizzatore. Figuriamoci se la ‘sinistra’ italiana si perde un affare del genere. Tutti, a Roma, sanno – tutte le persone ‘scafate’, ovviamente – che per realizzare il termovalorizzatore passeranno bene che vada cinque anni, male che vada dieci anni. Ovviamente, i concetti di “bene” e “male” sono relativi: il “bene” potrebbe risiedere nell’impiegare solo cinque anni per realizzare l’impianto, ma sarebbe un “male” per chi deve speculare sulla realizzazione dello stesso impianto drenando quanto più denaro pubblico possibile. A Roma – come del resto in Sicilia – il termovalorizzatore viene presentato come “cosa fatta”, nascondendo ai cittadini che per realizzarlo, come già ricordato, passeranno da cinque a dieci anni. Per l’occasione i partiti che amministrano Roma si sono divisi: il Movimento 5 Stelle e la sinistra sono contrari al termovalorizzatore, mentre il PD è favorevole. La cosa divertente è che mentre i vertici del PD segnalavano le divisioni del centrodestra nel dibattito in Parlamento sulla gestione dei migranti, dicendo che il Governo di Giorgia Meloni “non ha più una maggioranza”, a Roma il Sindaco del PD, Roberto Gualtieri, su termovalorizzatore rimaneva senza maggioranza al Comune perché, come già accennato, grillini e sinistra sono contrari. Ma la cosa più ‘divertente’ è rappresentata dalla ‘innovatrice’ del PD – la citata Elly Schlein – che ha dimostrato che, al netto delle libertà sessuali, il PD che guida è sempre lo stesso: il partito dei termovalorizzatori e dei grandi appalti.

 

Renato commissario appaltizio 

In Sicilia il dibattito sui due termovalorizzatori è ancora più grottesco. Tutti sanno che ne sono stati programmati due secondo la regola che un impianto andrà al centrodestra e un impianto andrà al centrosinistra. E’ lo stesso schema seguito per i termovalorizzatori che la Sicilia avrebbe dovuto realizzare tra il 2001 e il 2011. Allora, questo bisogna riconoscerlo, la spartizione consociativa tra maggiorana di centrodestra e opposizione di centrosinistra venne realizzata in modo magistrale. Ci furono le polemiche degli ambientalisti ma i quattro grandi appalti resistettero a tutto. Dopo averle provate tutte un avvocato ambientalista ebbe una folgorazione: “Scusate – disse – ma hanno rispettato la regola dei bandi europei o si sono divisi gli appalti tra di loro, ignorando le leggi europee in materia di bandi?”. Detto e fatto. Partì così l’ennesimo ricorso, dopo i tanti ricorsi andati a vuoto (in Sicilia quando gli accordi consociativi sono fatti bene tutti i ricorsi amministrativi finiscono nel nulla: vedere gli appalti milionari per le nuove sei line di Tram di Palermo previste da un ‘emendamento’ al Piano triennale delle opere pubbliche, in barba alle elementari leggi urbanistiche!). Sì, partì un ricorso in cui si sosteneva che gli appaltisti in salsa sicula avevano aggirato a bella posta le leggi europee sui bandi per i quattro termovalorizzatori e il ricorso venne accolto! Sembrava incredibile, nella seconda metà del 2000, che le leggi europee avrebbero fermato i quattro termovalorizzatori dell’Ave Maria previsti, appaltati e in parte realizzati in Sicilia. Avete presente quando a un cane che ha addentato una coscia di pollo, con un sotterfugio, si riesce a toglierglielo dai denti? E così fu per i quattro termovalorizzatori siculi tolti dai denti della politica siciliana di quegli anni… Che ‘botta’, ragazzi! Ora la politica siciliana ci riprova con due termovalorizzatori. Il presidente della Regione siciliana, Renato Schifani, sarà, addirittura!, il commissario appaltizio. Come a Roma, le due opere vengono presentate come “cosa fatta”. In realtà, si tratta delle autostrada Palermo-Agrigento e Agrigento-Caltanissetta in versione ‘termovalorizzatrici’: opere che inizieranno per essere completate chissà tra quanti anni. L’importante è partire cu ‘nna carrittata i picciuli! 

 

I termovalorizzatori in  salsa sicula sono la priorità, i Pronto Soccorso possono aspettare 

Intanto i fiumi di denaro pubblico che non si trovano per assumere nuovi medici e nuovi infermieri negli ospedali pubblici della Sicilia e, magari, per realizzare nuovi posti letto verranno invece trovati in quattro e quattr’otto per iniziare i lavori dei due termovalorizzatori. E pazienza se le ambulanze con i medici rianimatori arriveranno con un po’ di ritardo, se le persone aspetteranno giornate intere nei Pronto Soccorso prima di essere visitate, se i Pronto Soccorso si riempiranno di malati che non possono essere trasferiti nei reparti perché mancano i posti letto. Tanto chi è che spiegherà alle persone che aspettano giornate intere nei Pronto Soccorso prima di essere visitate che nel Pronto Soccorso dove si sono recati operano, se va bene, meno della metà dei medici previsti dalla pianta organica? Chi è che spiegherà alle persone che aspettano nei Pronto Soccorso giornate intere prima di essere visitate che ci sono anche casi in cui mettono un solo medico di turno per ‘risparmiare’? Chi è che spiegherà alle persone che aspettano nei Pronto Soccorso giornate intere prima di essere visitate che i pochi medici e i pochi infermieri presenti debbono occuparsi, contemporaneamente, dei trenta pazienti ricoverati nello stesso Pronto Soccorso, provando a trovare il tempo, se ci riescono, per chiamare un nuovo paziente da visitare? Le persone che aspettano nei Pronto Soccorso giornate intere prima di essere visitate pensano che i medici e gli infermieri dei Pronto Soccorso che stanno dall’altra parte giochino a carte… Però siamo tutti contenti, tra un po’ cominceranno i lavori per i due termovalorizzatori e, magari, le progettazioni per il Ponte sullo Stretto di Messina. Qualche miliarduzzo di euro sempre arriverà per allietare le future campagne elettorali… Ammuccamu!

Foto tratta da Altroconsumo 

 

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