Invece di assumere medici e infermieri e di stabilizzare gli operai forestali Cgil Cisl e Uil ripropongono la solfa dei precari Asu

19 novembre 2022
  • Invece di fare andare avanti la Sicilia, Cgil, Cisl e Uil provano a riportare indietro le lancette della storia riproponendo la stabilizzazione dei precari negli uffici pubblici della nostra Isola
  • Ci auguriamo che Roma eviti che risorse finanziarie della Sicilia vengano utilizzate per stabilizzare nuovo precariato 

Invece di fare andare avanti la Sicilia, Cgil, Cisl e Uil provano a riportare indietro le lancette della storia riproponendo la stabilizzazione dei precari negli uffici pubblici della nostra Isola

A Roma hanno detto a chiare lettere che non faranno mai passare la stabilizzazione dei circa 5 mila lavoratori precari Asu della Sicilia. Se l’Assemblea regionale siciliana approverà di nuovo una legge per stabilizzare i precari Asu, ebbene, la legge verrà impugnata. A meno che… A meno che il Governo di Giorgia Meloni si dimostri più forte delle burocrazie ministeriali. C’è la possibilità? Sì, a patto che la Regione siciliana non chieda soldi allo Stato per pagare gli stipendi a questo esercito di precari che verrebbe assunto nella pubblica amministrazione siciliana senza concorso. Li ha la Regione i soldi per pagare questo personale una volta stabilizzato? Diamo per scontato, infatti, che con la stabilizzazione il costo di questo personale aumenterà. Quindi la Regione siciliana dovrebbe sistemare la questione finanziaria con Roma, impiegando una parte del soldi che arriveranno – ammesso che arriveranno – per pagare altri 5 mila precari stabilizzati? Ma come: non si stabilizzano gli operai forestali che servono veramente alla Sicilia per fronteggiare i cambiamenti climatici e gli incendi e si vanno a stabilizzare quasi 5 mila precari seduti negli uffici? Se sarà così, la Regione siciliana, la politica siciliana e i sindacati canonici della Sicilia – Cgil, Cisl e Uil – confermeranno una crisi che è culturale prima che politica e sindacale. Non possiamo non ricordare che un certo numero di questi precari Asu lavora nelle strutture sanitarie. Ebbene, alla Sicilia – negli ospedali siciliani – servono medici e infermieri non altro personale amministrativo! Ci piacerebbe sapere cosa pensano di questo punto gli esimi esponenti di Cgil, Cisl e Uil. Questi signori che portano ancora avanti la questione precari Asu sono mai entrati in un Pronto Soccorso della Sicilia? Hanno un’idea vaga delle difficoltà che ogni giorno debbono fronteggiare medici e infermieri perché nelle corsie mancano i loro colleghi? Egregi sindacalisti di Cgil, Cisl e Uil, avete mai sentito parlare degli Obi? Sono i reparti di Osservazione breve intensiva dove vengono piazzati i pazienti dei Pronto Soccorso in attesa di trovargli un posto letto: attese tanti ‘brevi’ che, spesso, durano tre, quattro cinque giorni… In Sicilia, negli ospedali pubblici, lo ribadiamo, mancano medici, infermieri e posti letto e voi volete stabilizzare ancora precari negli uffici pubblici! Ma andarvene a casa no?

 

Ci auguriamo che Roma eviti che risorse finanziarie della Sicilia vengano utilizzate per stabilizzare nuovo precariato 

Leggiamo una dichiarazione dei segretari generali di Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Temp, Gaetano Agliozzo, Paolo Montera e Danilo Borrelli: “La stabilizzazione degli Asu è una priorità. Per questo apprezziamo le dichiarazioni degli esponenti della nuova Dc che affermano di volere avviare con l’assessora al Lavoro, Nunzia Albano, un percorso che conduca velocemente alla risoluzione di questa lunghissima vertenza. Si tratta – aggiungono Agliozzo, Montera e Borrelli – di dare riconoscimento ai diritti di persone che, a fronte di un lavoro, ricevono un sussidio. Si tratta di riconoscere il contratto a chi, pur senza le adeguate tutele, in questi anni ha operativamente portato avanti i servizi e gli uffici degli enti locali e delle aziende sanitarie. In ultimo luogo, si tratta di premiare il merito di chi, senza diritti e con grande senso di responsabilità, ha dato un importante contributo per portare avanti la macchina amministrativa. Attendevamo l’insediamento del nuovo assessore, per richiedere un tavolo di confronto su questo tema. Alla richiesta abbiamo proceduto proprio oggi e, anche alla luce delle dichiarazioni rese alla stampa, attendiamo la convocazione assicurando, come sempre, di proporre atti e fatti concreti affinché si possa definire anche questa lunga stagione di precariato anche attraverso un necessario e preventivo confronto che occorrerà intrattenere con lo Stato”. Ci auguriamo che il Governo regionale di Renato Schifani e il Parlamento siciliano si occupino di cose più urgenti e più conducenti. Il Governo regionale è in trattativa con Roma per farsi restituire almeno una parte dei fondi della sanità pubblica che lo Stato scippa alla Regione siciliana dal 2007, circa 600 milioni di euro all’anno. Ma se questi soldi, invece di potenziare gli ospedali pubblici assumendo medici e infermieri e potenziano i reparti con nuovi posti letto, debbono essere utilizzati per stabilizzare precari nel nome del più bieco clientelismo, ebbene, invitiamo Roma a tenersi questi soldi: verranno sicuramente utilizzati meglio! In conclusione ricordiamo ai sindacalisti di Cgil, Cisl e Uil che nella pubblica amministrazione si accede per concorso, per per stabilizzazioni. Lo prevede la Costituzione. O l’hanno aggiornata?

Foto tratta da Il Sicilia 

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