La FAO avverte che stanno aumentando in tutto il mondo i costi del cibo con problemi enormi nei Paesi poveri/ MATTINALE 849

13 novembre 2022
  • La notizia la leggiamo nel report di fine settimana dell’analista dei mercati internazionali, Sandro Puglisi. Che sta succedendo? 
  • Non è che Cina e Russia, riducendo l’export di fertilizzanti in Occidente, stanno dimostranlo che liberismo e globalizzazione dell’economia sono un concentrato di stupidità umana prima che economica?
  • Meno fertilizzanti nel mondo, meno produzione agricola, più problemi economici? 

La notizia la leggiamo nel report di fine settimana dell’analista dei mercati internazionali, Sandro Puglisi. Che sta succedendo? 

Nel report di ieri, Sabato 12 Novembre, l’analista dei mercati internazionali, Sandro Puglisi, ci riferisce una notizia molto importante, soprattutto nell’attuale momento storico. Citando la FAO, l’Agenzia per l’alimentazione dell’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU), Puglisi scrive che “I costi delle importazioni di cibo in tutto il mondo sono in procinto di raggiungere un record di quasi 2 trilioni di dollari nel 2022, aumentando la pressione sui Paesi più poveri del mondo“. Insomma, “i prezzi mondiali del cibo sono saliti a livelli record a Marzo – scrive sempre Puglisi -. L’aumento sta colpendo in modo sproporzionato i Paesi economicamente vulnerabili e si prevede che continuerà a farlo il prossimo anno, anche se la situazione generale dell’offerta agricola è destinata a migliorare leggermente. Secondo la FAO, il conto mondiale delle importazioni alimentari dovrebbe raggiungere 1,94 trilioni di dollari quest’anno, in aumento del 10% su base annua e superiore a quanto previsto in precedenza”. Ci sono i cambiamenti climatici con effetti a ‘fisarmonica’, con aree del Pianeta Terra colpite dalla siccità, come Africa, Medio Oriente, Europa centrale, Argentina e in parte anche l’India; e ci sono Paesi che non stanno subendo molti danni da siccità come Stati Uniti, Canada, Russia, Cina. E c’è la guerra in Ucraina che sta provocando effetti sui mercati dei beni alimentari mondiali. Clima e instabilità politica a livello mondiale tengono banco, con inevitabili riflessi nei mercati mondiali, a danno soprattutto dei Paesi poveri.

 

Non è che Cina e Russia, riducendo l’export di fertilizzanti in Occidente, stanno dimostranlo che liberismo e globalizzazione dell’economia sono un concentrato di stupidità umana prima che economica?

Puglisi, sempre citando la FAO, ci dice che i volumi delle importazioni alimentari dei Paesi a basso reddito accusano una riduzione del 10%, “poiché la loro fattura di importazione alimentare per l’anno rimane quasi invariata, indicando crescenti problemi di accessibilità”. Ci sono Paesi del mondo dove il cibo comincia a scarseggiare? E’ sempre stato così, ma adesso la situazione di va aggravando. Anche perché c’è una generale crisi dei fertilizzanti che, lo ricordiamo, è iniziata un anno prima dell’esplosione della guerra in Ucraina, se è vero che nell’Ottobre dello scorso anno – e quindi 4 mesi prima dello scoppio della guerra in Ucraina – in Sicilia e nel Sud Italia gli agricoltori lamentavano la crescita notevole del presso dei fertilizzanti azotati. Perché? Forse perché la pessima annata agraria di tanti Paesi nel 2021 ha convinto i due Paesi grandi produttori del mondo di fertilizzanti, Cina e Russia, a ridurre le esportazioni di fertilizzanti per tutelare i propri agricoltori e provare ad aumentare le proprie produzioni agricole. C’è chi nella mossa di Cina e Russia ha visto anche altro, ovvero una sorta di strategia cinese e russa per mettere in difficoltà i Paesi che, nel nome del liberismo economico, hanno smesso di produrre fertilizzanti. Tesi da non scartare, perché l’obiettivo di Cina, Russia e, in generale, dei Paesi loro alleati è dimostrare che il sistema economico liberista e ultra-globalista dell’Occidente industrializzato è un concentrato di stupidità umana prima che economica.

 

Meno fertilizzanti nel mondo, meno produzione agricola, più problemi economici? 

Sta riuscendo la strategia cinese e russa? A giudicare da cosa dice la FAO bisogna quanto meno riflettere. La FAO ricorda che per produrre fertilizzanti ci vuole energia (gas in primo luogo); e aggiunge che i costi di importazione globali dei fertilizzanti aumenteranno di quasi il 50%; ciò costringerà alcuni Paesi ad acquistare meno fertilizzanti, diventati troppo costosi e, di conseguenza, ad utilizzarne meno. E’ quello che sta succedendo anche in Sicilia, dove che semina grano evita di effettuare la concimazione azotata in pre-semina, perché ormai è troppo costosa. Così come avviene in Sicilia sta avvenendo in tante aree del mondo. “Ciò porterà inevitabilmente a una minore produttività – leggiamo nel report di Puglisi – una minore disponibilità di cibo nazionale e ripercussioni negative sulla produzione agricola globale e sulla sicurezza alimentare” per il prossimo anno. Altro dato importante FAO citato da Puglisi: “Guardando alla stagione 2022/23, l’Agenzia vede la produzione di grano salire dello 0,6% su base annua per raggiungere il record di 784 milioni di tonnellate, ma si prevedono aumenti soprattutto in Cina e Russia, lasciando le scorte in calo dell’8% nel resto del mondo. Nel frattempo, la produzione di cereali grossi come mais, orzo e sorgo è diminuita del 2,8% durante la stagione”. Non manca qualche dato incoraggiante: “Tra i lati positivi, tuttavia – scrive sempre Puglisi – la FAO ha affermato che la produzione di semi oleosi è aumentata del 4,2% per raggiungere il massimo storico, la produzione di zucchero è aumentata del 2,6%, mentre la produzione di riso dovrebbe rimanere a livelli medi complessivi grazie alle piantagioni resilienti in Asia e recupero della produzione in Africa”. Nel complesso, Cina, Russia e i propri alleati si stanno avvantaggiando.

Foto tratta da www.fao.org

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