I Ministri del Governo Meloni sono al 95% del Nord. Un solo siciliano: Nello Musumeci (se verrà confermato)/ MATTINALE 818

19 ottobre 2022
  • In ogni caso è un Governo che nasce con l’incognita Forza Italia, con Berlusconi che sembra intenzionato a logorare la premier Giorgia Meloni
  • La lista dei possibili Ministri
  • Sud Italia praticamente assente. Con due Ministri leghisti – Calderoli e Centinaio – che hanno già penalizzato Sud e Sicilia e che torneranno a penalizzare Sud e Sicilia

In ogni caso è un Governo che nasce con l’incognita Forza Italia, con Berlusconi che sembra intenzionato a logorare la premier Giorgia Meloni

In un clima di grande confusione, con Berlusconi a ruota libera che lancia le ‘bombe’ e poi ritira la mano, il Governo di Giorgia Meloni comincia a prendere forma. Non mancano i ‘mal di pancia’, soprattutto nelle file di Forza Italia, che continua a chiedere il Ministero della Giustizia che non avrà, perché non è nelle intenzioni della probabile Presidente del Consiglio dei Ministri dare questo dicastero a un partito il cui leader ha spesso polemizzato con i magistrati. La Meloni ha deciso che alla Giustizia andrà il magistrato Carlo Nordio e non cambierà idea. Da qui la stizza di Berlusconi, che ieri ha provato a mettere in difficoltà la leader di Fratelli d’Italia dicendo di aver rinsaldato i rapporti con il presidente russo, Putin. Una provocazione per generare tensione. La strategia di Berlusconi non sembra quella di ‘far saltare il banco’, cioè di non far nascere il nuovo Governo, perché questo avvantaggerebbe la Meloni; con molta probabilità, l’obiettivo di Berlusconi è far nascere il Governo e iniziare a logorarlo giorno dopo giorno. E va in questa direzione il suo atteggiamento di questi giorni: prima attacca la Meloni, poi abbassa i toni e va addirittura a trattare nella sede romana di Fratelli d’Italia; il tempo di abbracci e foto con la Meloni ed ecco che dice che non è cambiato nulla rispetto alle polemiche dei giorni scorsi, continua a chiedere ciò che non avrà mai – e cioè il Ministero della Giustizia per la fedele Maria Elisabetta Casellati – e, ieri, lo show su Putin: prima dice di essere tornato in buoni rapporti con il presidente russo, che gli avrebbe addirittura regalato una ventina di bottiglie di vodka, per poi ritrattare. Insomma già si capisce cosa farà Forza Italia nel Governo Meloni: cercherà di metterlo in difficoltà dal di dentro. Non è un caso se i berlusconiani – con l’eccezione di Antonio Tajani, Ministro degli Esteri e vice presidente del Consiglio – non hanno avuto Ministeri di peso. Vediamo, adesso, chi dovrebbero essere i Ministri; il condizionale è d’obbligo, perché nulla è ancora scontato.

La lista dei possibili Ministri

Matteo Salvini, segretario della Lega, dovrebbe essere il Ministro delle Infrastrutture vice presidente del Consiglio. Il citato Antonio Tajani, Forza Italia, dovrebbe ricoprire la carica di Ministro del Esteri vice presidente del Consiglio. Al Ministero degli Interni andrà un indipendente: il Prefetto Matteo Piantedosi. Come già accennato, al Ministero della Giustizia dovrebbe andare il magistrato Carlo Nordio, che ha già dimostrato di non essere sempre in linea con i suoi colleghi; non è chiaro se Nordio sia un indipendente o in quota Fratelli d’Italia. Adolfo Urso, Fratelli d’Italia, dovrebbe essere il Ministro della Difesa. Giancarlo Giorgetti, Lega, dovrebbe essere il Ministro dell’Economia (non c’è nemmeno bisogno di aggiungere che è gradito all’Unione europea). Guido Crosetto, Fratelli d’Italia, dovrebbe essere il nuovo Ministro dello Sviluppo economico. E del partito della Meloni è anche Gilberto Pichetto Fratin, che dovrebbe andare al Ministero della Transizione ecologica. Al Ministero del Lavoro dovrebbe andare l’indipendente Marina Calderone. Mentre la Lega dovrebbe piazzare Giuseppe Valditara al Ministero dell’Istruzione. Anna Maria Bernini, Forza Italia, dovrebbe andare al Ministero dell’Università. Un altro indipendente – Giordano Bruno Guerri, storico – al Ministero della Cultura. E ancora un indipendente per la Salute-Sanità, Francesco Rocca. Al Ministero del Turismo dovrebbe andare Daniela Santanchè, Fratelli d’Italia. E’ stata trovata anche una casella per Noi con l’Italia: è il Ministero per i rapporti con il Parlamento che andrà a Maurizio Lupi. Al Ministero dell’Innovazione tecnologica dovrebbe andare Alessandro Cattaneo, Forza Italia. E sempre a Forza Italia toccherebbe il  Ministro della Pubblica amministrazione con Deborah Bergamini. Una bruttissima notizia per il Sud Italia e la Sicilia: il leghista Roberto Calderoli dovrebbe andare al Ministero Affari regionali e autonomie: prepariamoci all’Autonomia differenziata che scipperà un’altra barca di risorse al Mezzogiorno. Maria Elisabetta Casellati, Forza Italia, ex presidente del Senato, dovrebbe andare al Ministero delle Riforme. La leghista Simona Baldassarre dovrebbe andare al Ministero della Disabilità. Raffaele Fitto, in quota Fratelli d’Italia, dovrebbe andare al Ministero per gli Affari europei. Un’altra pessima notizia per il Sud e la Sicilia: il leghista Gianmarco Centinaio dovrebbe tornare al Ministero delle Politiche Agricole. Infine – unico siciliano nel Governo, ammesso che venga confermato – Nello Musumeci, ex presidente della Regione siciliana, Fratelli d’Italia, dovrebbe andare a guidare il Ministero per il Sud.

Sud Italia praticamente assente. Con due Ministri leghisti – Calderoli e Centinaio – che hanno già penalizzato Sud e Sicilia e che torneranno a penalizzare Sud e Sicilia

A conti fatti – se la rosa dei Ministri sarà confermata – saremo davanti a un Governo a fortissima trazione nordista. A parte due pugliesi e Musumeci, tutti gli altri Ministri sono del Nord Italia (in maggioranza) e del Centro Itali. Se Musumeci non dovesse essere confermato la Sicilia sarebbe totalmente esclusa dal nuovo Governo. Il Sud, nel futuro Governo Meloni, non sembra brillare. Attenzione: non è detto che ciò significhi, matematicamente, una penalizzazione per il Sud. Anche se due nomi leghisti sono già una quasi garanzia di penalizzazione per il Sud e la Sicilia. Il leghista Calderoli è il protagonista della prima riforma federalista dello Stato che ha penalizzato il Mezzogiorno con il grande imbroglio della spesa storica: magari non è stato lui a introdurla, ma è dall’impianto di questa legge che è partito tutto (per la precisione, legge del 5 Maggio 2009, n. 42 proposta dall’allora Ministro Calderoli). Anche dal Ministro delle Politiche agricole, il leghista Centinaio, che ha già occupato questa poltrona, non c’è da aspettarsi molto per il Sud. Gli agricoltori del Mezzogiorno che attendono la rivisitazione del Primo Pilastro della PAC, con riferimento al grano – che oggi favorisce smaccatamente le aziende agricole del Nord Italia – non avranno molte speranze. Non crediamo, infatti, che un Ministro leghista dell’Agricoltura toglierà i benefici agli agricoltori del Nord. Qualcuno potrebbe obiettare che la Sicilia, oggi, esprime il presidente della Repubblica (Sergio Mattarella) e il presidente del Senato (Ignazio la Russa). Ciò è avvenuto anche nella legislatura 2013-2018, quando alla presidenza del Senato c’era il siciliano Piero Grasso. e lo stesso Mattarella al Quirinale. Ma quella è stata la peggiore legislatura per la Sicilia, se è vero che la nostra Regione ha perso la propria autonomia finanziaria, ‘stabilizzando, addirittura, gli scippi finanziari con la riscrittura delle norme di attuazione dell’articolo 36 dello Statuto siciliano.

Foto tratta da Il Riformista

 

 

 

 

 

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