La Polonia dà per probabili le bombe nella centrale nucleare di Zaporizhia e distribuisce pastiglie di iodio alla popolazione

24 settembre 2022
  • Le pastiglie di iodio, per la cronaca, servono, in caso di radioattività, per proteggere la popolazione dal cancro alla tiroide. Il pericolo è legato alla possibile distruzione del centro di stoccaggio di combustibile nucleare esaurito che provocherebbe un disastro in Ucraina e in Europa 
  • E nell’Unione europea? Prevalgono i guerrafondai 
  • Il nostro articolo di un mese fa

Le pastiglie di iodio, per la cronaca, servono, in caso di radioattività, per proteggere la popolazione dal cancro alla tiroide. Il pericolo è legato alla possibile distruzione del centro di stoccaggio di combustibile nucleare esaurito che provocherebbe un disastro in Ucraina e in Europa 

Saranno i russi o gli ucraini a far saltare in aria non tanto la centrale nucleare di Zaporizhia (che, detto per inciso, è la stazione nucleare più grande d’Europa, dove operavano fino a qualche settimana fa tre reattori attivi su sei), che dovrebbe resistere alle bombe, quando il centro di stoccaggio di combustibile nucleare esaurito. A quanto pare è solo questione di tempo. Cosa ce lo fa pesare? Un articolo pubblicato in queste ore da scenarieconomici.it. Il titolo è inquietante: “La Polonia inizia a distribuire pastiglie di iodio in attesa di un disastro nucleare”. Nel leggere questo articolo c’è da rabbrividire: “La Polonia ha avviato un programma di distribuzione di compresse di iodio agli operatori di emergenza e ai primi soccorritori, a partire dai vigili del fuoco regionali – che potranno a loro volta distribuirle alla popolazione in generale – nel caso di un possibile disastro radioattivo nella più grande centrale nucleare d’Europa”. Insomma, in Polonia si aspettano, da un momento all’altro, un attacco alla centrale nucleare di Zaporizhia e al centro di stoccaggio di combustibile nucleare esaurito. Gli europei hanno cominciato a familiarizzare con le compresse di iodio nel 1986, quando si verificò un incidente nella centrale nucleare di Chernobyl, proprio in Ucraina. Le compresse di iodio, in presenza di radioattività, servono per proteggere l’organismo umano da possibili patologie, a cominciare dal cancro alla tiroide.

E nell’Unione europea? Prevalgono i guerrafondai 

Si rimane stupiti dall’atteggiamento dell’Unione europea rispetto a un evento che, a giudicare da quanto sta succedendo, potrebbe materializzarsi nel breve periodo (non a caso la Polonia comincia a proteggere la popolazione). Ricordiamo che un’eventuale distruzione del centro di stoccaggio di combustibile nucleare esaurito potrebbe provocare un disastro immane, non soltanto in Ucraina, ma anche nei Paesi che si trovano a qualche migliaio di Km di distanza dal luogo dell’eventuale esplosione. I problemi non riguarderebbero solo la Polonia, ma a anche altri paesi dell’Europa dell’est, fino ad arrivare in Germania e, scendendo, la Grecia, l’ex Iugoslavia e l’Italia. La cosa incredibile di questa guerra in Ucraina – che gli americani combattono per procura, con l’Unione europea impegnare a inviare armi e soldi all’Ucraina – è che i Paesi che avrebbero dovuto seguire la via diplomatica, ovvero i Paesi dell’Unione europea,  sono invece impegnati ad alimentare il conflitto nella speranza di un sconfitta della Russia di Putin, senza rendersi conto che ormai il ricorso al nucleare come strumento di guerra è ormai dietro l’angolo, magari facendo esplodere il centro di stoccaggio di combustibile nucleare esaurito per poi arrivare a chissà che cosa. Complimenti a chi governa l’Unione europea, complimenti al Governo della Germania e complimento all’attuale Governo italiano, in assoluto il più guerrafondaio dell’intera Europa.

Il nostro articolo di un mese fa

Rilanciano un passo di un nostro articolo di circa un mese fa: “Draghi, la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, il Cancelliere tedesco Olaf Scholz sono quelli che, subito dopo lo scoppio della guerra in Ucraina, hanno proposto di mandare armi agli ucraini. Oggi si ritrovano con i rispettivi Paesi – Germania e Italia – con il culo a terra. I tedeschi più spaventati degli italiani, perché hanno capito non solo che Putin sta vincendo su tutta la linea, ma anche che il leader russo, come già ricordato, non ci penserà due volte a bombardare la centrale nucleare di Zaporizhia. Testimonianza – agghiacciante! – del giornalista Vittorio Rangeloni raccolta da Nicola Porro: “Basta un errore e salta tutto, è una situazione assurda. Intervistando il sindaco e parlando con i lavoratori è stato dimostrato che più volte ci sono stati attacchi sia missilistici che con colpi di mortaio sulla centrale nucleare: basterebbe che solo uno dei reattori attivi venisse colpito e ci sarebbe una distruzione più grande di Chernobyl. Ho visitato personalmente la centrale e sul posto ho potuto constatare immediatamente i danni provocati dai recenti attacchi. Alcuni attacchi sono caduti vicinissimo ai reattori e questo è un fatto gravissimo, incredibile e folle che può portare a conseguenze inimmaginabili, non solo a livello a locale ma continentale”. Ancora il nostro articolo di un mese fa: “A preoccupare non è lo scoppio della centrale nucleare in sé, che resisterebbe alle bombe. Il problema è legato al centro di stoccaggio del combustibile nucleare esaurito che, se eventualmente colpito dalle bombe, provocherebbe una spaventosa emissione di radiazioni nucleari che ucciderebbe gli abitanti di questi luoghi invadendo l’Europa dell’Est e la Germania”. E anche altri Paesi europei. Buona fortuna a tutti…

Foto tratta da Il Fatto Quotidiano 

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