Elezioni Prima Circoscrizione Palermo: troppo caos, via al ricorso. La storia di quattro candidati detti “Zacco”

5 agosto 2022
  • Il ricorso al TAR Sicilia sulle elezioni nella prima Circoscrizione di Palermo porta la firma dell’avvocato Nadia Spallitta che, leggendo i verbali, ne ha trovate di tutti i colori!
  • Ma quanti candidati detti “Zacco” ci sono nelle liste del centrodestra di Palermo? Il dubbio di elettori tratti in inganno in ben quattro Circoscrizioni
  • 160 voti di preferenza spariti

Il ricorso al TAR Sicilia sulle elezioni nella prima Circoscrizione di Palermo porta la firma dell’avvocato Nadia Spallitta che, leggendo i verbali, ne ha trovate di tutti i colori!

Un ricorso che contesta la regolarità delle elezioni della prima Circoscrizione di Palermo. In realtà, a nostro modesto avviso, le elezioni comunali del capoluogo siciliano dello scorso 12 Giugno sono state degne del Paese delle banane: infatti non possono essere considerate regolari elezioni con decine di seggi elettorali rimasti chiusi sino al primo pomeriggio. Di fatto, è stato impedito a migliaia di cittadini, che la mattina si sono recati nei seggi per votare, di esercitare il proprio diritto di voto. Né può passate la tese che tanto possono andare a votare le pomeriggio! Ribadiamo: queste sono state elezioni da Paese delle banane. A questo si aggiunge, adesso, un ricorso sulle elezioni nella Prima Circoscrizione dove si segnalano cose allucinanti. Quanto avvenuto lo illustra in un comunicato l’avvocato Nadia Spallitta, legale del presidente uscente della Prima Circoscrizione della città di Palermo, Massimo Castiglia. “L’avvocato Nadia Spallitta, dopo aver verificato le numerose e reiterate violazioni di legge emerse dall’analisi degli atti prodotti dagli uffici elettorali riguardanti le recenti amministrative di Palermo – leggiamo nel comunicato – ha depositato ricorso presso il TAR Sicilia (Tribunale Amministrativo Regionale) che ha sede a Palermo per chiedere l’annullamento dell’elezione del presidente della Prima Circoscrizione Giovanni Bronte che oggi presterà giuramento e subentrerà all’uscente Castiglia. Secondo la legale che ha preso in carica l’analisi dei documenti, numerosissime sarebbero infatti le difformità e le irregolarità riscontrate, sufficienti a considerare illegittima la proclamazione del neo eletto presidente: conteggi errati, verbali senza indicazione di giorno e ora, numero di votanti non coincidente con schede autenticate, schede non vidimate, mancanza del numero dei voti complessivo e delle preferenze”. Di più: “In un caso – dice Nadia Spallitta – il verbale originale non è stato reperito perché forse inserito nel plico con le schede e sigillato. In un altro caso il verbale di sezione è stato rilevato completamente bianco, per cui non si comprende come possa essere rispettato l’obbligo di compilare due copie identiche dei verbali di sezione. Altre volte i voti di preferenza risultano cancellati o bianchettati, in violazione di legge. In alcune sezioni le preferenze sono state apposte su fogli incollati ai verbali e sono sprovvisti di timbri e di firme e quindi senza alcuna verificabili della loro provenienza”.

Ma quanti candidati detti “Zacco” ci sono nelle liste del centrodestra di Palermo? Il dubbio di elettori tratti in inganno in ben quattro Circoscrizioni

Quelle descritte sono questioni rilevanti. Ma ce n’è una ancora più rilevante. La vicenda riguarda la candidatura, sempre in questa Circoscrizione, “di un consigliere, eletto con 427 voti nella lista di Forza Italia, che ha aggiunto al proprio nome e cognome la dicitura detto ‘Zacco’, detto ‘Ottavio’ (Ottavio Zacco è un noto candidato recentemente eletto consigliere comunale nelle fila di Forza Italia con oltre 3405 voti). In effetti – leggiamo sempre nel comunicato – questa singolare pratica di omonimia è stata utilizzata anche in ben tre altre Circoscrizioni di Palermo da altri tre candidati (due di Forza Italia e uno della lista “Lagalla Sindaco”), i quali dichiaravano di essere tutti conosciuti, riconosciuti e detti ‘Zacco’ (eletti 3 su 4). Non risulta esser novità che tra i candidati ad una competizione elettorale si trovi qualche ‘detto’ ma risulta assolutamente inusuale che a queste ultime amministrative palermitane siano ben quattro, in quattro diverse circoscrizioni, ad avere lo stesso soprannome, che in questo caso è quello di un candidato al Consiglio comunale della medesima coalizione In altri termini, la perplessità segnalata nel ricorso riguarda la possibile lesione della libertà di voto, in quanto l’aggiunta di questi soprannomi riconducibili ad altri esponenti politici potrebbe aver tratto in inganno e confuso l’elettore”.

160 voti di preferenza spariti

“Oltre alle numerose irregolarità e violazioni riscontrate in 12 sezioni su 21 del Centro storico – dichiara l’avvocato Nadia Spallitta, che ha patrocinato il ricorso al TAR Sicilia – risultano conteggiate circa 160 preferenze in meno non riconosciute al candidato Massimo Castiglia, che se attribuite ne avrebbero determinato l’elezione, avendo quest’ultimo perso per uno scarto di soli 119 voti. Pertanto e per questi motivi – conclude la legale – è stato richiesto l’annullamento della proclamazione di Giovanni Bronte come Presidente della Prima Circoscrizione”. Il Presidente uscente della Prima Circoscrizione dichiara: “Ringraziamo i 2859 elettori e le elettrici che hanno sostenuto con il loro consenso il programma presentato in campagna elettorale, facendoci raggiungere un risultato importante ma non sufficiente a continuare il percorso avviato nei 5 anni alla guida del consiglio della Prima Circoscrizione. Sapevamo che sarebbero state elezioni complicate e all’indomani dello spoglio ne avevamo accettato l’esito, nonostante il rammarico dovuto all’ esiguo distacco dal centrodestra (1,8 % in meno). Ma vista la modalità di svolgimento del voto e visto quanto emerge dai verbali di sezione, siamo obbligati a chiedere di fare chiarezza sulle elezioni del 12 Giugno, in particolare se esse si siano svolte o meno nel pieno rispetto degli elettori e delle elettrici del Centro Storico di Palermo”.

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