Crollano i mercati del grano in tutto il mondo. Giù anche i prezzi di altri prodotti agricoli. Un ‘freno’ all’inflazione a scapito degli agricoltori?/ MATTINALE 692

7 luglio 2022
  • Lo scenario di crisi che l’analista dei mercati internazionali Sandro Puglisi ha previsto si sta puntualmente materializzando
  • Anche in Europa i mercati hanno ceduto al panico
  • Bisognerà capire quello che succederà adesso in Italia. Già nel mercato di Foggia il prezzo del grano duro al quintale ha perso 2,3 euro. I possibili effetti depressivi in Sicilia 
  • La scorsa settimana i russi avevano capito tutto e hanno abbassato la tassa all’esportazione di grano

Lo scenario di crisi che l’analista dei mercati internazionali Sandro Puglisi ha previsto si sta puntualmente materializzando

Crollano i mercati mondiali del grano. E vanno giù anche i prezzi degli altri prodotti agricoli. E’ uno scenario che l’analista dei mercati internazionali, Sandro Puglisi, aveva previsto. Il suo report di ieri sembra un bollettino di guerra: “I prezzi di mais, soia e grano negli Stati Uniti sono scesi ai minimi da diversi mesi, unendosi a un’ampia vendita di petrolio greggio e sui mercati azionari. I timori di una recessione economica globale e il calo della domanda di materie prime agricole hanno contribuito a stimolare una svendita da parte di gestori di denaro esterni, all’interno del settore delle materie prime. Pertanto, i prezzi del mais hanno chiuso la sessione con una perdita del 4,44%. I prezzi della soia erano ancora di 12 cent in più rispetto ai minimi, ma in calo di quasi 80 cent/bu per la sessione o del 4,67% in meno alla chiusura. I prezzi della farina di soia hanno chiuso la giornata in calo del 2,77%, mentre l’olio di soia ha chiuso in rosso del 7,47%. Il complesso del grano si è unito al sell off”. Con la dizione sell off si intende svendita con un corrispondente calo del prezzo del bene in oggetto. I prezzi del grano Chicago SRW hanno chiuso la giornata con perdite del 4,61% fino a 39 centesimi. “I prezzi del grano di Kansas City hanno chiuso la giornata con una perdita di 51,4 cent o del 5,64% – scrive sempre Puglisi -. I prezzi del grano primaverile sono scesi del 6,12% in meno a settembre, portandoli al di sotto della soglia di $ 9/bu”.

Anche in Europa i mercati hanno ceduto al panico

Anche in Europa “i mercati hanno ceduto al panico. Tutti i prodotti messi insieme, in un contesto economico globale in cui cresce lo spettro della recessione, sono calati – scrive sempre Puglisi -. Il grano macinato di settembre si è stabilizzato del 3,4% a 331,75 euro ($ 339,78) a tonnellata. Il contratto in precedenza è sceso a 328,75 euro, il prezzo più debole del mese anteriore dal 28 febbraio e al di sotto del minimo di quattro mesi precedente toccato venerdì. Il balzo del dollaro e le perdite per i prezzi del petrolio e delle azioni hanno pesato sui mercati dei cereali poiché le preoccupazioni degli investitori per una recessione economica si sono intensificate. La stima ufficiale più grande del previsto della semina di grano canadese ha aggiunto una maggiore pressione sui prezzi”. Il Canada, dopo la pessima stagione dello scorso anno, ha aumentato le superfici seminate a grano e il grande quantitativo di grano canadese in arrivo contribuisce a ridurre il prezzo dello stesso grano. Nel report si ricorda che, in queste ore, l’Egitto ha acquistato grandi quantitativi di grano francese e rumeno. Mentre la Germania ha esportato almeno 1 milione di tonnellate di grano verso i mercati globali, compreso l’Iran, Paese alle prese con la siccità.

Bisognerà capire quello che succederà adesso in Italia. Già nel mercato di Foggia il prezzo del grano duro al quintale ha perso 2,3 euro. I possibili effetti depressivi in Sicilia 

E adesso? Bisognerà capire quello che succederà nelle prossime ore. Perché il crollo del prezzo del grano e, in generale, di molti prodotti agricoli se, da un lato, contribuirà a ‘raffreddare’ un’inflazione che, nel cosiddetto Occidente industrializzato, sta creando enormi problemi, soprattutto tra i certi medio bassi con la perdita di potere d’acquisti di salari e stipendi, dall’altro lato va a colpire un settore – l’agricoltura – che non brilla sotto il profilo economico. Nei giorni scorsi, con riferimento al grano duro di Sud Italia e Sicilia, abbiamo dimostrato, ‘numeri’ alla mano, che i 57-58 euro al quintale di grano duro in Puglia e i 52-53 euro al quintale di grano duro siciliano sono solo apparentemente prezzi remunerativi. Questo sia perché le rese di grano duro per ettaro in questo 2022 si sono ridotte a causa della siccità, sia perché sono cresciuti in modo esponenziale i costi di produzione, tra esplosione del costo dei fertilizzanti e aumento del costo dell’energia (mai come in queste settimane il gasolio agricolo ha raggiunto prezzi così elevati. Da quello che abbiamo letto ieri, il prezzo del grano duro nel mercato di Foggia (che è il più importante mercato del grano duro italiano) ha perso 2,3 euro al quintale. Siamo in attesa di conoscere che cosa succederà in Sicilia, dove il prezzo del duro era già inferiore di 4-5 euro al quintale rispetto al grano duro pugliese. E siamo curiosi di sapere cosa succederà tra oggi e domani nel mercato del grano duro di Bologna e che cosa succederà domano nel mercato del grano duro di Altamura, sempre in Puglia.

La scorsa settimana i russi avevano capito tutto e hanno abbassato la tassa all’esportazione di grano

Sarà interessante capire come reagiranno i russi. Ricordiamo che la Russia è il primo produttore al mondo di grano. Leggendo sempre il report di Puglisi di qualche giorno fa scopriamo che, in effetti, il Paese di Putin deve aver capito che l’Occidente ha deciso di ‘raffreddare’ l’inflazione riducendo, in generale, i prezzi dei prodotti agricoli, a cominciare dal prezzo del grano. Fino a qualche giorno fa i russi hanno tenuto piuttosto alta la tassa di esportazione del grano. Guarda caso, alla fine della settimana scorsa, i russi, chissà perché, temendo una mancanza di competitività in termini di prezzo, hanno abbassato la tassa all’esportazione del grano…

Foto tratta da QuiCosenza.it

 

 

 

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