Anche il Parlamento europeo vuole aumentare la produzione di grano ma lo fa aumentando il caos

23 maggio 2022
  • Non ci bastavano i danni in agricoltura prodotti dalla Commissione europea. Adesso ci si mette pure il Parlamento europeo…
  • I capigruppo di maggioranza della Commissione Agricoltura del Parlamento di Strasburgo pensano che “le carenze globali nell’approvvigionamento alimentare” stiano aumentando a causa della guerra in Ucraina. Ciò è vero solo in minima parte, perché i veri problemi li stanno creando i cambiamenti climatici in corso
  • Ecco come e perché il Parlamento europeo sta creando solo confusione. Anche ignorando il fatto che i terreni incolti – voluti dalla Ue per tutelare la biodiversità – si trasformano spesso in aree nelle quali i criminali che incendiano le aree verdi appiccano il fuoco 

I capigruppo di maggioranza della Commissione Agricoltura del Parlamento di Strasburgo pensano che “le carenze globali nell’approvvigionamento alimentare” stiano aumentando a causa della guerra in Ucraina. Ciò è vero solo in minima parte, perché i veri problemi li stanno creando i cambiamenti climatici in corso

Dall’Unione europea arriva altra confusione in materia di agricoltura. Questa volta non è la Commissione europea a creare caos, ma il Parlamento europeo. E, in particolare, dai capigruppo di maggioranza della Commissione Agricoltura del Parlamento di Strasburgo. L’obiettivo perseguito dai parlamentari europei – che hanno inviato una lettera alla Commissione europea – non è sbagliato, ma si fonda su un presupposto non esatto. I parlamentari europei danno per scontato che la guerra in Ucraina stia facendo aumentare “le carenze globali nell’approvvigionamento alimentare”. Questo è vero solo in parte, perché la guerra in Ucraina ha ridotto l’offerta di grano, di mais e di olio di girasole solo in Ucraina. Mentre in Russia, nonostante la guerra, le produzioni sono aumentate. In condizioni normali la parte di produzione agricola che viene a mancare dall’Ucraina (soprattutto grano e di olio di girasole, se è vero che l’Ucraina è, anzi era il quarto esportatore mondiale di grano e il primo esportatore al mondo di olio di girasole) sarebbe stata sostituita da produzioni di altri Paesi del mondo. Il vero punto interrogativo è proprio questo, perché non si sa cosa succederà quest’anno, non per la guerra in Ucraina, ma perché i cambiamenti climatici in corso potrebbero giocare brutti scherzi. Ci sono problemi di siccità nel Nord Europa, con in testa la Francia e il Nord Italia; ci sono problemi di siccità in India; ci sono problemi di siccità nel Nord degli Stati Uniti d’America; ci sono problemi di siccità in alcune aree del Sudamerica; e ci sono problemi di siccità in Africa. Se ne deduce che il presupposto dal quale partono i capigruppo di maggioranza della Commissione Agricoltura del Parlamento di Strasburgo sono solo in minima parte giusti. Perché ciò che oggi sta facendo aumentare “le carenze globali nell’approvvigionamento alimentare” non è la guerra in Ucraina, ma i cambiamenti climatici in corso.

Ecco come e perché il Parlamento europeo sta creando solo confusione. Anche ignorando il fatto che i terreni incolti – voluti dalla Ue per tutelare la biodiversità – si trasformano spesso in aree nelle quali i criminali che incendiano le aree verdi appiccano il fuoco 

Cosa chiedono i capigruppo di maggioranza della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo? Fino ad oggi solo gli agricoltori titolari di terreni arabili superiori a 15 ettari devono garantire che almeno il 5% dei loro fondi venga utilizzato per tutelare la biodiversità con alberi, siepi o terreni lasciati a riposo. Con la nuova PAC (Politica Agricola Comune) i terreni da lasciare incolti per tutelare la biodiversità si riduce al 4% ma viene imposta a tutti gli agricoltori senza limiti per le dimensioni dell’azienda. Esempio: chi è titolare di 100 ettari di terreni seminativi deve lasciare incolti il 4% dei propri fondi. Oggi, però – questo il ragionamento dei parlamentari europei – c’è l’esigenza di aumentare la produzione di grano e quindi si chiede alla Commissione europea di derogare a questo principio introdotto nella nuova PAC. A quanto pare, le maggiori pressioni arriverebbero dalla Germania. La richiesta degli europarlamentari della Commissione Agricoltura aumenta la confusione che già si registra nel settore agricolo. Come già accennato, i parlamentari europei della Commissione Agricoltura si soffermano solo sulla guerra in Ucraina, dimenticando i cambiamenti climatici. La confusione aumenta se si considera che sono i Paesi europei a stilare i Piani strategici nazionali in materia di agricoltura, strumenti che non sempre rispondono alle direttive europee. L’Unione europea – per citare un esempio – chiede di ridurre gli allevamenti intensivi, fonte di inquinamento, ma non tutti i Paesi Ue, di fatto, sono d’accordo. Altra fonte di confusione sono le cosiddette “condizionalità”, ovvero le direttive alle quali gli agricoltori si dovrebbero attenere per poter usufruire dei pagamenti diretti previsti dalla PAC. Anche se questo punto i parlamentari della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo chiedono modifiche che debbono però essere ancora formulate. Altra fonte di confusione – e questa forse è la più pericolosa – riguarda i terreni da lasciare incolti per favorire la biodiversità. Viviamo – questo lo sappiamo tutti – in un tempo caratterizzato da incendi di aree verdi di origine dolosa. I terreni incolti, se privi di interventi per eliminare erbe e arbusti secchi, diventano luoghi di inneschi degli incendi da parte dei criminali che danno fuoco alle aree verdi. Ricordiamoci che gli incendi boschivi, spesso, partono dalle aree private non coltivate! Con tanti saluti alla biodiversità che la Commissione europea vorrebbe tutelare…. Ma di questo non si occupa nessuno.

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