L’ONU: impedire alla Russia con le sanzioni di esportare fertilizzanti danneggia tanti Paesi del mondo/ MATTINALE 657

19 maggio 2022
  • L’intervento dell’ONU viene segnalato dall’ambasciatore russo all’ONU, Vasily Nebenzya. Ma ci rendiamo conto? I russi che segnalano . citando l’ONU – l’idiozia dell’Occidente
  • Questo è un caso emblematico di sanzione comminata alla Russia dall’Occidente che ha solo danneggiato i Paesi occidentali. Ed è incredibile che lo debba far notare il segretario generale dell’ONU
  • L’Unione europea, nel nome del liberismo economico, ha di fatto smantellato la produzione di fertilizzanti. E adesso si ritrova con il ‘culo a terra’, dipendendo, per i fertilizzanti, dalla Russia, dalla Cina e, magari, dal Marocco 

L’intervento dell’ONU viene segnalato dall’ambasciatore russo all’ONU, Vasily Nebenzya. Ma ci rendiamo conto? I russi che segnalano . citando l’ONU – l’idiozia dell’Occidente

Al di là della propaganda occidentale (che è sempre più incredibile, anche se va giustificata perché, con molta probabilità, non sarà ‘gratuita’ per chi racconta corbellerie in favore dell’Ucraina), la Russia non ha problemi nel Mar Nero e, tutto sommato – a parte qualche demenziale limitazione dovuta ad altrettanto demenziali sanzioni) – continua ad esportare prodotti agricoli e altri prodotti in mezzo mondo. Di fatto, le sanzioni dell’Occidente alla Russia hanno ottenuto un effetto perverso: i Paesi occidentali non ricevono prodotti russi che gli stessi russi vendono ad altri Paesi, Cina in testa. A conti fatti, solo poco meno del 20% dei Paesi del mondo sta applicando le sanzioni alla Russia, mentre il restante 80% dei Paesi del mondo continua a commercializzare con i russi. Vero è che nel 20% ci sono Paesi importanti – in pratica i Paesi occidentali – ma è altrettanto vero che la Russia sta subendo danni limitati: di fatto, danni di gran lunga inferiore ai danni che stanno subendo i Paesi occidentali che applicano le sanzioni alla Russia. La guerra tra Russia e Nato – che si svolge in Ucraina – va in scena in un momento storico caratterizzato da imponenti cambiamenti climatici. E quando il clima muta, caratterizzandosi con eventi estremi – siccità e piogge violente e torrenziali – ne risente negativamente l’agricoltura. Già Russia e Cina – proprio a causa dei cambiamenti climatici dello scorso anno, nell’Autunno del 2021 avevano deciso di ridurre le esportazioni di fertilizzanti. Obiettivo: tutelare i propri agricoltori evitando un innalzamento del costo dei fertilizzanti. Ma siccome Cina, Russia, Bielorussia e, anche se meno, il Marocco, sono tra i più grandi produttori di fertilizzanti del mondo, gli effetti negativi – leggere riduzione dei fertilizzanti – si sono fatti notare. Poi è arrivata la guerra e in Ucraina e sono arrivate le sanzioni. Alcuni Paesi occidentali hanno deciso di non acquistare più fertilizzanti dalla Russia. iniziative stupida che ha creato danni enormi. Tant’è vero che, in queste ore, è intervenuto addirittura l’ONU, chiedendo espressamente ai Paesi occidentali di eliminare, tra le sanzioni, il divieto di acquistare fertilizzanti, perché questa sanzione, di fatto, sta danneggiando i Paesi occidentali-

Questo è un caso emblematico di sanzione comminata alla Russia dall’Occidente che ha solo danneggiato i Paesi occidentali. Ed è incredibile che lo debba far notare il segretario generale dell’ONU

La notizia arriva dall’ambasciatore russo all’ONU, Vasily Nebenzya. “Il segretario generale dell’ONU, il portoghese António Guterres, propone di introdurre eccezioni alle restrizioni sulla fornitura di fertilizzanti dalla Russia”. La richiesta dell’ONU, in verità un po’ tardiva, è arrivata dopo che in tutto il mondo è stata registrata un’impennata dei prezzi dei fertilizzanti. Attenzione: i prezzi dei fertilizzanti erano in crescita già alla fine della scorsa Estate, quando i danni prodotti all’agricoltura dai cambiamenti climatici imponevano a tanti Paesi di aumentare la superficie da coltivare, con riferimento soprattutto a cereali, soia e altre colture estensive. Le sanzioni alla Russia non hanno fatto altro che accentuare un problema già grave. Già un mese fa la situazione era fuori controllo. Le speculazioni sul pezzo del gas hanno fatto crescere il prezzo dello stesso gas. Siccome per produrre fertilizzanti serve il gas, ecco che è aumentato il prezzo dei fertilizzanti. Le sanzioni alla Russia hanno costretto alcuni Paesi occidentali a non acquistare fertilizzanti russi. Alla Russia non è sembrato nemmeno vero: accusata prima della guerra in Ucraina di aver ridotto l’esportazione di fertilizzanti (cosa vera ma, come abbiamo visto, il provvedimento è stato adottato a tutela degli agricoltori russi), i russi, come dire?, hanno tirato un sospiro di sollievo quando alcuni Paesi occidentali non hanno più chiesto fertilizzanti alla Russia, che ha potuto fornire più fertilizzanti ai propri agricoltori.

L’Unione europea, nel nome del liberismo economico, ha di fatto smantellato la produzione di fertilizzanti. E adesso si ritrova con il ‘culo a terra’, dipendendo, per i fertilizzanti, dalla Russia, dalla Cina e, magari, dal Marocco 

Ora è intervenuto l’ONU con il suo segretario generale. Di fatto, per sottolineare che impedire alla Russia di esportare i fertilizzanti è un errore che sta favorendo la stessa Russia e sta invece creando problemi enormi a molti altri Paesi del mondo. Superfluo aggiungere che questa vicenda ha messo in luce un errore strategico dell’Unione europea, ovvero non aver potenziato ma avere addirittura smantellato l’industria dei fertilizzanti, perché – stando alla stupida ‘filosofia liberista’ – acquistare i fertilizzanti dai paesi dove produrli costa meno è più conveniente. Il problema è che con i cambiamenti climatici – che riducono drasticamente le produzioni agricole – i Paesi che producono i fertilizzanti, piuttosto che esportarli, se li tengono per incrementare, o quanto meno per provare a incrementare le proprie produzioni agricole. Insomma, per dirla in breve, in tempo di clima mutevole, produrre fertilizzanti è un’opzione geopolitica che l’Unione europea ignora. Senza una linea di produzione di fertilizzanti non ci può essere autonomia alimentare. Ma ormai la ‘frittata’ è fatta. Anche volendo aumentare la produzione di grano e mais, l’Italia non potrebbe farlo, se non a costi elevati per via dei costi elevati dei fertilizzanti. Tutto questo avviene mentre la siccità sta colpendo l’India, il Nord Africa, la Francia, la Spagna, il Nord Italia, alcune aree del Nord America, alcuni Paesi del Sud America; e dove non c’è la siccità – o insieme alla siccità com’è avvenuto in queste ore in Puglia – a distruggere i raccolti pensano piogge torrenziali e grandinate. Tra i Paesi dove – almeno fino ad ora – non ci sono siccità e piogge torrenziali ci sono Russia e Ucraina. Ma lì a provocare danni pensa la guerra. E siamo solo a metà Primavera, ancora il caldo estivo deve arrivare, almeno dalle nostre parti. Bene siamo messi…

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