Per il quarto anno consecutivo invasione delle cavallette in alcune aree della Sardegna

10 maggio 2022
  • Possibile che in Sardegna dopo quattro anni la scienza non sia venuta a capo di questo fenomeno? 
  • Dalla fase solitaria alla fase gregaria
  • E in Sicilia? Nel passato ci sono state invasioni. Oggi di cavallette in fase gregaria non se ne vedono. A parte i…

Possibile che in Sardegna la scienza dopo quattro anni non sia venuta a capo di questo fenomeno? 

Per il quarto anno consecutivo alcune aree della Sardegna sono state invase dalle cavallette. Sciami di milioni di cavallette che invadono i campi e divorano tutte le piante che incontrano. Un disastro. In queste ore stanno divorando i raccolti che si snodano nelle campagne della provincia di Nuoro, da Noragugume a Bolotana, da Illorai, da Olzai a Teti, da Sarule a Sedilo, fino alla confinante Barbagia di Nuoro e a Ottana, dove si pensa che si trovi l’epicentro della nuova invasione. In queste zone della Sardegna, tra gli agricoltori, c’è disperazione. La proliferazione di queste locuste – si legge ne La Nuova Sardegna – sta interessando 25mila ettari di terreni in Sardegna: il loro passaggio distrugge il raccolto di un intero campo, mandando in fumo mesi di lavoro e di investimenti, come fosse un incendio. Le cavallette essendo polifaghe – sottolinea la Coldiretti – colpiscono non solo le coltivazioni in campo, ma anche orti e giardini provocando una vera catastrofe biologica che sta mettendo in ginocchio centinaia di aziende ma anche allevamenti che in pochi giorni vedono sparire il foraggio necessario per gli alimenti costringendoli ad ulteriori spese per l’acquisto del mangime”. Sempre su La Nuova Sardegna si legge una dichiarazione del il direttore di Coldiretti Nu-Og, Alessandro Serra: “Dal 2019 chiediamo una programmazione per contrastare le locuste. I metodi naturali sono quelli più efficaci come l’aratura dei campi e gli insetti antagonisti ed oggi ci può venire incontro anche l’agricoltura di precisione. Le cavallette trovano vita facile nei terreni incolti ma arrecano danno soprattutto a chi la terra la lavora. Siamo partiti da un territorio circoscritto che con il passare degli anni però si sta allargando sempre di più aumentando oltre che le perdite nei campi per allevatori e agricoltori anche le difficoltà per contrastarle”. Nel 2020 e nel 2021 sono state registrare invasioni di cavallette in Kenya e nel Corno d’Africa. Speriamo che non si ripresentino, perché in questo momento, causa guerra in Ucrania e cambiamenti climatici, si profilano crisi alimentari a prescindere dalle cavallette. Quello che non ci serve proprio, in questo momento, è un’invasione di questi insetti, considerato che mangiano quello che incontrano, soprattutto riso, orzo, mais sorgo, canna da zucchero.

Dalla fase solitaria alla fase gregaria

Le cavallette sono ortotteri. La Schistocerca gregaria – questo il nome scientifico di tale insetto – la si ritrova per lo più in Africa e in Asia, ma qualche volta, a seconda delle condizioni climatiche, arriva anche in Europa: in Spagna, in Francia e in Italia. Un anno particolarmente complicato – ovviamente per l’uomo che subisce i danni prodotti dalle cavallette – è stato il 1988, quando sciami di cavallette hanno attraversato l’Oceano Atlantico raggiungendo i Caraibi. Non c’è da stupirsi, perché gli sciami di cavallette possono restare in volo, aiutate dal vento, per circa quaranta ore con una autonomia di oltre 600 chilometri, sopportando temperature vicine a 50 gradi. Le cavallette – o locuste – presentano una fase solitaria e una fase gregaria. Durante la stagione secca prevale la fase solitaria. Con l’arrivo delle piogge e con lo sviluppo della vegetazione depongono le uova nei terreni sabbiosi. E’ la vegetazione che fornisce ai piccoli (neanidi e ninfe) il riparo fino a che non saranno in grado di volare. Domanda: perché e quando le cavallette passano dalla fase solitaria alla fase gregaria? Stando a quello che si sa, alla base ci sarebbero il sovraffollamento e la mancanza di cibo. Da qui una serie di alterazioni metaboliche e un cambiamento nel comportamento. Anche grazie all’emissioni di particolari sostanze (feromoni), cominciano ad essere attratti l’uno dall’altro e iniziano le migrazioni a sciami. Sembra che un ruolo chiave nel passaggio fa fase solitaria a fase gregaria lo giochi la serotonina, una sostanza che negli animali viene per lo più prodotta dai neuroni serotoninergici nel sistema nervoso.

E in Sicilia? Nel passato ci sono state invasioni. Oggi di cavallette in fase gregaria non se ne vedono. A parte i…

E in Sicilia ci potrebbero essere problemi? Nei secoli passati ci sono stati problemi, soprattutto nel ‘600 e nel ‘700. In realtà, un’invasione di cavallette si è verificata nell’Agrigentino e nel Nisseno negli anni ’50, anche se gli entomologi dell’epoca spiegarono che erano specie particolari. Insomma, in Sicilia, fino ad ora, cavallette in fase gregaria non se ne sono viste. A parte i grillini, ma il fenomeno pare stia regredendo… Per la cronaca, l’Unione europea – ma immaginiamo che questo non abbia alcun nesso con le invasioni di cavallette – vorrebbe che gli europei comincino a mangiare gli insetti, iniziando, appunto, dalle cavallette…

 

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