Danni irreversibili da siccità al grano in Francia, un miliardo di euro di danni (ancora siccità) nell’agricoltura del Nord Italia. E in Sicilia…

8 maggio 2022
  • Lo scorso anno la Francia ha subito una grande inondazione a Luglio che, alla fine, non ha pregiudicato più di tanto la produzione di grano. Quest’anno, invece, sembra che la siccità stia colpendo duro 
  • I gravissimi errori dell’Unione europea in materia di agricoltura 

Lo scorso anno la Francia ha subito una grande inondazione a Luglio che, alla fine, non ha pregiudicato più di tanto la produzione di grano. Quest’anno, invece, sembra che la siccità stia colpendo duro 

Brutte notizie per la produzione di grano francese di quest’anno. Nei mesi scorsi le piogge sono state scarse. La prossima settimana si annuncia siccitosa. “Tra l’1 Gennaio e il 10 Maggio – scrive l’analista dei mercati internazionali, Sandro Puglisi – la Francia avrà ricevuto circa il 30% in meno delle precipitazioni medie degli ultimi 20 anni, rendendo il suolo sensibile all’ulteriore siccità”. Da qui un probabile “calo del numero di spighe, un calo del numero di chicchi per spiga e, a seconda del tempo nei giorni successivi” e anche un calo di peso dei chicchi di grano. Insomma, possibili “danni irreversibili alle colture di cereali”. La Francia non è l’unico Paese europea a fare i conti con la siccità. Nel Nord Italia le prime piogge sono arrivate nei giorni scorsi, dopo quasi 4 mesi di siccità. I danni all’agricoltura sono enormi e la Coldiretti li ha valutati in circa un miliardo di euro. I terreni secchi hanno impedito le semine primaverili di mais, soia, riso e girasole. Tutto questo è avvenuto proprio quando l’Unione europea, complice la guerra in Ucraina, ha scoperto di avere sbagliato quasi tutto in materia di agricoltura negli ultimi venti anni e forse più.

I gravissimi errori dell’Unione europea in materia di agricoltura 

La Ue ha scoperto, a proprie spese, che svendere la sovranità alimentare nel nome del liberismo e del globalismo economico è una somma stupidaggine ai sensi di legge. Oggi che, tra cambiamenti climatici e guerra in Ucraina, mancano grano, mais, soia e adesso anche il riso, l’Europa unita si è rimangiata di corsa tutti i divieti demenziali di coltivare questa o quella coltura e ha invitato gli agricoltori a seminare tutto quello che è possibile seminare. Il problema è che non c’è soltanto la guerra in Ucraina: il problema è che, già dall’Autunno dello scorso anno, dopo la grande siccità estiva e le inondazioni, tanti Paesi del mondo hanno cominciato a ridurre le esportazioni di prodotti agricoli: da qui l’aumento dei prezzi di tutti i prodotti alimentari in tutto il mondo che la FAO segnala da oltre sei mesi. In più, Cina e Russia, per tutelare i propri agricoltori, hanno anche ridotto l’esportazione di fertilizzanti. Cosa, questa, che ha messo in luce un altro errore storico commesso dall’Unione europea: lasciare la propria agricoltura priva di autonomia in materia di fertilizzanti, di fatto dipendente da Cina, Russia, Bielorussia e Marocco. E ancora siamo a nulla. Non sappiamo cosa succederà nei prossimi mesi. Non sappiamo quali saranno gli effetti della siccità sulle produzioni agricole dell’Unione europea. Sappiamo solo che ci sono danni in Francia e nel Nord Europa. Ma siamo a Maggio e ci aspettano 30 giorni circa che non è esagerato definire cruciali. In Sicilia, ad esempio, mezza giornata di vento di Scirocco ha provocato un incendio devastante ad Erice e altri incendi a Pioppo e a Cefalù. Perché i cambiamenti climatici si combinano con gli incendi che da alcuni anni colpiscono tutto il mondo. Incendi in parte dovuti ai cambiamenti climatici, in parte dovuti a un strategia criminale ancora oggi sena volto. Le piogge che in queste ore hanno fatto seguito alla sciroccata sono sicuramente benefiche per l’agricoltura siciliana. Ma bisognerà capire cosa succederà nelle prossime settimane.

Foto tratta da Meteo Giornale   

 

 

 

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