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Francia al voto: Macron teme le opposizioni coalizzate mentre in Corsica infuria la rivolta indipendentista

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  • Fino ad oggi in Francia banche, finanza e ultraliberisti hanno vinto grazie alle divisioni delle opposizioni. Questa volta, però, le opposizioni potrebbero coalizzarsi per vincere  le elezioni presidenziali
  • Il mondo agricolo francese in grande sofferenza potrebbe assestare una bella ‘botta’ a Macron e agli ultra-liberisti 
  • Un grande problema per il Governo francese è la rivolta in Corsica dove tanti giovani chiedono l’indipendenza dell’Isola

Fino ad oggi in Francia banche, finanza e ultraliberisti hanno vinto grazie alle divisioni delle opposizioni. Questa volta, però, le opposizioni potrebbero coalizzarsi per vincere le elezioni presidenziali

Tra meno di un mese  in Francia si voterà per le elezi9oni presidenziali. Dicono che i banchieri e gli ultra-liberisti che appoggiano Macron sono preoccupati. Sono tre le cose che preoccupano i potentati che oggi governano questo Paese. Primo: le opposizioni che questa volta potrebbero coalizzarsi. In Francia so vota con due turni. nel primo turno ognuno va per i fatti propri. Nel secondo turno i politici tradizionali – che a differenza dell’Italia difendono i proprio Paese ma cedendo potere agli ultraliberisti – si coalizzano contro destra e sinistra e vincono sempre. Matematico. Però adesso sembra che le opposizioni proveranno a coalizzarsi per non farsi fregare dai liberisti. La seconda cosa che preoccupa Macron, banchieri e liberisti è la rivolta nelle campagne. In crisi non è soltanto l’agricoltura italiana. Gli effetti dei cambiamenti climatici e della guerra in Ucraina sono arrivati anche in Francia. Come per gli agricoltori e gli allevatori italiani, anche pe li agricoltori e gli allevatori francesi sono cresciuti i costi di produzione. La Francia non è da oltre venti anni in Avanzo primario come l’Italia. Nonostante questo il mondo agricolo francese è in sofferenza. E questo avrà effetti sul voto. E’ probabile che il mondo agricolo francese volti le spalle a Macron, ammesso che lo abbia mai appoggiato. Il terzo problema, per la Francia, è la Corsica in rivolta. Il grande patriota indipendentista corso, Yvan Colonna, è deceduto dopo atroci sofferenze. E’ stato vittima di attentato molto ‘italiano’: ovvero opera dei soliti ‘mondi’ dove le responsabilità si confondono nelle pieghe dello Stato. Yvan Colonna era finito in carcere con l’accusa di aver ucciso un altro dirigente dello Stato francese. In Corsica nessuno ha mai credito a questa tesi. Per tantissimi corsi Yvan Colonna ha pagato per essere stato un uomo libero e indipendentista.

Il mondo agricolo francese in grande sofferenza potrebbe assestare una bella ‘botta’ a Macron e agli ultra-liberisti 

La guerra in Ucraina sta aiutando mediaticamente Macron, che è ricandidato. Se ci fate caso, le notizie sulle elezioni francesi non circolano. Come già accennato, Macron, le banche e gli ultra-liberisti che lo sostengono vorrebbero vincere di nuovo con la solita musica: attenti alle destre estreme, attenti alle sinistre estreme e alla fine Macron viene votato e vince non perché gli elettori lo vogliono, ma perché non vogliono gli altri. Ebbene, sembra che il gioco sia stato ‘sgamato’ e che, questa volta, ci potrebbero essere sorprese. Anche perché il malessere, in Francia, è palpabile. La lunga protesta dei Gilet Gialli non è stata dimenticata. La pandemia ha peggiorato la situazione economica. I francesi chiedono un cambiamento. E Macron – espressione delle banche, della finanza globale e degli ultra-liberisti – non è in grado di assicurare questo cambiamento. Gli unici in grado di provare a cambiare sono le opposizioni fino ad oggi divise, che potrebbero coalizzarsi per mandare a casa l’attuale presidente francese. E una bella ‘botta’, a Macron, potrebbe arrivare la modo agricolo, in sofferenza da oltre un decennio. In Francia ci sono state manifestazioni degli agricoltori e anche tante storie tristi: agricoltori che si tolgono la vita per disperazione. Fino ad ora queste storie sono rimaste sepolte. Ma adesso vengono fuori. Così come viene fuori il rapporto problematico tra agricoltori e grande distribuzione, soprattutto oggi che gli agricoltori debbono fare i conti con un aumento dei costi di produzione. Insomma, dalle elezioni francesi, questa volta, potrebbero arrivare novità, anche forti.

Un grande problema per il Governo francese è la rivolta in Corsica dove tanti giovani chiedono l’indipendenza dell’Isola

Ma il vero problema – che sta esplodendo – è la rivolta in Corsica. I giornali ne parlano poco. Segnaliamo un approfondimento notevole dell’AGI che vale veramente la pena di leggere. La vera novità di questa Isola-Stato di 340 mila abitanti circa, una comunità con una propria cultura che la Francia ha tenuto sempre prigioniera, negando persino anche piccoli brandelli di autonomia, è che nelle vie e nelle piazze delle città grandi e piccole della Corsica sono scesi e continuano a scendere i giovani. E questo preoccupa terribilmente la Francia. Fino a quando l’indipendenza dell’Isola la chiedono i cinquantenni e i sessantenni, ebbene, i problemi, per la Francia, sono controllabili. Ma quando nelle piazze scendono 20 mila corsi in maggioranza giovani, allora comincia ad essere un problema. E’ per questo che Macron ha subito promesso ampia autonomia, come che non era mai avvenuta. Ma ci sono due problemi. Macron non ha messo sul piatto nulla di scritto, solo una promessa elettorale. Questo ha fatto infuriare i corsi. Non solo. Nel mondo corso che protesta contro la Francia ci sono gli indipendentisti e ci sono i separatisti. Hanno sempre detto che i secondi sono una minoranza rispetto ai primi. Ma dopo le promesse elettorali di Macron, non seguite dai fatti concreti, sembra che tanti autonomisti stiano abbracciando la causa indipendentista. Forse per la Corsica sta arrivando il momento per fare i conti con la storia. Per provare a conquistare la libertà che l’Autonomia non assicura, come insegnano le storie autonomiste della Sardegna e, soprattutto, della Sicilia.

Foto tratta da Rassegne Italia

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