Bilancio Regione siciliana 2022: perché con molta probabilità verrà impugnato dallo Stato

24 marzo 2022
  • Lo scorso anno lo Stato ha lasciato passare il Bilancio regionale siciliano con un ‘buco’ di circa 900 milioni di euro. Quest’anno il ‘buco’ è di circa 500 milioni, ma Roma non o farà passare. Motivo: ha chiesto alla Regione di fare chiarezza sui precari. Ma la Regione fa finta di non capire…    
  • Di fatto, per pagare i precari della pubblica amministrazione di Regione e Comuni si tolgono risorse alle attività produttive che potrebbero creare vera occupazione, si tagliano i servizi ai cittadini, si tagliano fondi alle attività di tutela dei boschi
  • Le contraddizioni dello Stato, che contesta alla Regione i precari e ha creato i precari Covid di lusso…

Lo scorso anno lo Stato ha lasciato passare il Bilancio regionale siciliano con un ‘buco’ di circa 900 milioni di euro. Quest’anno il ‘buco’ è di circa 500 milioni, ma Roma non o farà passare. Motivo: ha chiesto alla Regione di fare chiarezza sui precari. Ma la Regione fa finta di non capire…    

A che punto è il Bilancio 2022 della Regione siciliana? Le ultime notizie che ci arrivano raccontano che, all’appello, mancano circa 500 milioni di euro. Siamo sempre fermi agli scippi dello Stato nei ‘gloriosi’ anni del Governo nazionale di Matteo Renzi: 2014, 2015 e 2016, quando con la connivenza dei Governi regionali di centrosinistra Roma ha letteralmente svuotato le ‘casse’ regionali. A partire dal 2017 la Regione siciliana presenza un disavanzo annuo di circa 900 milioni di euro. Più i 2 miliardi di ‘buco’ lasciati in eredità dal Governo regionale di Rosario Crocetta che gli ignari siciliani pagano ogni anno grazie a una sorta di mutuo ventennale. Ma nonostante il pagamento a rate dei 2 miliardi di euro la Regione siciliana, ogni anno, presenta un disavanzo di circa 900 milioni di euro, frutto del ‘Patto scellerato Atto secondo tra Stato e Regione siciliana siglato nel 2016 da Renzi e Crocetta, accordo folle per la Sicilia sugellato dal voto del Parlamento nazionale e del Parlamento siciliano, entrambi a maggioranza di centrosinistra. Ma tanto oggi chi è che si ricorda di queste cose? Lo scorso anno il Parlamento siciliano ha approvato un Bilancio che presentava un ‘buco’ di quasi 900 milioni di euro, che sono sempre i soldi – altri soldi – che lo stato ha scippato alla Regione siciliana. Lo Stato, che era al corrente di questo accantonamento negativo, dopo qualche scaramuccia di rito, ha fatto finta di niente. Di questo ‘buco’ di 900 milioni di euro la regione ne ha recuperati – soprattutto coprendoli con i fondi europei – circa 600. Morale: nel 2012, in piena crisi Covid, la Regione siciliana ha perso circa 300 milioni di euro dal proprio flusso circolare del reddito! Sono soldi che sono stati per lo più tolti ai Comuni dell’Isola, ai servizi per i cittadini, ai forestali. Quest’anno il ‘buco’ è di 500 milioni di euro circa, perché, bene o male, 400 milioni sono stati trovati tra insularità, riduzione degli scippi dello Stato e ammennicoli vari. Ma c’è sempre il ‘buco’ di 500 milioni di euro. E’ questo il motivo per il quale, fino ad oggi, il Governo regionale non ha portato in Assemblea regionale il ‘bozzone’, ovvero il disegno di legge sulla legge di stabilità 2022, che un tempo si chiamavano Bilancio e Finanziaria. Il problema è che siamo già nella seconda decade di Marzo e rimane un altro mese di Esercizio provvisorio. e siccome i 500 milioni di euro per chiudere il Bilancio non ci sono, né si troveranno, è probabile che, a fine Aprile, si approvi una manovra con 500 milioni di euro di accantonamenti negativi, formula linguistico-contabile che significa capitoli del Bilancio finanziati con soldi che non ci sono!

Di fatto, per pagare i precari della pubblica amministrazione di Regione e Comuni si tolgono risorse alle attività produttive che potrebbero creare vera occupazione, si tagliano i servizi ai cittadini, si tagliano fondi alle attività di tutela dei boschi

Ci saranno problemi? Sì. Proviamo a illustrare per grandi linee il perché. Anche se non ne parla nessuno, lo Stato ha fatto sapere alla politica siciliana che si è rotto i cabbasisi di una Regione che dice di non avere i soldi per chiudere il Bilancio e poi paga decine di migliaia di precari arrivati nelle pubbliche amministrazioni senza concorso. Proprio qualche settimana fa il governo nazionale ha impugnato la stabilizzazione dei precari ASU (poco meno ci 5 mila precari) e ha impugnato il rinnovo dei contratti di una parte dei precari dei Comuni. Ma anche di questo non si parla. Di fatto, per pagare i precari della pubblica amministrazione di Regione e Comuni si tolgono risorse alle attività produttive che potrebbero creare vera occupazione, si tagliano i servizi ai cittadini, si tagliano fondi alle attività di tutela dei boschi. Fino a poco tempo fa per tenere in piedi questa vergogna scippavano pure i soldi al Fondo sanitario regionale. Il trucco contabile era il seguente: con una parte dei soldi che servono alla Regione per pagare le rate dei mutui si pagano i precari; poi si prendono i soldi dal Fondo sanitario regionale per pagare la parte mancante dei soldi per i mutui. Insomma, una partita di giro truffaldina. Adesso sono stati ‘sgamati’ e non lo possono fare più. Noi siamo i primi a difendere la Regione dagli scippi finanziari romani. Però quando lo Stato contesta alla Regione siciliana la presenza di migliaia e migliaia di precari nelle pubbliche amministrazioni – peraltro in buona parte inutili – ha ragione da vendere.

Le contraddizioni dello Stato, che contesta alla Regione i precari e ha creato i precari Covid di lusso…

Che succederà, allora? Semplice: che Governo e Assemblea regionale siciliana approveranno il Bilancio 2022 con un ‘buco’ di 500 milioni di euro e lo Stato, questa volta, lo potrebbe ‘bocciare’ senza se e senza ma. E né il Governo, né l’Assemblea regionale siciliana (che peraltro oggi è nell’impossibilità di lavorare per il demenziale azzeramento delle Commissioni legislative a fine legislatura) potranno fare nulla. Né è pensabile che con le elezioni in oltre 100 Comuni della nostra Isola tra circa due mesi e con le elezioni regionali a Novembre il Governo di Nello Musumeci tagli 500 milioni di euro dal Bilancio 2022. Riassumendo: tra la fine di Aprile e i primi di Maggio l’Assemblea regionale siciliana approverà un Bilancio 2022 con un ‘buco’ di 500 milioni di euro con lo Stato dovrebbe impugnarlo a Giugno. Tecnicamente quello che potrebbe succedere non lo sappiamo. Nomineranno i tre commissari previsti dallo Statuto siciliano per tre-quattro mesi? Lasceranno la Regione senza Bilancio fino a Novembre? Quello che sappiamo è che il precariato siciliano di Regione e Comuni – frutto di clientelismo elettorale – è diventato un problema. Però anche lo Stato non è che babbia, se è vero che lo scorso anno, nel nome dei vaccini anti-Covid, ha creato un precariato di lusso, nel senso che le retribuzioni dei precari Covid sono più elevate – molto più elevate – delle retribuzioni dei precari di Regione e Comuni.

AVVISO AI NOSTRI LETTORI

Se ti è piaciuto questo articolo e ritieni il sito d'informazione InuoviVespri.it interessante, se vuoi puoi anche sostenerlo con una donazione. I InuoviVespri.it è un sito d'informazione indipendente che risponde soltato ai giornalisti che lo gestiscono. La nostra unica forza sta nei lettori che ci seguono e, possibilmente, che ci sostengono con il loro libero contributo.
-La redazione
Effettua una donazione con paypal


Commenti