Ma se a Palermo ci sono già oltre 2 mila e 500 persone senza casa come faranno a dare la casa ai profughi ucraini? Parla Nino Rocca

7 marzo 2022
  • Un conto è declamare l’accoglienza ai profughi ucraini nei mezzi di comunicazione, altra e ben diversa cosa è affrontare la realtà dei senza casa che il Comune di Palermo non ha mai risolto
  • Il post di Nino Rocca: la nuova emergenza in Ucraina non ci deve far dimenticare le urgenze che attraversano il nostro territorio
  • Una possibile soluzione: utilizzare le abitazioni sfitte dei Comuni spopolati  
  • L’INCREDIBILE STORIA DEL FONDO PER LA POVERTA’ (FONDI EUROPEI) MAI UTLIZZATO PER I SENZA CASA

Un conto è declamare l’accoglienza ai profughi ucraini nei mezzi di comunicazione, altra e ben diversa cosa è affrontare la realtà dei senza casa che il Comune di Palermo non ha mai risolto

Non è che, adesso, con la guerra in Ucraina e i profughi che stanno arrivando in Italia da questo Paese, assisteremo a Palermo a una guerra tra poveri? Ce lo chiediamo avendo letto una dichiarazione del sindaco del capoluogo siciliano, Leoluca Orlando, che ha già dichiarato: “Ucraina, Palermo modello per accogliere i profughi“. Ci permettiamo sommessamente di ricordare che Palermo ha già i propri ‘profughi’: circa 2 mila e 500 e forse più cittadini palermitani senza casa, più gli extra comunitari che aspettano anche loro un tetto dove vivere. A queste persone il Comune di Palermo, al di là delle retorica, non ha fornito alcuna assistenza. Lo spunto per scrivere questo articolo – anzi, questa intervista – ce l’ha fornito Nino Rocca, persona che noi conosciamo molto bene da anni, uno dei pochissimi cittadini che, insieme con Tony Pellicane, si batte, da sempre, in difesa degli ultimi della città. Lo scorso 20 Febbraio Tony Pellicane ha fatto il punto della situazione sui senza casa di Palermo in un articolo che potete leggere qui. Oggi riprendiamo il post di Nino Rocca che ci sembra molto attuale:

Il post di Nino Rocca: la nuova emergenza in Ucraina non ci deve far dimenticare le urgenze che attraversano il nostro territorio

“Siamo chiamati a dare risposte operative alle emergenze che si susseguono una dopo l’altra senza tregua. La guerra in Ucraina ha messo in moto mille iniziative per dare soccorso alle numerosissime famiglie che si sono riversate in Europa e in Italia. Provvedere per loro ad una accoglienza in una casa, sotto un tetto sicuro, provvedere ai medicinali e ai generi di prime necessità è certamente una grande priorità a cui non si può disattendere. Ma, attenzione! Tutto ciò non deve farci dimenticare le urgenze che attraversano il nostro territorio. Famiglie palermitane senza casa che rischiano di finire per strada. Ed ancora le emergenze che vengono da lontano come quelle degli Afgani, degli extracomunitari che scappano con mezzi di fortuna dai campi di concentramento della Libia, le emergenze che arrivano sino a noi da Paesi lontani da cui la gente scappa per la fame e per le guerre. Tutte queste categorie di sfortunate persone italiane e stranieri meritano di essere accolti, in considerazione della loro condizione emergenziale. Non possiamo farci fuorviare dai ritmi dei mass-media e orientarci ora verso gli uni e dopo verso gli altri senza tener conto che di fronte alla emergenza, alla sofferenza non ci sono categorie di serie A e categorie di serie B. Pertanto occorre che l’Amministrazione comunale costituisca ufficialmente una Cabina di Regia dell’Emergenza con i rappresentanti delle categorie sociali che per un verso o per un altro sono vittime di tragedie di carattere sociali, economiche, politiche e purtroppo anche belliche. La Cabina di Regia dell’Emergenza costituita, dalla collaborazione di rappresentanti Istituzionali e volontariato impegnato da anni nelle diverse categorie emergenziale, deve avere una sede nel Comune per razionalizzare ogni forma di intervento con l’aiuto, regolamentato, di tanti volontari chiamati a dare una mano. L’emergenza a cui siamo chiamati a dare una mano è l’occasione di esprimere la nostra solidarietà a tutti coloro che si trovano nel bisogno e talvolta nella disperazione. Così ad esempio il problema della casa va affrontato non solo per l’accoglienza degli ucraini con una rappresentanza ucraina, come già si sta facendo ma, anche con coloro che si occupano da tempo del problema della casa, comitati e sindacati. La stessa cosa vale per coloro che si occupano di altre emergenze non meno gravi e meno dolorose di queste. In poche parole, occorre che figure rappresentative delle varie categorie emergenziali facciano parte della Cabina di Regia dell’Emergenza assieme alle presenze Istituzionali perché nessuno venga dimenticato!”. Leggendo questo post abbiamo post alcune domande a Nino Rocca.

UNA POSSIBLE SOLUZIONE: UTILIZZARE LE CASE SFITTE DEI COMUNI SPOPOLATI

Noi siamo crudi: non è che, alla fine, gli ucraini in arrivo a Palermo avranno le case e i senza tetto della città – palermitani ma anche extra comunitari che aspettano da tempo un tetto – rimarranno sotto le stelle?

“Mi auguro che questo non succeda, perché si aprirebbe una guerra tra poveri”.

Però qualche voce gira…

“Sono abituato a parlare di fatti concreti. Fino ad ora non c’è alcuna certezza. Noi auspichiamo che tutti i senza casa, palermitani e stranieri, siano trattati in eguale maniera”.

Tutti sullo stesso piano, insomma. 

“Assolutamente sì”.

Noi in questi anni ci siamo sentiti spesso, perché lei e Tony Pellicane seguite con costanza il problema dei senza casa di Palermo. Fino ad ora non abbiamo visto grandi risultati. Ci sono soluzioni possibili? 

“Sì.

Quali potrebbero essere?

“Ci sono tanti Comuni della provincia di Palermo spopolati con tante abitazioni sfitte. Per i senza tetto di Palermo è un po’ difficile che accettino di trasferirsi in questi Comuni, perché in città, bene o male, sbarcano il lunario. Il discorso cambia per chi arriva da Paesi esteri. Questi ultimi potrebbero trovare interessante e conveniente trasferirsi in questi Comuni”.

Magari ci vorrebbero progetti di inserimento, per esempio in agricoltura.

“Le soluzioni si possono trovare: basta cercarle”.

Invece con le abitazioni libere di Palermo qual è la situazione?

“Complessa”.

Perché? 

“Intanto bisogna trovare le abitazioni da utilizzare per dare alloggio ai senza casa: e non è facile”.

Non ci sono gli immobili confiscati alla mafia? 

“Sono pochi e, spesso, già utilizzati per altre finalità”.

Qual è la situazione relativa agli immobili pubblici cittadini occupati dai senza casa?

“Ci sono e i senza casa lì rimangono. Anche se c’è il problema dell’immobile di viale Michelangelo”.

Lo sappiamo: ne parla spesso Tony Pellicane nei suoi post. Sembra che li vogliano mandare via…

“Per l’immobile di viale Michelangelo il Tribunale ha stabilito che il proprietario non è un mafioso e rivuole il proprio immobile. Il problema è notevole perché, da tempo, in questo immobile vivono circa quaranta famiglie”.

Oltre ai senza casa palermitani, come lei ha scritto su Facebook, ci sono anche gli extra comunitari arrivati in questi anni a Palermo che aspettano di vivere sotto un tetto. 

“Esattamente”.

E adesso stanno arrivando i profughi ucraini. 

“E noi siamo ben felici di accoglierli. Ma tutti, l’ho detto, debbono stare sullo stesso piano: senza casa palermitani, profughi arrivati dall’Afghanistan, libici, tunisini, marocchini e, adesso, anche gli ucraini”.

L’INCREDIBILE STORIA DEL FONDO PER LA POVERTA’ (FONDI EUROPEI) MA UTILIZZATO PER I SENZA CASA

Scusi, ben vengano le abitazioni dei paesi vicini da mettere a disposizione dei senza casa. Ma ricordiamo che, a Palermo, ci sono tante abitazioni sfitte. Non si può trovare il modo per convincere i proprietari d queste abitazioni ad affittarle? 

“In generale, sono poche le persone disposte ad affittare una casa ai senza casa che, spesso, sono anche senza lavoro. Noi una possibile soluzione l’abbiamo prospettata. Anche perché ci sono i soldi”.

E’ sicuro che il Comune di Palermo abbia a disposizione questi fondi?

“Sì, sono fondi europei per la lotta alla povertà. Noi, cinque anni fa, abbiamo indicato al Comune come utilizzare questi fondi dando le abitazioni in affitto ai senza casa e, contemporaneamente, tutelando i proprietari delle abitazioni”.

Ci racconta cosa avete proposto?

“Abbiamo proposto di utilizzare i fondi europei per la lotta alla povertà per dare vita a un fondo di garanzia con le banche. In questo modo i padroni di casa avrebbero avuto a che fare con le banche e non con i senza casa. Avrebbero avuto la garanzia di essere pagati ogni mese”.

Scusi, perché le banche e non il Comune di Palermo? 

“Perché la gente, a Palermo, non si fida del Comune”.

E com’è finta? 

“Che il Comune di Palermo ha detto no. Ricordo che l’assessore comunale al Bilancio di cinque anni fa pose il veto”.

E i fondi europei per la povertà che fine hanno fatto? 

“Per i senza casa della città non li hanno mai utilizzati”.

Questi soldi ci sono ancora? 

“Non lo so, spero di sì”.

Per concludere che diciamo? 

“Ribadiamo la proposta di una Cabina di Regia per affrontare la questione dei senza casa di Palermo. Ne dovrebbero fare parte il Comune, i rappresentanti del terzo settore, chi come noi da anni si occupa dei senza casa della città e via continuando. Una Cabina di Regia per occuparci dei senza casa, di tutti i senza casa, per trovare una soluzione per tutti i senza casa, nessuno escluso”.

 

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