Sei-sette candidati alla presidenza Regione siciliana? Si candiderebbero tutti perché ognuno penserebbe di poter vincere con il 22-24%/ SERALE

19 febbraio 2022
  • Sembrerebbe fantapolitica. Però se ragioniamo sulle divisioni interne al centrodestra al centrosinistra i conti potrebbero tornare  
  • Con centrodestra e centrosinistra divisi e almeno 4-5 candidati si vincerebbe con il 22-24%: e ogni candidato potrebbe pensare essere eletto
  • Questo schema, oltre che con le divisioni, funzionerebbe soprattutto se a votare andrà il 50% o meno degli elettori aventi diritto

Sembrerebbe fantapolitica. Però se ragioniamo sulle divisioni interne al centrodestra al centrosinistra i conti potrebbero tornare  

In questi giorni si vocifera di alleanze, tradimenti, guerre politiche, pacificazioni. Tema: le elezioni regionali siciliane di Novembre: elezione del nuovo presidente della Regione e del nuovo Parlamento dell’Isola. Tutti gli esponenti politici della nostra Isola danno per scontato che non ci saranno più cambiamenti climatici con effetti disastrosi: “Andrà tutto bene”, come si diceva tra il Marzo e l’Aprile del 2020, quando il Covid aveva costretto gli italiani in casa. Incendi, piogge, alluvioni, tutte minchiate solenni: la politica siciliana pensa positivo e, soprattutto, ha altro a cui pensare. In tanti parlano di Nello Musumeci che si ripresenta (ed è il primo candidato), anche se la Lega e gli Autonomisti di Raffaele Lombardo non ne vogliono più sapere di lui; di Claudio Fava che si candida, però sarebbe disposto a partecipare alle primarie del centrosinistra (e siamo a due candidati) ; di Gianfranco Miccichè che si candida addirittura pure lui alla presidenza della Regione (e siamo a tre candidati), ma se gli daranno la presidenza dell’Assemblea regionale siciliana per la terza volta resterà nel centrodestra; del PD che non sa se candidare Caterina Chinnici o Pietro Bartolo, non si capisce con chi, forse con i grillini che s’illudono di avere ancora voti, o con Miccichè se lascerà il centrodestra (con la Chinnici o Bartolo siamo a quattro candidati); quindi la Lega che vorrebbe candidare Nino Minardo (e siamo a cinque candidati); e poi c’è Cateno De Luca, che si è pure dimesso da sindaco di Messina per candidarsi alla guida della Sicilia (e siamo a sei candidati); poi ci sarebbe Totò Cuffaro che vuole candidare una donna (settimo candidato, anche se noi ci crediamo poco, perché alla fine potrebbe trovare un’intesa non sappiamo con quale settore del centrodestra); e infine ci sarebbero i sicilianisti e indipendentisti che dovrebbero presentare un proprio candidato (e siamo a otto).

Con centrodestra e centrosinistra divisi e almeno 4-5 candidati si vincerebbe con il 22-24%: e ogni candidato potrebbe pensare essere eletto

E allora? E allora vi diciamo una cosa: questi si potrebbero candidare quasi tutti. E sapete perché? Per un motivo di pure aritmetica elettorale: perché se si candideranno quasi tutti – Musumeci, Miccichè e Minardo nel centrodestra, Fava e Caterina Chinnici (o Pietro Bartolo) nel centrosinistra, Cateno De Luca a raccogliere voti dove capita, e magari gli indipendentisti-sicilianisti ebbene, quasi tutti avrebbero la possibilità di essere eletti, perché con cinque-sei candidati si vincerebbe con il 22-24%: e ognuno di questi candidati potrebbe raggiungere tale percentuale, forse con un leggero svantaggio per De Luca e con lo svantaggio degli indipendentisti-sicilianisti. Fantapolitica? Può darsi. Solo che noi non vediamo un centrodestra unito, così come non crediamo che Fava si ritirerà: almeno chiederebbe prima le primarie. Che potrebbe succedere? Che centrodestra e centrosinistra si presentaranno divisi solo se ognuno di questi due schieramenti avrà la garanzia che l’altro si presenterà diviso. Se il centrodestra si presenterà diviso, allora anche il centrosinistra si presenterà diviso; e viceversa. Questo perché ognuno dei quattro candidati – per esempio, Musumeci e Minardo nel centrodestra e il candidato del PD e Fava dall’altra parte – penserà di poter vincere.

Questo schema, oltre che con le divisioni, funzionerebbe soprattutto se a votare andrà il 50% o meno degli elettori aventi diritto

Perché l’uscente Musumeci, con quattro o più candidati in corsa – e soprattutto con due candidati del centrosinistra – dovrebbe pensare di non poter prendere il 24-25%? Quanto meno ci proverebbe e con grande ottimismo, se non altro perché sarebbe appoggiato da Fratelli d’Italia, oggi il partito molto seguito perché il più coerente e, soprattutto, perché all’opposizione del disastroso Governo nazionale di Mario Draghi. Forse un po’ meno ottimista dovrebbe essere Minardo e la sua Lega, formazione politica appannata proprio dall’accordo politico sul Governo Draghi. Dall’altra parte il candidato del PD, o meglio, lo stesso PD siciliano non dovrebbe escludere un buon risultato, sia perché i grillini siciliani sono ormai nelle loro mani, o magari perché Miccichè effettuerà il ribaltone e passerà con lo stesso PD: però in questo caso ci dovrebbe essere anche un candidato dei grillini. un gran casino. Morale: PD, Miccichè e i grillini disposti anche a sorbirsi mezza Forza Italia il 24% lo potrebbero pure prendere, specie se Miccichè si porterà dietro parlamentari e grandi elettori. Anche Fava potrebbe provarci: la sinistra esiste ancora e stanno nascendo tante realtà anti-PD che potrebbero convergere su di lui. Cateno De Luca? Farebbe sicuramente ‘danno’, più al centrodestra che a centrosinistra (anche se non è da escludere che anche lui trovi un mezzo accordo, ma non sappiamo con chi). Questo schema funzionerebbe solo se a votare andrà il 50% e anche meno degli elettori siciliani aventi diritto al voto: più aumenterà il numero degli elettori alle urne, più potrebbero profilarsi sorprese, perché la vecchia politica siciliana si dovrebbe misurare con un’alta quota di voto incontrollato e incontrollabile. Supponiamo che i siciliani impazziscano – o forse ritrovino il senno – e decidano di andare a votare in massa: per esempio, l’80% degli elettori siciliani alle urne con un 30% di elettori che di solito non vanno a votare e – sempre perché sono impazziti o rinsaviti – decidano di votare gli indipendentisti-separatisti. Sarebbe un sogno. Provate a immaginare il ‘bordello’ con un separatista eletto presidente della Regione siciliana…

AVVISO AI NOSTRI LETTORI

Se ti è piaciuto questo articolo e ritieni il sito d'informazione InuoviVespri.it interessante, se vuoi puoi anche sostenerlo con una donazione. I InuoviVespri.it è un sito d'informazione indipendente che risponde soltato ai giornalisti che lo gestiscono. La nostra unica forza sta nei lettori che ci seguono e, possibilmente, che ci sostengono con il loro libero contributo.
-La redazione
Effettua una donazione con paypal


Commenti