Se scoppierà la guerra in Ucraina la Sicilia coinvolta con Sigonella e, soprattutto, con il MUOS di Niscemi/ SERALE

13 febbraio 2022
  • C’è poco da stare allegri. Il conflitto non è ancora militare, ma il Mediterraneo è già pieno di navi da guerra e sommergibili. Ringraziamo i radical chic che hanno osteggiato Trump e sostenuto Biden, piena espressione delle multinazionali che vogliono vendere armi
  • Biden è messo male. Se adesso si ritira perde la faccia e le multinazionali si scateneranno. Se darà il via all’operazione Nato in Ucraina sarà guerra, con il rischio di un nuovo Vietnam. E con grandi rischi per la Sicilia dove opera uno strumento di guerra micidiale voluto dagli americani: il MUOS
  • Sempre a proposito del MUOS di Niscemi: i russi e i cinesi la prenderebbero a ridere? I Democratici americani fanno solo ridere. Ucraina terzo Paese al mondo per la produzione di grano
  • Cos’è il MUOS e a cosa serve

C’è poco da stare allegri. Il conflitto non è ancora militare, ma il Mediterraneo è già pieno di navi da guerra e sommergibili. Ringraziamo i radical chic che hanno osteggiato Trump e sostenuto Biden, piena espressione delle multinazionali che vogliono vendere armi

Chissà se i tanti radical chic italiani e siciliani che ne hanno dette di tutti i colori sull’ex presidente degli Stati Uniti d’America, Donald Trump – in verità sobillati da un’informazione di parte, interessata e ci fermiamo qui per carità di patria – cosa pensano oggi dell’attuale presidente ‘posta’ USA, Joe Biden. La domanda è legittima, perché se ancora non sono state usate le armi in Ucraina, la guerra tra multinazionali e Stati Uniti da una parte, e Russia e Cina dall’altra parte è già iniziata. Il Mediterraneo è pieno i navi da guerra e sommergibili. In questo momento è una guerra di nervi, ma anche economica e finanziaria. Le forze del liberismo economico sfrenato vogliono a tutti i costi ‘sfondare’ verso la Russia. Ci hanno provato negli anni passati, ai tempi del ‘premio Nobel per la Pace’, Barack Obama, incasinando la Siria. Ma gli è andata male. Sono stati costretti a interrompere le ostilità dal 2016 al 2020, quando alla Casa Bianca è arrivato Trump, che non ha sparato un solo colpo di pistola. Hanno truccato le elezioni americane del Dicembre del 2020 per mandare via il repubblicano Trump, facendo vincere con i voti ‘postali’ Biden e sono tornati alla carica. Lo schema è semplice: il Governo ucraino fa entrare questo Paese nella Nato e gli americani vanno a piazzare i missili sotto casa di Putin e della Russia. Più facile a dirsi che a farsi. Perché la Russia di Putin e la Cina alleata della Russia non consentiranno mai agli americani di piazzare i missili in Ucraina contro la Russia. Ribadiamo: il conflitto è già scoppiato, anche se per ora senza armi. Ma è già allarme. E in questo allarme il Mediterraneo è in subbuglio e la Sicilia, con le basi militari – a cominciare da Sigonella – e soprattutto con il MUOS di Niscemi è in prima linea. Ricordiamoci che il MUOS è un’arma micidiale.

Biden è messo male. Se adesso si ritira perde la faccia e le multinazionali si scateneranno. Se darà il via all’operazione Nato in Ucraina sarà guerra, con il rischio di un nuovo Vietnam. E con grandi rischi per la Sicilia dove opera uno strumento di guerra micidiale voluto dagli americani: il MUOS

La situazione è grave e purtroppo anche seria. Russi e cinesi non scherzano. I militari russi sono pronti a entrare in Ucraina per impedire a questo Paese di entrare nella Nato. Chi è messo veramente male è il presidente Biden, che è stato eletto per seguire i dettami delle multinazionali che hanno un doppio interesse: produrre e vendere armi da piazzare in Ucraina e – meglio ancora – produrre e vendere armi nel caso dello scoppio di una guerra. I Democratici americani, oggi, sono il partito dei grandi interessi economici di stampo liberista e debbono dare risposte, soprattutto alle grandi industrie delle armi che, in modo sornione, Trump ha cercato di fare fallire. Le campagne di denigrazione contro Trump su giornali, televisioni e rete sono state organizzate soprattutto perché l’ex presidente non fomentava guerre e non faceva vendere armi, non favoriva in generale le multinazionali e ha provato anche a fermare l’ingresso della droga dal Messico. Trump è stato avversato ‘scientificamente’ da multinazionali – in testa le industrie delle armi, ma non solo – e dalla grande criminalità organizzata che controlla il mercato della droga. Biden, da quando si è insediato, qualche risposta l’ha data. Ha subito lanciato un segnale, facendo vendere alle industrie americane delle armi oltre 700 milioni di dollari di armamenti a Israele. Poi ha gettato nel caos l’Afganistan, giocando di sponda con i talebani, tradizionali alleati degli americani, con il chiaro intento di provocare disordini e altre guerre e, quindi, altri affari per i mercanti di armi. E ha bloccato la costruzione del muro con il Messico, avviata da Trump, che dovrebbe servire per bloccare i narcotrafficanti che entrano negli Stati Uniti d’America, al di là delle scempiaggini ‘buoniste’. Ma questo alle multinazionali non basta: le multinazionali che vendono armi vogliono entrare in Ucraina per piazzare missili, meglio se scoppia un conflitto perché venderebbero altre armi. Le altre multinazionali vogliono entrare in Russia per rendere questo Paese un loro mercato. Ovviamente, Biden è messo male. Se adesso si ritira perde la faccia e le multinazionali si scateneranno. Se darà il via all’operazione Nato in Ucraina sarà guerra, con il rischio di un nuovo Vietnam.

Sempre a proposito del MUOS di Niscemi: i russi e i cinesi la prenderebbero a ridere? I Democratici americani fanno solo ridere. Ucraina terzo Paese al mondo per la produzione di grano 

Non riusciamo a immaginare, in questo momento, le facce dei protagonisti della ‘Grande informazione’ degli Stati Uniti legata ai Democratici. Per esempio, il nostro vecchio amico Stefano Vaccara, che non sopportava Trump e tifava Biden. Da buon progressista non è rimasto impressionato dalla vittoria ‘postale’ dell’attuale presidente, ma chissà cosa pensa – sempre da buon progressista – del fatto che Trump non ha sparato un solo colpo, mentre con Biden il mondo è sull’orlo di una nuova guerra mondiale solo per parare il culo alle multinazionali ultra-liberiste. La verità è che con i Democratici – americani ma non solo – c’è da ridere. Di fatto, le multinazionali hanno preso in ‘affitto’ buona parte dei cosiddetti partiti di ‘sinistra’ dell’Occidente e li hanno trasformati in propri ‘scendiletto’. Un altro elemento geopolitico da non dimenticare è che l’Ucraina è il terzo produttore di grano nel mondo. E lo scorso anno è stato esentato dagli effetti negativi dei cambiamenti climatici. Controllare la produzione di grano in un’epoca in cui non si sa come finirà con i cambiamenti climatici non è una cosa secondaria. Ma la notizia che oggi vogliamo approfondire è il ruolo che la Sicilia sta già giocando e che potrebbe giocare in odo più ‘spunto’ se l’attuale guerra di posizione – ed economica – si trasformerà in un conflitto con le armi. Piaccia o no, nel 1943 l’Italia ha perso la guerra. E, sotto il profilo militare, è finita sotto l’egida degli americani. Sicilia in testa. Nella nostra Isola gli aspetti militari visibili sono la citata base di Sigonella e il citato MUOS di Niscemi. Si offende qualcuno se diciamo che, se dovesse esplodere una guerra a tutti gli effetti in Ucraina la Sicilia si troverebbe, di fatto, schierata con gli americani? E se Sigonella e il MUOS venissero utilizzati nella guerra cosa succederebbe? I russi e i cinesi la prenderebbero a ridere? Forse no… Soprattutto per la presenza del MUOS. Proviamo a illustrare il perché.

Cos’è il MUOS e a cosa serve

Partiamo da un nostro articolo del Settembre dello scorso anno, che riprende uno scritto del Coordinamento dei comitati No Muos contro le antenne a Niscemi: “Si tratta di una delle infrastrutture militari più estese del territorio italiano: 1.660.000 metri quadri di terreni boschivi e agricoli, entrati nel settembre 1988 nella disponibilità del Demanio pubblico dello Stato – Ramo Difesa Aeronautica Militare, dopo l’acquisizione dalla Olmo S.p.A. di Catania. La Naval Radio Transmitter Facility di Niscemi assicura le comunicazioni supersegrete delle forze di superficie, sottomarine, aeree e terrestri e dei centri C4I (Command, Control, Computer, Communications and Intelligence) della Marina militare Usa. Un’infrastruttura ad uso esclusivo delle forze armate statunitensi, come scritto nell’Accordo tecnico tra il Ministero della difesa e il Dipartimento della difesa degli Stati Uniti d’America riguardante le installazioni in uso alle forze USA di Sigonella, firmato a Roma il 6 aprile del 2006 dall’ammiraglio N. G. Preston, comandante US Navy per la regione europea e dal generale Mario Marioli dell’esercito italiano. Come si legge nell’accordo, l’uso esclusivo «significa l’utilizzazione dell’infrastruttura da parte della forza armata di una singola Nazione, per la realizzazione di attività relative alla missione e/o a compiti assegnati a detta forza dallo Stato che l’ha inviata». A esplicitare ulteriormente la piena sovranità di Washington, la tabella annessa all’accordo con l’elenco delle infrastrutture di «proprietà ed uso esclusivo» USA a Niscemi: il sito di trasmissione e l’antenna a microonde; l’Helix House e l’antenna a bassa frequenza LF; un magazzino di stoccaggio; un edificio per la protezione antincendio; un serbatoio d’acqua; un’officina di manutenzione elettronica; 37 antenne ad alta frequenza HF”. E ancora: “Le onde emesse dalle stazione coprono tutto lo spettro compreso tra le UHF e le VHF (Ultra and Very High Frequency – ultra e altissime frequenze, dai 30 MHz ai 3000 MHz, utilizzate per le comunicazioni radio con aerei e satelliti), alle ELF – VLF – LF (Extremely and Very Low Frequency – frequenze estremamente basse e bassissime, dai 300 Hz a 300kHZ), queste ultime in grado di penetrare in profondità le acque degli oceani e contribuire alle comunicazioni con i sottomarini a capacità e propulsione nucleare“. E ancora: “Il terminale terrestre di Niscemi, nelle intenzioni del Pentagono, dovrà assicurare il funzionamento dell’ultima generazione della rete satellitare in UHF (altissima frequenza) che collegherà tra loro i Centri di Comando e Controllo delle forze armate Usa, i centri logistici e gli oltre 18.000 terminali militari radio esistenti, i gruppi operativi in combattimento, i missili Cruise e i Global Hawk (UAV-velivoli senza pilota), ecc..”. Domanda: come mai questo benedetto MUOS è stato piazzato a Niscemi e non nella base militare di Sigonella? Risposta: “I ricercatori hanno cioè accertato che le fortissime emissioni elettromagnetiche possono avviare la detonazione degli ordigni presenti nella base militare”. (QUI L’ARTICOLO PER ESTESO). Che dire di altro?

Foto di prima pagina tratto da Peacelink

 

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