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Il mega campo eolico nel mare delle Egadi è il solito progetto della ‘finta sinistra’. Al contrario, servono impianti piccoli e diffusi

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  • L’energia eolica o solare deve essere diffusa nel territorio con piccoli impianti. I grandi impianti sono speculazioni per guadagnare sui cittadini utilizzando luoghi pubblici 
  • Il nuovo No della parlamentare regionale dei Verdi-Europa Verde Valentina Palmeri
  • Domenico ‘Mimmo’ Macaluso: “Il tratto di mare interessato dal progetto di un grande campo eolico ha una propria storia che non può essere ignorata” 

L’energia eolica o solare deve essere diffusa nel territorio con piccoli impianti. I grandi impianti sono speculazioni per guadagnare sui cittadini utilizzando luoghi pubblici 

Si torna a parlare di un progetto in linea con il liberismo economico imperante: il parco eolico che vorrebbero realizzare a ridosso delle Isole Egadi. E’ un progetto tipico della ‘finta sinistra’ di oggi – che infatti non ha criticato questa ennesima follia: concentrare nelle mani di pochi la produzione di energia per venderla ai cittadini-sudditi. Il primo a denunciare questa speculazione è stato l’europarlamentare eletto in Sicilia, Ignazio Corrao. Poi sono arrivate altre prese di posizione. come quella di  Valentina Palmeri, parlamentare regionale eletta nel Movimento 5 Stelle, oggi esponente dei Verdi-Europa Verde. In questo momento ricopre la carica di vicepresidente della IV Commissione Ambiente e Territorio dell’Assemblea regionale siciliana e ha partecipato ad una riunione congiunta delle commissioni V e III del Parlamento dell’Isola (Cultura e Attività Produttive) dedicata, per l’appunto, a questo progetto che, nella testa di chi vorrebbe realizzarlo, dovrebbe produrre oltre 2 Giga Watt al largo delle Egadi. Una pacchia, no? In un tratto di mare – che è pubblico – si realizza un impianto privato per la produzione di energia da vendere ai cittadini guadagnando una barca di soldi. Non energia non inquinante diffusa nel territorio con piccoli impianti, ma un mega impianto gestito da privati per guadagnare a spese dei cittadini.

Il nuovo No della parlamentare regionale dei Verdi-Europa Verde Valentina Palmeri

“Non posso che confermare la mia condivisione delle perplessità già espresse dai sindaci del comprensorio – dice Valentina Palmeri – nonché dalla Soprintendenza del Mare e dalle associazioni del comparto ittico, rispetto a questo mega progetto di parco eolico off-shore che dovrebbe sorgere nelle vicinanze delle isole Egadi, e, quindi, ringrazio le Commissioni III e V per la sensibilità e l’attenzione che stanno rivolgendo a questa fantomatica ipotesa progettuale. Tentare di indorare la pillola funesta di ben 190 pale galleggianti da piazzare nel mare delle Egadi, a pochi chilometri da una delle coste più belle al mondo, con la promessa di migliaia di fantomatici posti di lavoro, è un’operazione di marketing non solo deprecabile ma assurda, visti i numeri mirabolanti di cui si favoleggia. I preannunciati 2,8 Gw potrebbero ben essere prodotti con impianti di terra in poco più dell’uno percento del suolo coperto della Regione senza impatti rilevanti e con uno sviluppo occupazionale certo. Inutile ricordare a tutti la valenza ambientale dell’area interessata, simboleggiata da numerose zone di interesse comunitario, due riserve naturali e l’Area marina protetta, riconosciuta pure dalle Nazioni Unite”.

Domenico ‘Mimmo’ Macaluso: “Il tratto di mare interessato dal progetto di un grande campo eolico ha una propria storia che non può essere ignorata” 

“Altrettanto inutile ricordare i gravi danni che questo parco eolico porterebbe all’economia locale, visto che ricadrebbe in prossimità di mari pescosissimi: i noti banchi di Talbot e Skerki. Essere favorevoli allo sviluppo delle energie rinnovabili non vuol dire essere favorevoli a qualsiasi progetto, a scatola chiusa, sempre e comunque, soprattutto se i progetti sono privi di studio di impatto ambientale, condizione che renderebbe carta straccia qualsiasi progetto, che potrebbe comportare lo scempio del paesaggio, dell’economia locale e della storia. La valutazione di impatto ambientale non è un processo rigido di approvazione o rigetto del progetto, ma un processo che può portare ad un ridimensionamento, una ridiscussione, la proposta di alternative. Siamo quindi ancora ad una mera ipotesi progettuale”. Contrario al progetto si è detto anche Domenico ‘Mimmo’ Macaluso, che è considerato, a livello internazionale, un grande esperto di fondali del Mediterraneo: “Il tratto di mare interessato dal progetto di un grande campo eolico – ha sottolineato Macaluso – ha una propria storia che non può essere ignorata. Nell’antichità era una delle più importanti rotte commerciali e militari potrebbero trovarsi relitti di tutte le epoche, come dimostra la triste vicenda della razzia operata nel 1997 dallo statunitense Robert Ballard che, con l’ausilio di mini sommergibile nucleare dalla Marina degli Stati Uniti, proprio da quelle parti, trovò tanti relitti, praticamente uno al giorno, non esitando a prelevarne preziosi reperti (oltre un centinaio). Grazie alla denuncia operata dal sottoscritto attraverso le pagine de la Repubblica, mediante una denuncia al Tribunale Internazionale del Mare di Amburgo e a un dossier consegnato all’allora ministro degli Esteri, Lamberto Dini, siamo riusciti a fare firmare una risoluzione di condanna a numerosi politici ed archeologi durante una conferenza internazionale sul patrimonio culturale del Mediterraneo che si tenne a Malta, novembre 1997. Il governo degli Stati Uniti non consentì a Ballard, lo scopritore del Titanic e della corazzata Bismark, di continuare un’analoga operazione che era già stata programmata per l’anno successivo”.

Foto tratta da Itaca Notizie

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