Regione siciliana in esercizio provvisorio, pagamenti bloccati fino a Luglio 2022, economia a picco e i giovani emigrano

29 novembre 2021
  • Niente legge di stabilità regionale 2022 entro il Dicembre di quest’anno. Tutto programmato tra Governo siciliano e Roma
  • Come mai non protesta nessuno? Non lo sanno gli imprenditori e, in generale, i tanti soggetti economici e sociali che dipendono dai pagamenti regionali che, con l’esercizio provvisorio, i pagamenti verranno bloccati fino a Luglio?  
  • Il Parlamento siciliano potrebbe approvare la manovra 2022 con una parziale non copertura finanziaria? Sì, ricorrendo agli “accantonamenti negativi”, procedura seguita più volte negli anni passati 
  • Perché allora non si procede con l’approvazione della manovra 2022 entro il Dicembre di quest’anno? Continuate a leggere e troverete la risposta…  

Niente legge di stabilità regionale 2022 entro il Dicembre di quest’anno. Tutto programmato tra Governo siciliano e Roma

Niente legge regionale di stabilità 2022 entro il 31 Dicembre di quest’anno, ennesimo ricorso all’esercizio provvisorio, ritardo nei pagamenti e un’altra ‘botta’ alla già traballante economia siciliana. Questa, in estrema sintesi, la ‘radiografia’ della Regione siciliana a fine Novembre 2021. Anche se ormai ci occupiamo di altro, riservando al Parlamento dell’Isola poco spazio, ogni tanto ci ricordiamo di essere cronisti politici. E anche se il disinteresse e la noia per la politica siciliana è ai massimi livelli, quando ci passano davanti certe notizie, beh, è più forte di noi e sentiamo una forza misteriosa che ci invita a scrivere. Quando veniamo a conoscenza che lo Stato, dopo avere svuotato le ‘casse’ della Regione siciliana, non fermandosi nemmeno nei due anni di pandemia (pandemia che non è finita e che, a nostro modesto avviso, si va aggravando, con un Inverno che potrebbe essere anche peggiore dell’Inverno del 2020, visto che a Roma e in Sicilia, per fronteggiare questo benedetto virus, non ne stanno facendo una giusta), dopo l’ennesimo cedimento dell’attuale Governo siciliano ha ‘concesso’ una mezza elemosina di 70 milioni di euro, ebbene, non possiamo tacere. Invece di chiudere la partita con Roma per approvare la manovra economica e finanziaria 2022, il presidente della Regione, Nello Musumeci, e il suo vice, l’assessore all’Economia, Gaetano Armao, hanno accettato di fatto un ennesimo rinvio con il ‘manico del coltello’ nelle mani del Governo nazionale. L’unica ‘concessione’ che sono riusciti ad ottenere sono i citati 70 milioni di euro che verranno ‘immolati’ in una scalcagnata legge di variazioni di Bilancio da approvare entro Dicembre di quest’anno. Ciò significa, matematicamente parlando, che tra qualche settimana il Governo Musumeci presenterà il disegno di legge per l’esercizio provvisorio. Per il solo mese di Gennaio 2022? Non ci crediamo: lo presenterà per due mesi, Gennaio e Febbraio 2022.

Come mai non protesta nessuno? Non lo sanno gli imprenditori e, in generale, i tanti soggetti economici e sociali che dipendono dai pagamenti regionali che, con l’esercizio provvisorio, i pagamenti verranno bloccati fino a Luglio?  

Se dobbiamo essere sinceri, ci aspettavamo una protesta dai rappresentanti delle tante categorie sociali ed economiche destinate a pagare il conto dell’esercizio provvisorio. Perché scriviamo questo? Perché dalla fine dell’Estate ad oggi – e ormai sta per finire anche l’Autunno – abbiamo letto decine e decine di comunicati stampa di soggetti che, a vario titolo, protestano per i ritardi dei pagamenti dall’amministrazione regionale. Gli imprenditori dell’ANCE, per esempio. O gli operai della Forestale. O gli enti e le società che operano nella Formazione professionale. O i tirocinanti dell’Avviso 22, che per i pagamenti accumuleranno ritardi su ritardi. E, perché no?, gli stessi Comuni siciliani e le stesse ex Province. L’elenco è lungo e noi ci fermiamo qui per evitare di tediare i lettori. Quello che cerchiamo di illustrare è che, con l’esercizio provvisorio – cioè con il Bilancio gestito in dodicesimi – i pagamenti vengono bloccati. Non vengono bloccati soltanto nei mesi in cui va in scena l’esercizio provvisorio, ma anche nei tre-quattro mesi successivi. In pratica succede quanto segue: Gennaio e Febbraio si blocca tutto perché c’è l’esercizio provvisorio; a Marzo i deputati di Sala d’Ercole dovrebbero discutere e approvare la manovra economica e finanziaria 2022; Aprile e Maggio, poi, volano via per l’espletamento degli adempimenti tecnici. A Giugno ripartono i pagamenti regionali. I più fortunati potrebbero cominciare a ricevere i primi pagamenti a Luglio. I lettori attenti, a questo punto, ci chiederebbero: perché gli uffici si prendono due mesi per gli “adempimenti tecnici”. Semplicissima risposta: perché l’amministrazione regionale è informatizzata fino a un certo punto, perché tanti adempimenti tecnici, ancora oggi, non ‘viaggiano’ via computer, ma sulla carta: così i tempi si allungano tra una raccomandata e l’altra…

Il Parlamento siciliano potrebbe approvare la manovra 2022 con una parziale non copertura finanziaria? Sì, ricorrendo agli “accantonamenti negativi”, procedura seguita più volte negli anni passati 

Tutto questo è casuale o è voluto? Per accertarlo bisogna guardare ai ‘numeri’ della legge regionale siciliana di stabilità 2022. In questo momento all’appello mancano 800 milioni di euro. Si può approvare la manovra entro Dicembre di quest’anno? Sì: basterebbe ricorrere ai cosiddetti “accantonamenti negativi“: si finanziano alcuni capitoli con gli 800 milioni di euro che mancano in attesa che si trovino questi soldi. E’ un metodo che è stato utilizzato più volte. Tra l’altro, lo Stato – che nonostante la pandemia continua a prendersi dal Bilancio della Regione un miliardo all’anno circa per ‘risanare’ i conti dello Stato che non si risanano mai – ha deciso che nel 2022 si prenderà 800 milioni di euro e non il solito miliardo di euro. Già sono stati recuperati 200 milioni di euro. Altri 100 milioni di euro dovrebbero arrivare per l’insularità (i disagi che la Sicilia subisce in quanto isola). Di fatto, mancano 500 milioni di euro. Con molta probabilità, arriveranno altri 320 milioni di euro. Da dove? Ricordate il ‘buco’ di 2 miliardi di euro circa che l’attuale Governo regionale ha ereditato dalle gestioni passate? Ebbene, ogni anno, per coprire questo ‘buco’ la Regione paga 320 milioni di euro circa. Ebbene, tutti sanno che, per evitare il default alla Regione siciliana, nel 2022 lo Stato dovrà rinunciare alla ‘rata’ annuale. Alla fine, per il 2022 mancheranno solo 180 milioni di euro che verranno trovati effettuando tagli alle categorie sociali che non si possono difendere: anziani, malati, disagiati: quello che fanno ogni anno da oltre un decennio a questa parte con le forze politiche chi si rinfacciano l’un l’altra i tagli a tali categorie…  (e forse anche da prima).

Perché allora non si procede con l’approvazione della manovra 2022 entro il Dicembre di quest’anno? Continuate a leggere e troverete la risposta…  

Come potete notare, abbiamo dimostrato, ‘numeri’ alla mano, che la manovra regionale economica e finanziaria 2022 può essere approvata entro il 31 Dicembre di quest’anno. E’ solo questione di volontà politica. Ma questa volontà politica non c’è. Perché? Perché bloccando i pagamenti fino a Luglio l’amministrazione regionale risparmia il 50% dei pagamenti nell’anno in corso. Alcuni – i pochi ‘unti’ dal Signore – riceveranno i pagamenti per intero; poi ci sarà chi, dovendo ricevere 100, si dovrà accontentare di 50, o di 30, o di 10; ci saranno anche coloro i quali non riceveranno nulla i cui pagamenti verranno rimandati al 2023. Non avete mai sentito parlare di imprese che aspettano i pagamenti dalle amministrazioni pubbliche da oltre un anno? Cosa succede pagando 50 invece di 100? Semplice: che i Comuni siciliani per una parte si indebitano con le banche e, per l’altra parte, tagliano i servizi ai cittadini; anche le imprese, se possono, si indebitano con le banche; ma siccome le banche oggi debbono seguire cervellotiche e truffaldine regole europee, ecco che molte aziende, non incassando i pagamenti dalle pubbliche amministrazioni e non potendo usufruire di scoperture bancarie, licenziano; e se i licenziamenti non bastano chiudono. Con il ricorso all’esercizio provvisorio – frutto di un accordo tra Stato e Regione siciliana – l’economia della nostra Isola va indietro. Così i giovani siciliani, non trovando lavoro, emigrano; e le città della nostra Isola, piccole e grandi, si spopolano, soprattutto nelle aree montane. Però il capo del Governo Mario Draghi è “bravo”, il presidente della Regione siciliana Nello Musumeci si vuole ricandidare perché ha “governato bene”. Il tutto mentre l’economia siciliana sprofonda. Ma questo è un ‘dettaglio’…

Foto tratta da bbp palermo.it      

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