La volete sapere l’ultima? Il sì degli svizzeri al referendum sul Green pass è una bufala!

29 novembre 2021
  • A spiegare come stanno le cose è il leader di Italexit, Gianluigi Paragone. Che è andato ad approfondire come stanno le cose sito del Dipartimento federale dell’Interno della Svizzera. Per scoprire che non è stato introdotto alcun Green pass, ma un certificato su base volontaria  
  • Come si fa a paragonare il Green pass italiano con un certificato su base volontaria – istituito in Svizzera – che peraltro  non intacca i diritti di chi decide di non vaccinarsi? Vabbé in Italia si sono confusi… 

A spiegare come stanno le cose è il leader di Italexit, Gianluigi Paragone. Che è andato ad approfondire come stanno le cose sito del Dipartimento federale dell’Interno della Svizzera. Per scoprire che non è stato introdotto alcun Green pass, ma un certificato su base volontaria  

Confessiamo che, anche noi, oggi, siamo caduti nella trappola mediatica del Sì dei cittadini della Svizzera al Green pass. In verità ci è sembrato un po’ strano prendere atto della trasformazione di un Paese civile e tollerante come la Svizzera in un Paese incivile e intollerante. Però stamattina tutta la stampa italiana era unanime. Per questo, nel leggere il post di Gianluigi Paragone, leader di Italexit siamo rimasti basiti. Perché, in realtà, gli svizzeri non hanno detto sì al Green pass. E infatti Paragone (che, per inciso, è un giornalista), titola: “La bufala della vittoria in Svizzera del referendum “pro Green pass”. Poi arriva l’articolo nel quale si spiega cosa è in realtà successo in Svizzera: “Nell’Italia di Draghi dove i cittadini sono stati ormai totalmente privati del diritto di critica, capita di aprire i giornali e leggere notizie come quella del referendum ‘pro Green pass’ andato in scena in Svizzera. Riportata dalle principali testate, con titoli piuttosto simili. Eppure tutt’altro che veritiera, anche se nessuno si azzarda a dirlo. Perché in questa storia il certificato virtuale adottato dall’Italia c’entra in realtà poco. E certe letture sono decisamente forzate, quando non completamente fuorvianti. ‘Svizzera, sì al referendum sul Green pass obbligatorio’ scrive ad esempio Il Fatto Quotidiano. ‘In Svizzera ha vinto il referendum sul Green pass’ risponde il Corriere della Sera. E via, tutti a celebrare ‘l’eroico popolo elvetico’ che ha deciso di difendere le restrizioni imposte dal governo per fronteggiare il Covid, senza protestare. Un modo per screditare chi, in Italia, ha invece ancora la forza di manifestare in piazza, stanco di vedere calpestati i propri diritti. Partendo da una notizia, però, che è in realtà una bufala, carica di un altissimo tasso di imprecisioni”.

Come si fa a paragonare il Green pass italiano con un certificato su base volontaria – istituito in Svizzera – che peraltro  non intacca i diritti di chi decide di non vaccinarsi? Vabbé in Italia si sono confusi…

Entriamo nel merito di questa brutta storia italiana: “Cosa è successo davvero in Svizzera? – scrive sempre Paragone -. Per capirlo basta fare un salto sul sito del Dipartimento federale dell’Interno, dove è perfettamente spiegato il senso della chiamata alle urne che ha coinvolto i nostri vicini. Nello specifico, un referendum che riguarda ‘la modifica del 19 marzo’ della legge Covid adottata nel settembre 2020 per affrontare la pandemia e che ‘dispone i provvedimenti aggiuntivi che il Consiglio federale deve attuare per far fronte alla pandemia e limitare i danni economici’. La modifica oggetto del referendum ‘ha esteso gli aiuti finanziari a chi aveva ricevuto un sostegno troppo limitato o non ne aveva ricevuto nessuno. Il sistema di tracciamento dei contatti è stato ulteriormente sviluppato al fine di interrompere le catene di contagio ed è stato stabilito che la Confederazione avrebbe promosso i test COVID-19 e ne avrebbe coperto i costi. Inoltre, il Parlamento ha istituito la base legale per il certificato COVID che aveva chiesto di rilasciare alle persone guarite, vaccinate o sottoposte a test, al fine di agevolare i viaggi all’estero e consentire lo svolgimento di determinati eventi’. Un voto – commenta il leader di Italexit – che ha riguardato quindi, in realtà, principalmente misure legate al sostegno all’economia. E che ha anche interessato un progetto che porterà all’istituzione di un certificato Covid che, però, sarà su base volontaria, non imposto dal governo pena l’impossibilità di vivere appieno una qualche forma di socialità. Niente a che vedere, dunque, con il nostro Green pass e men che meno con il Super Green pass, pensato per emarginare i non vaccinati. Questo, però, i nostri giornali si guardano bene dal dirlo”. Ma che è successo alla ‘Grande informazione italiana’? Come si fa a paragonare il Green pass italiano con un certificato su base volontaria che non intacca i diritti di chi decide di non vaccinarsi? Insomma: la Svizzera resta un Paese civile e l’Italia resta l’Italia…

AVVISO AI NOSTRI LETTORI

Se ti è piaciuto questo articolo e ritieni il sito d'informazione InuoviVespri.it interessante, se vuoi puoi anche sostenerlo con una donazione. I InuoviVespri.it è un sito d'informazione indipendente che risponde soltato ai giornalisti che lo gestiscono. La nostra unica forza sta nei lettori che ci seguono e, possibilmente, che ci sostengono con il loro libero contributo.
-La redazione
Effettua una donazione con paypal


Commenti