Franco Calderone (ET): “La chiusura di Whirlpool a Napoli è un brutto segnale per la vertenza Almaviva in Sicilia”

18 ottobre 2021
  • Per il coordinatore di Equità Territoriale in Sicilia, Franco Calderone, con la ‘fuga’ della Whirlpool da Napoli il Governo Draghi ha fatto passare il messaggio che nel Sud e in Sicilia i grandi gruppi imprenditoriale possono fare quello che vogliono 
  • Il grave errore commesso dal Governo di Giuseppe Conte con il Decreto Dignità
  • Le preoccupazioni per la vertenza Almaviva in Sicilia

Per il coordinatore di Equità Territoriale in Sicilia, Franco Calderone, con la ‘fuga’ della Whirlpool da Napoli il Governo Draghi ha fatto passare il messaggio che nel Sud e in Sicilia i grandi gruppi imprenditoriale possono fare quello che vogliono 

“La chiusura dello stabilimento Whirlpool di Napoli ha tanti volti e tanti responsabili. Il primo responsabile è il Governo nazionale di Mario Draghi che ha affidato al Ministro leghista dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, la gestione di una vertenza in una città del Sud. Il secondo responsabile è il Governo regionale della Campania, che ha fatto poco o nulla per evitare che 321 lavoratori perdessero il lavoro. L’esito disastroso delle vertenza Whirlpool è un campanello di allarme per tutte le vertenza del Sud e della Sicilia, a cominciare da Almaviva. Il messaggio che il Governo Draghi sta facendo passare è che nel Sud e in Sicilia le imprese possono fare quello che vogliono”. Lo dice Franco Calderone, coordinatore di Equità Territoriale in Sicilia.

Il grave errore commesso dal Governo di Giuseppe Conte con il Decreto Dignità

La Whirlpool, per la cronaca, è un gruppo imprenditoriale statunitense che produce elettrodomestici. La fabbrica di Napoli, per la precisione, produce – anzi, purtroppo produceva – lavatrici. L’azienda napoletana andava bene, era in attivo. Ma il gruppo americano ha deciso di delocalizzare la produzione scegliendo un Paese dove pagherà meno tasse e dove il costo del lavoro è più basso rispetto al costo del lavoro in Italia. Siamo davanti a una manifestazione di liberismo economico allo stato puro, insomma, capitalismo selvaggio dove l’uomo non conta nulla e conta solo il profitto. “Nella vicenda Whirlpool ci sono alcuni punti che vanno ricordati per chiamare i responsabili alle proprie responsabilità – dice ancora Calderone -. Intanto c’è una responsabilità del passato Governo nazionale di Giuseppe Conte che, nel cosiddetto Decreto Dignità, non ha previsto penali per i gruppi imprenditoriali che delocalizzano all’interno dei Paesi dell’Unione europea. E’ stato, questo, un errore dell’ex Ministro del Lavoro, oggi Ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, perché nell’Unione Europea ci sono Paesi dove il costo del lavoro e la tassazione sono più bassi rispetto all’Italia, come Polonia e Romania, dove, guarda caso, si sono già trasferite aziende che prima operavano in Italia. Anche l’attuale Governo Draghi avrebbe potuto fare qualcosa per scongiurare le delocalizzazioni, invece non ha fatto nulla, nel nome del liberismo economico del quale Draghi è espressione. Il caso Whirlpool è una sconfitta per Napoli e, soprattutto, per i cittadini napoletani che si ostinano a votare gli esponenti della vecchia politica che li penalizza”.

Le preoccupazioni per la vertenza Almaviva in Sicilia

“In queste ore in Sicilia è in corso la vertenza Almaviva, con 500 posti di lavoro a rischio solo a Palermo. Sappiamo tutti che il passaggio da Alitalia a Ita è l’inizio della svendita dei cieli italiani a soggetti stranieri. Il Governo nazionale, lasciando andare via la Whirlpool da Napoli, ha aperto una maglia pericolosissima. Ribadisco: è passato il messaggio che nel Sud e in Sicilia i grandi gruppi imprenditoriali possono fare il bello e il cattivo tempo. E siccome Ita, lo sappiamo tutti, è un’operazione a tempo che vede la luce con meno aeromobili, con meno tratte (peraltro penalizzando anche la Sicilia) e con tagli alle retribuzioni del personale, non ci sarebbe da stupirsi se tale società deciderà di sacrificare i lavoratori di Almaviva. Noi ci auguriamo che ciò non si verifichi, ma riteniamo gusto lanciare l’allarme, perché siamo davanti al Governo Draghi che penalizza ripetizione Sud e Sicilia e a un Governo regionale siciliano di incapaci”.

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