- A ‘parlare’ sono i ‘numeri’ che, per definizione, sono testardi e non mentono
- Sempre più drammatica la situazione negli Stati Uniti. Quando governava Trump le televisioni raccontavano del disastro Covid in America. Oggi che la situazione, con Biden, è peggiorata di quattro volte grande silenzio…
- Regno Unito: 209 decessi nelle ultime 24 ore. Come mai nessuno dice che si tratta in larga parte di vaccinati? E come mai non si hanno notizie precise sui ricoverati (che potrebbero essere in maggioranza vaccinati?)
- Chiamiamo le cose con la lingua italiana: in Israele la vaccinazione anti-Covid è un mezzo fallimento, ma non si deve dire!
A ‘parlare’ sono i ‘numeri’ che, per definizione, sono testardi e non mentono
Covid: nel cosiddetto Occidente industrializzato – che ha deciso di delegare alle multinazionali farmaceutiche la gestione della pandemia – le cose non vanno bene. Le multinazionali, è noto, hanno tolto di mezzo le cure per il Covid per puntare sui vaccini. Ed è anche logico: invece di curare meno del 5% delle persone, si prova a ‘curare’ il 100% delle persone con i vaccini. Grande business per le multinazionali, ma risultati fino ad oggi deludenti. In quasi tutti i Paesi del mondo dove la vaccinazione anti-Covid è in corso la situazione di quest’anno è peggiore – se non molto peggiore – rispetto allo scorso anno, quando non c’erano i vaccini anti-Covid. Parlano i ‘numeri’ che, per definizione, sono testardi e non mentono. Riassumiamo i risultati della vaccinazione in tre Paesi occidentale: Stati Uniti d’America, Regno Unito e Israele.
Sempre più drammatica la situazione negli Stati Uniti. Quando governava Trump le televisioni raccontavano del disastro Covid in America. Oggi che la situazione, con Biden, è peggiorata di quattro volte grande silenzio…
La situazione è drammatica negli Stati Uniti d’America. Anche la pandemia è stata utilizzata dai media per attaccare l’ex presidente Donald Trump. Ma con il democratico Joe Biden le cose vanno peggiorando. Scrive l’ANSA: ” I casi di coronavirus negli Stati Uniti nell’ultima settimana sono aumentati del 300% rispetto alla settimana del Labor Day dello scorso anno (31 agosto-7 settembre 2020). E’ quanto emerge dai dati della John Hopkins University. Nella settimana dal 30 agosto al 6 settembre 2021, infatti, i contagi sono stati 1,14 milioni contro i 287.235 dello scorso anno”. Quando governava Trump c’era un quarto dei contagi di oggi. Oggi, con i vaccini anti-Covid e con l’amministrazione Biden, i contagi sono aumentati di quattro volte! Come avviene in altre parti del ondo dove si nota la stessa correlazione – più vaccini anti-Covid-più contagi – c’è chi si chiede se l’aggravamento della situazione non sia provocata dagli stessi vaccini. Non è forse vero che, prima del Covid, non si vaccinava mai nel momento di espansione di un’infezione per evitare la formazione di ceppi più aggressivi di virus o batteri? Lo scenario sociale americano è in movimento. Il Paese è sempre spaccato a metà. Mezza America è convinta che Biden abbia rubato l’elezione a Trump. Gli insuccessi di Biden nella gestione della pandemia e in politica estera (vedere disastro Afghanistan) rendono l’atmosfera sempre più pesante.
Regno Unito: 209 decessi nelle ultime 24 ore. Come mai nessuno dice che si tratta in larga parte di vaccinati? E come mai non si hanno notizie precise sui ricoverati (che potrebbero essere in maggioranza vaccinati?)
Il Regno Unito è la grande speranza dell’Europa. E’ il Paese che ha vaccinato contro il Covid tutti i cittadini che potevano essere vaccinati. Il premier Boris Johnson ha riaperto tutte le attività. Mettono nel conto un aumento dei contagi, anche notevole. Grazie al vaccino si dovrebbero ridurre drasticamente ricoveri e decessi. Tutto a posto, allora? Non esattamente. La situazione è altalenante. nel complesso non è mai stata buona a, in queste ultime settimane tende al peggio. Leggiamo su sky tg24: “Un nuovo record negativo legato al coronavirus. E’ quello che arriva dal Regno Unito dove, solamente nelle ultime 24 ore, sono stati segnalati 209 morti per Covid, picco da marzo. E se il numero di decessi ha toccato la vetta più alta da alcuni mesi a questa parte, un dato maggiormente incoraggiante riguarda i nuovi casi. Nel Paese, infatti, sono stati, sempre nel corso dell’ultima giornata, 37.489, rispetto ai 41.192 riscontrati ieri”. Non si hanno notizie precise su ricoverati e decessi. Ma siccome la percentuale di vaccinati, in questo Paese, è piuttosto elevata, è chiaro che i ricoveri e i decessi riguardano anche – e forse soprattutto – i vaccinati. Ma questo non si deve dire. In ogni caso, il Regno Unito è un Paese che non mette in discussione la Democrazia.
Chiamiamo le cose con la lingua italiana: in Israele la vaccinazione anti-Covid è un mezzo fallimento, ma non si deve dire!
In Israele la situazione Covid è un disastro. Gli effetti delle prime due dosi sono durate quattro mesi, al quinto mese c’erano già problemi. Sempre sky tg24 riporta una dichiarazione di Arnon Shahar, medico responsabile della task-force del piano vaccinale anti-Covid del Paese: “Con la variante Delta c’è stata una quarta ondata veramente impressionante. Abbiamo dovuto capire perché questa ondata è arrivata qualche mese dopo la seconda iniezione del vaccino Pfizer e abbiamo capito che c’è una riduzione dell’immunità, non solo perché bucava la variante, ma perché c’era una riduzione di anticorpi. Per questo abbiamo deciso di fare la terza dose. Siamo riusciti a frenare la quarta ondata con un piano vaccinale molto buono, siamo quasi al 60% degli over 60 con la terza dose”. In realtà, ci sono altre due notizie. La prima è un’indiscrezioni: gli esperti israeliani non avrebbero ancora capito se il caos esploso con la quarta ondata sia dovuto a una riduzione dell’immunità (che poi non si tratta di immunità, ma di resistenza alla malattia: le due cose sono diverse), o se siano intervenute nuove varianti. La seconda notizia è che nel Paese hanno già in programma la quarta dose: e in questo caso non dovrebbe essere un problema di immunità che viene meno, ma delle varanti che avanzano. Tanto che c’è chi si chiede che senso avrebbe continuare a ‘inseguire’ le varianti del virus con il nuovo vaccino. In questo scenario difficilissimo Israele sta cercando di salvaguardare la Libertà e la Democrazia: “Il Green pass vale per tutti – dice sempre Arnon Shahar – . E chi non è vaccinato deve presentare due volte a settimana, a spese proprie, il tampone”. Nessun obbligo al vaccino, però: “Noi non abbiamo mai obbligato al vaccino, perché le spiegazioni scientifiche devono essere sufficienti. Il problema è che ci sono tantissime fonti che danno informazioni errate, noi lottiamo contro l’informazione errata che c’è sui social e sulla rete. Obbligare una persona al vaccino è una cosa molto estrema, però chi non viene vaccinato e vuole andare al lavoro, a scuola, in ospedale, deve pagare il proprio tampone. Non è una cosa comoda, da quando due mesi fa abbiamo applicato il Green pass abbiamo visto un aumento delle persone che sono venute a vaccinarsi”.
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